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Parlare al bimbo nel pancione? Sfatato il mito

News - 17 Aprile 2018

Parlare al bimbo nel pancione? Sfatato il mitoCantargli una ninna nanna, fargli sentire la voce della mamma e del papà, raccontargli una fiaba: parlare al piccolo quando è ancora nell’utero materno è un falso mito. I feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall'esterno. E’ quanto dimostra lo studio condotto dalla Dott.ssa Marisa Lopez-Teijón e dalla sua equipe sull’udito del feto e sull’effetto della musica all’inizio della vita, presentato presso l’Istituto Karolinska e l’Università di Stoccolma.

L’osservazione, condotta su pazienti tra la 14ª e la 39ª settimana di gestazione, rivela come la comunicazione con il feto sia uno degli aspetti più interessanti della scoperta. Affinché il feto percepisse con la massima intensità il suono, è stato ideato uno specifico dispositivo per trasmettere musica per via intravaginale: il Babypod emette onde sonore fino ad un massimo di 54 decibel, che è il livello di una normale conversazione.

Nel corso dell’intero studio, il team di ricercatori ha osservato attraverso ecografia la reazione del feto nell’ascoltare la musica emessa per via addominale e vaginale. In quest’ultimo caso, l’87% dei feti ha  reagito con movimenti della testa e degli arti, della bocca e della lingua, gesti che cessano quando smettono di sentire la musica.

Inoltre, con la musica trasmessa per via vaginale, circa il 50% dei feti ha reagito con un movimento sorprendente, aprendo moltissimo le mascelle e tirando fuori completamente la lingua. Sistemando, invece, delle cuffie che emettono musica con un volume medio di 98,6 decibel sull’addome della donna in attesa, non sono stati osservati cambiamenti nelle espressioni facciali del feto.

Grazie all’invenzione di un dispositivo vaginale, Babypod, abbiamo dimostrato che i feti possono sentire dalla settimana 16, quando misurano 11 centimetri, solo se il suono proviene direttamente dalla vagina -  ha spiegato la Dott.ssa Marisa Lopez-Teijón - I feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall’esterno. Quindi, possiamo dire che il mito di parlare alla pancia delle donne incinte è storia passata”.

Ricercatrice principale dello studio, la Dott.ssa López Teijón nel corso delle presentazioni presso l’università di Stoccolma e Copenaghen ha spiegato che oltre a rendere possibile la comunicazione con il feto, questo dispositivo ha applicazioni mediche molto importanti: consente di scartare la sordità fetale e facilita le ecografie poiché, provocando una risposta nel bambino, migliora la visione delle strutture fetali durante il suo svolgimento.

La musica utilizzata nello studio era di Johann Sebastian Bach, per essere più esatti, la Partita in la minore per flauto solo – BWV 1013.

Secondo la ricerca di Institut Marquès con questo sistema ora è possibile stimolare il feto neurologicamente. La stimolazione sensoriale è importante e può iniziare quanto prima possibile. La musica, infatti, attiva l'apprendimento delle lingue. E, come è stato dimostrato, questo apprendimento può iniziare già nel grembo materno.

Institut Marquès negli ultimi anni ha portato avanti ricerche all'avanguardia sugli effetti della musica all'inizio della vita. I suoi studi sulla musica durante lo sviluppo embrionale e fetale sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali per questo centro di ginecologia e riproduzione assistita, con sede a Barcellona (Spagna).

In questo senso, la Dott.ssa Marisa López-Teijón, ha ricevuto presso l'Università di Harvard (USA) il Premio Ig Nobel per la medicina nel campo dell'ostetricia per la scoperta dell'udito fetale. Gli Ig Nobel mirano a far sì che prestigiosi scienziati di tutto il mondo presentino i loro studi al pubblico in modo insolito e divertente. L'organizzazione ha scelto i ricercatori dell'Institut Marquès per presentare lo studio nel corso dell’Ig Nobel Tour che in questi giorni viaggia nelle università europee.

Generando grandi aspettative tra gli amanti della divulgazione scientifica, la Dott.ssa López-Teijón e il Dr. Álex García Faura, Direttore Scientifico di Institut Marquès, nel corso delle presentazioni hanno spiegato che "con la nostra ricerca scientifica abbiamo migliorato la fecondazione in vitro impiegando vibrazioni musicali negli incubatori". Ecco perché il premio Ig Nobel è anche un riconoscimento del lavoro di ricerca, sviluppo e innovazione dell'Institut Marquès per migliorare il servizio offerto ai pazienti.

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