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I 3 ELEMENTI PER LA CITTÀ SOSTENIBILE DEL DOMANI: ECONOMIA RISPETTOSA, SPAZI PUBBLICI E GESTIONE DEI RIFIUTI

 Save The Planet e JTI Italia presentano lo studio “Quanto sono sostenibili le nostre città?”, un piano per il futuro per certificare la sostenibilità dei centri urbani e avviare una trasformazione culturale che passi da cittadini, aziende e amministrazioni locali

Roma, 12 febbraio 2021 – Nel 2030 saranno 5 miliardi le persone che vivranno in agglomerati urbani, il 60% della popolazione mondiale: per questo “città sostenibili e comunità” è stato inserito al punto 11 degli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’ONU. È in questo contesto che si inserisce lo studio – presentato durante l’appuntamento del Forum ANSA 2030Quanto sono sostenibili le nostre città? – realizzato da Save The Planet Onlus e JTI Italia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che punta a sottolineare l’importanza di una riflessione congiunta sull’aspetto che dovranno assumere le città del futuro.

Lo studio prende avvio dall’esigenza di trovare un metro di misura riconosciuto da applicare ad ogni stadio dello sviluppo urbano, un progetto a lungo termine fondamentale per fronteggiare le sfide ecologiche, economiche e sociali di questo millennio. Oggetto della ricerca sono le 14 città metropolitane italiane comparate secondo tre indicatori rilevanti appartenenti alla normativa ISO 37120:2018: la pressione dei flussi turistici, la presenza di aree verdi e il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Tre indicatori chiave intorno ai quali costruire le città sostenibili e responsabili del domani.

Rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili” è la priorità del nuovo modello di sviluppo dal momento che le città sono il principale motore del PIL globale e affrontano diverse difficoltà nella gestione della vita urbana fra cui la produzione incontrollata di rifiuti. Il report mette in luce lo storico divario fra nord e sud del Paese. Venezia, Milano e Bologna distanziano le colleghe città metropolitane del sud per percentuale di rifiuti solidi urbani riciclati; fra queste Bologna converte l’85% dei rifiuti in energia destinando in discarica poco meno del 10%. La maglia nera va alla Sicilia sul cui territorio non esistono impianti di produzione di energia da rifiuti, tanto che circa il 70% di questi viene semplicemente smaltito in discariche[1].

Roma, Venezia e Milano si classificano sul podio per numero di presenze turistiche[2]. La città lagunare svetta al primo posto se si considerano le presenze turistiche in relazione al numero di abitanti. Emerge chiaramente quindi che le città che sono anche hotspot turistici hanno il dovere più di altre di sviluppare strategie efficaci per un’economia rispettosa dell’ambiente, soprattutto in ottica di sensibilizzazione dei visitatori che frequentano occasionalmente il territorio comunale.

La qualità della vita nella città del futuro dipenderà anche dalla quantità di aree verdi. Il tema pone al centro l’esigenza da parte delle amministrazioni locali di tutelare e implementare il verde urbano tenendo conto del fenomeno del littering. I veri protagonisti di questo processo di cambiamento sono i cittadini stessi generando in modo sistematico un nuovo approccio alla cura urbana sostenibile. Non a caso, le aree verdi sono quelle in cui si osserva la percentuale più elevata di comportamenti corretti rispetto alla gestione dei piccoli rifiuti. Al primo posto l’area metropolitana di Reggio Calabria per quantità di verde urbano ogni 100.000 abitanti con circa 1063 ettari, seguita da Cagliari e Venezia[3].

Lo studio conclude la campagna #IoLaButtoLì contro l’abbandono dei piccoli rifiuti – promossa da Save The Planet e JTI Italia insieme alla collaborazione dell’agenzia cooperativa sociale Pensieri & Colori e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“L’esperienza della campagna #iolabuttolì è il punto di partenza per mettere a sistema collaborazione, responsabilità e crescita intelligente in quanto direttrici da seguire per concretizzare la transizione verso un’economia che possa dirsi davvero sostenibile. La crisi internazionale che viviamo ha mostrato come i sistemi naturali, economici e sociali siano fortemente interconnessi, le aree urbane sono il laboratorio ideale per mettere in pratica questa nuova visione” afferma Gian Luigi Cervesato, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia. “Una sfida culturale prioritaria per raccordare le azioni dei singoli in piani strategici e stabilire interventi funzionali in modo da rendere questi strumenti la base per una maggiore partecipazione di cittadini e imprese e Istituzioni e strutturare insieme uno sviluppo solido delle nostre comunità” conclude Cervesato.

L’appuntamento è stato anche occasione per annunciare il primo Manifesto Anti Littering interattivo rivolto a cittadini, imprese e amministrazioni locali per sottoscrivere l’impegno congiunto per un futuro sostenibile.

Elena Stoppioni, Presidente di Save The Planet: “Il progetto #iolabuttolì è nato come iniziativa di sensibilizzazione su un tema reale come il littering ma ben presto è diventata qualcosa di più ambizioso. Grazie alla collaborazione di JTI Italia abbiamo realizzato un report che fotografasse alcune delle più grandi città italiane secondo parametri legati alla sostenibilità. Partendo da una campagna dove sono stati coinvolti, con grande successo, anche i ragazzi di Casa Surace, abbiamo stilato un rapporto che potrà diventare il vademecum delle città sostenibili del domani. A questo si aggiunge il manifesto che ogni cittadino, impresa ed amministrazione può sottoscrivere e impegnarsi per un futuro più sostenibile per la propria città. Questo rappresenta solo l’avvio di un progetto di misurazione che, siamo convinti, dovrà avere un respiro sempre più ampio ed arrivare a coinvolgere tutto il Paese, con l’obiettivo di definire il percorso da compiere per città responsabili ed inclusive”.

Il punto di arrivo sono i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 il cui raggiungimento potrà essere ottenuto con ’effettivo coinvolgimento e il coordinamento delle Istituzioni centrali e i governi locali in vista di un impegno integrato per la definizione di obiettivi quantificabili, misurabili, monitorabili.

In un importante documento lavorato in Commissione, ho recentemente inserito delle osservazioni fondamentali per la tutela del nostro ambiente e della resilienza delle nostre città. L’Europa ci chiede di fare uno sforzo ulteriore e ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 55% entro il 2030; per questo la risoluzione impegna il governo a promuovere i principi dell’Agenda 2030 e del programma dei 17 Sustainable Development Goals anche favorendo la promozione di “Comuni Sostenibili” ha sottolineato la Senatrice Pasqua L’Abbate, membro della Commissione Ambiente. “Fra le opportunità da cogliere, anche quella di stanziare incentivi per le aziende che decidono di certificare la propria carbon footprint e di ridurre responsabilmente le proprie emissioni di almeno il 30%. Rimangono centrali l’educazione, l’istruzione e la formazione come vettori per la transizione ecologica: ecco perché il Governo deve destinare importanti investimenti alle scuole, università e corsi di formazione professionale al fine di evitare un gap fra innovazione tecnologica e competenze. L’obiettivo sono città del futuro resilienti e inclusive, dunque, in un contesto globale attento alle leggi della vita e alla tutela della nostra casa comune” ha concluso la Senatrice.

 

[1] ISPRA, Catasto Nazionale dei Rifiuti

[2]ISTAT (2018), Movimenti turistici in Italia

[3] ISTAT (2019), Rapporto Ambiente Urbano

 

JTI È TOP EMPLOYER ITALIA, EUROPA E GLOBAL ANCHE NEL 2021

L’azienda ha ottenuto il tris di certificazioni Top Employer grazie alle strategie e le politiche attuate allo sviluppo del capitale umano basate su valorizzazione delle diversità e inclusione

 

Milano, 25 gennaio 2021 –  Una cultura aziendale aperta, un ambiente di lavoro collaborativo e stimolante, opportunità di mobilità e sviluppo internazionali, piani di carriera costruiti sulle proprie competenze e processi organizzativi innovativi: sono queste le eccellenze che hanno consentito a JTI di ottenere il tris di certificazioni Top Employer anche per il 2021.

L’azienda, per l’undicesimo anno consecutivo, ha ricevuto la certificazione in Italia e celebra il decimo anno consecutivo da Top Employer in Europa. Il riconoscimento è stato anche assegnato all’intero gruppo internazionale che rientra ancora una volta fra una selezionata cerchia di 16 realtà aziendali certificate per l’eccellente attenzione al capitale umano a livello globale.

Il riconoscimento di quest’anno assume ancora più valore alla luce dell’attuale  momento storico complesso in cui le persone JTI costituiscono il punto focale dell’azienda. Continuare a investire sui dipendenti nei momenti più critici significa dimostrare loro di essere parte di un sistema aziendale che li tutela e li pone al centro delle proprie scelte di business.

L’obiettivo è uno: essere dalla parte dei dipendenti durante tutta la loro vita professionale. Questo è il percorso intrapreso da JTI per la creazione di un ambiente di lavoro in grado di promuovere la cultura del cambiamento e governare con successo la grande trasformazione che JTI sta vivendo su più livelli, organizzativi e di digitalizzazione ma soprattutto di approccio alla popolazione aziendale. Il principio ispiratore è la libertà e la fiducia reciproca che caratterizza il contesto aziendale: libertà di scegliere il percorso di carriera che si preferisce grazie ai programmi di mobilità internazionale, libertà di raggiungere gli obiettivi nel modo in cui si ritiene più opportuno, dare libera espressione al proprio essere per  sviluppare il proprio potenziale.

“L’idea che ci muove è la consapevolezza di avere un ruolo importante presso le realtà in cui operiamo e questo si accompagna alla volontà di fare davvero la differenza. Lasciare il segno: è quello che cerchiamo di fare e verso cui stimoliamo i nostri dipendenti con la precisa volontà di pensare al futuro e prepararci ad affrontarlo, ecco perché prioritaria è l’attenzione non solo alle risorse interne ma anche esterne: attrarre i giovani talenti strizzando l’occhio alle nuove generazioni è per noi fondamentale perché vogliamo essere interpreti, anzi anticipatori del futuro e dell’innovazione” afferma Gian Luigi Cervesato, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia.

Un impegno che si traduce in tutti gli aspetti della realtà JTI: a partire dalla diffusione di buone pratiche, ai progetti di inclusione sociale e anche alla precisa volontà di costruire un ambiente di lavoro di cui le nostre persone possano andare orgogliose. Gli obiettivi per il 2021 riguarderanno il raggiungimento della parità di genere nelle posizioni di leadership, l’impegno per la costruzione di un cultura meritocratica e inclusiva delle diversità, l’apertura verso nuovi modi di lavorare agili, flessibili che diano la possibilità a chiunque di esprimere sé stesso e il proprio potenziale.

“In JTI lavoriamo tutti i giorni per valorizzare la diversità, favorire l’apprendimento continuo, creare un network di scambio trasparente e collaborativo che risponda sempre più alle esigenze professionali e personali. I risultati ottenuti, non solo in Italia, ma anche a livello europeo e ancora di più a livello globale confermano che siamo sulla strada giusta. JTI, per il settimo anno consecutivo, si conferma fra le pochissime aziende internazionali a essere certificate Top Employer Global, un riconoscimento che ci riempie di orgoglio ma anche di responsabilità perché sappiamo di avere un ruolo fondamentale nel disegnare le politiche di welfare aziendale che saranno il futuro del mondo del lavoro” conclude Cervesato.

JTI e TTI: CONTINUA L’IMPEGNO PER IL SOSTEGNO ALLA FILIERA UMBRA DEL TABACCO

SPENCER & LEWIS SI AGGIUDICA LA GARA PER LA COMUNICAZIONE  DI JTI ITALIA 1

Rinnovato l’investimento di 28 milioni di euro per l’anno 2021. Semplificazione normativa e programmazione necessarie per supportare sostenibilità ambientale, energetica e strutturale 

 

Milano, 9 dicembre 2020 – Un impegno che va avanti dal 2012 quello fra JTI Italia e TTI per il sostegno alla filiera tabacchicola italiana e la sua valorizzazione. L’investimento, confermato già per il 2020 con l’acquisto di 8 mila tonnellate di tabacco lavorato da parte di JTI, si rinnova con un ulteriore accordo per il 2021 di 28 milioni di euro. Lo ha annunciato ufficialmente il Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia Gian Luigi Cervesato durante l’incontro “La filiera del tabacco, quale futuro?”. All’evento sono intervenuti Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, Dino Scanavino, Presidente CIA – Agricoltori Italiani, Fabio Rossi, Presidente TTI (Trasformatore Tabacco Italia) e anche le Istituzioni nella figura di Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali.

Almeno 7 mila tonnellate di tabacco italiano provenienti dal distretto di eccellenza dell’Alta Valle del Tevere e delle zone vocate della Bassa Veronese verranno acquistate dal Gruppo con l’obiettivo di contribuire alla stabilità del comparto a conferma della rilevanza che assume per il settore agricolo nazionale e per l’economia del territorio.

“Il momento storico senza precedenti che stiamo vivendo ha costretto tutti gli operatori della filiera tabacchicola a ricalibrare le proprie attività. All’emergenza si unisce anche la difficoltà derivante da una struttura fiscale inefficiente e da un mercato profondamente cambiato non solo dal punto di vista dei consumi ma anche dal lato della produzione nazionale di tabacco” sottolinea Gian Luigi Cervesato. “L’impegno che portiamo avanti nei confronti della filiera e che, con senso di responsabilità, rinnoviamo per il prossimo anno è volto a combattere l’incertezza e valorizzare il Made in Italy”.

Eccellenza e innovazione sono i punti chiave del dialogo fra JTI e il territorio umbro e veneto che si è consolidato grazie a importanti accordi di natura commerciale dedicati al sostentamento della produzione di tabacco Made in Italy per un totale investito nel biennio 2020 – 2021 di 60 milioni di euro. Un sostegno che non si è esaurito solo con accordi economici ma che ha visto, grazie al supporto alla ricerca e all’innovazione, lo sviluppo di nuove pratiche agricole sempre più sostenibili, in linea con l’impegno dell’azienda in questa direzione e che ha portato a migliorie su tutti i livelli di produzione, rendendo il distretto umbro una vera eccellenza declinata dalla coltivazione del tabacco fino alla sua lavorazione.

La produzione di tabacco Made in Italy ha raggiunto un livello di specializzazione straordinario, volano economico per tutto l’indotto dell’Alta Valle del Tevere, che impiega circa 2mila lavoratori, una produzione d’eccellenza certificata dall’Agricoltural Labour Practices e sostenibile che guarda al rispetto dell’ambiente e alle fonti di energia rinnovabili.
“In questi nove anni di produzione e trasformazione, con il TTI primo acquirente italiano di bright, in collaborazione con JTI si è creata una richiesta di manodopera molto importante che ha assorbito maestranze anche da altri settori in crisi, in perfetta sinergia e collaborazione con i sindacati dei lavoratori” dichiara Fabio Rossi, Presidente Trasformatori Tabacco Italia.

“Sia gli agricoltori che le maestranze hanno acquisito una altissima professionalità arrivando a un livello di qualità elevatissimo del prodotto, con le migliori perfomance mondiali per uniformità dei lotti, assenza di sostanze estranee e residui nella norma. Un patrimonio di professionalità che non può essere disperso. L’assistenza tecnica – prosegue Rossi – e la continua ricerca hanno portato ad una elevata attenzione per l’ambiente con investimenti sulle rinnovabili che hanno coperto oltre il 40% dei fabbisogni energetici di essicazione e trasformazione”.

In più di 15 anni JTI ha investito nel territorio italiano oltre 680 milioni di euro per rispondere ai bisogni crescenti di tutto il comparto. Nonostante il momento di difficoltà vogliamo continuare a stare al fianco della filiera e in questo senso la collaborazione con le Istituzioni è fondamentale” ha continuato Cervesato. “Siamo disponibili a confrontarci in nome di una semplificazione generale del fisco del settore per agevolare gli accordi tra operatori e produttori: questa è l’unica via per poter programmare con successo gli investimenti sui territori e tutelare così tutti gli operatori”.

SPENCER & LEWIS SI AGGIUDICA LA GARA PER LA COMUNICAZIONE DI JTI ITALIA

SPENCER & LEWIS SI AGGIUDICA LA GARA PER LA COMUNICAZIONE  DI JTI ITALIA 1

logo JTI ITALIA verde

L’agenzia si occuperà del supporto strategico alle attività di Corporate Communication, CSR e Crisis Management della multinazionale del tabacco

 JTI Italia (Japan Tobacco International Italia), fra i principali player del mercato del tabacco, dopo aver chiuso la gara per le attività di comunicazione, si affida a Spencer & Lewis, la Creative PR House, associata a PRHUB di UNA (Aziende della Comunicazione Unite) e a UNINDUSTRIA. Spencer & Lewis Si occuperà della gestione della Corporate Communication, dei progetti di CSR e del Crisis Management oltre che della comunicazione dei prodotti a potenziale rischio ridotto, offrendo il proprio supporto strategico per raccontare i valori aziendali e rafforzare la reputazione del gruppo in Italia. 

Il Gruppo JTI opera in oltre 130 paesi ed è uno dei maggiori produttori di tabacco e prodotti da vaping a livello internazionale e, da sempre,in prima linea nella valorizzazione e protezione della filiera tabacchicola in Italia grazie a una lunga storia di investimenti nel nostro Paese.L’agenzia creativa curerà un piano di comunicazione integrato che avrà il proprio cuore strategico nelle azioni di PR e Media Relations, con un’attenzione particolare al digitale e all’integrazione dei mezzi e con l’obiettivo di raccontare agli stakeholders, istituzionali e non solo, le attività di una realtà aziendale tanto complessa.

Un nuovo incarico che assume un importante valore alla luce del particolare momento che stiamo vivendo” afferma Massimo  Romano, CEO di Spencer & Lewis. “Siamo stati proiettati in una situazione senza precedenti in cui oggi i brand sono chiamati a elaborare strategie di PR sempre più efficaci per mantenere vivo il rapporto con i consumatori, la comunità e con tutti i portatori di interesse: per le imprese è iniziata oggi l’era della purpose strategy.”

Nell’era del post COVID19 è infatti necessario ricorrere a un approccio orientato alla marca che vira verso una nuova relazione sistemica in grado di far emergere elementi distintivi quali valori, visioni, azioni rivolte alla comunità. “Una riscossa della comunicazione corporate su quella meramente di prodotto. La sfida sarà quella, dunque, di adottare un approccio innovativo e creativo per comunicare l’impresa come un’entità unitaria, valorizzandone la personalità unica e l’identità distintiva”conclude Romano.

Un progetto che passa anche attraverso iniziative di sostenibilità e l’impegno verso l’ambiente in cui la multinazionale è impegnata da anni. “La partita in gioco riguarda il nostro sistema di vita e di relazioni, le quotidianità da ritrovare e da riscrivere, i consumi da re-inquadrare. In quest’ottica, affidarsi a partner strategici che sappiano comprendere come stanno evolvendo le esigenze dei media per poter fornire, nel modo più appropriato, contenuti che rispettino la sensibilità del momento e rispondano all’interesse della società, diventa fondamentale per riuscire a presidiare la contemporaneità” afferma Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs and Communications Director di JTI Italia.“Come accade sempre nei momenti di mutamento e di recessione, la strategia vincente deriva dall’avere una visione chiara e dall’essere capaci di adattarsi al cambiamento in atto. La collaborazione con Spencer & Lewis ci consente di aprire un nuovo capitolo della nostra comunicazione aziendale. Capitale sociale, fiducia e reputazione saranno le parole d’ordine”.