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Telefono Azzurro compie 31 anni

Telefono Azzurro compie 31 anni

Richieste di aiuto triplicate negli ultimi 7 anni, con 16.000 segnalazioni ricevute. Violenza domestica, web e bullismo le principali forme di abuso

Roma, 8 giugno 2018 – La prima telefonata arriva alle 8:05 del mattino, chiamano dalla Sicilia, precisamente dalla zona di Palermo. Una voce maschile racconta una triste storia sul figlio dei vicino: ”Lo tengono sempre in casa, da solo, non esce e piange e quando i suoi arrivano a casa spesso sono botte”. E’ l’8 giugno 1987, il primo giorno di SOS Il Telefono Azzurro Onlus. Da allora 72mila bambini e adolescenti sono stati assistiti dall’associazione, più di 2.400 ogni anno.

Fin dalla sua fondazione, il 8 giugno del 1987, Telefono Azzurro ha sempre offerto ascolto a bambini e adolescenti e lungo i suoi 31 anni di attività si è trasformato nel simbolo della lotta per la tutela dei diritti dei minori, portando all’attenzione il taciuto fenomeno della violenza domestica.

Generazioni a confronto: nuove forme di violenza
Se nei primi 7 anni monitorati (1989-1994) i casi presi in carico da Telefono Azzurro sono stati 5.243, negli ultimi 7 (2010-2017) sono arrivati a 16mila.

La prima generazione chiedeva aiuto principalmente per problematiche legate alle relazioni con adulti o coetanei (il 45% dei casi gestiti tra 1987 e 1994) e per situazioni di violenza domestica (percosse e maltrattamenti fisici rappresentavano il 10% circa delle chiamate).

Oggi insieme alle chiamate aumentano le casistiche di aiuto: non più solo violenza domestica ma anche violenza tra coetanei come bullismo e dating violence e violenza contro se stessi intesa come autolesionismo. A ciò si aggiungono le minacce del web – il 6% del totale – frutto di un utilizzo poco consapevole ed inadeguato delle nuove tecnologie: invio e condivisione di immagini e video sessualmente espliciti autoprodotti (sexting), ricatti legati a questi invii (sextortion), adescamenti di minori ad opera di sconosciuti (grooming).

Le linee di ascolto e la chat
Telefono Azzurro può contare su 30 linee telefoniche gestite da 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Per rispondere in maniera immediata alle esigenze dei minori, intorno allo storico numero 1.96.96 è cresciuta una piattaforma di ascolto multicanale fatta nuovi strumenti di ascolto – chat, web e social – e nuove linee come il 114 Emergenza Infanzia, per segnalare abusi e violenze ai danni di bambini e adolescenti, e 116.000, la linea di riferimento per denunciare la scomparsa di un minore.

Solo nel 2017 sono stati quasi 4.300 i casi gestiti da Telefono Azzurro, di questi 2.800 sono arrivati tramite la linea 1.96.96, 1.301 da 114 Emergenza Infanzia e 177 sono state le segnalazioni di bambini scomparsi inoltrate al 116.000. I contatti pervenuti tramite chat, canale di comunicazione più usato soprattutto dagli adolescenti, sono stati 5631.

L’introduzione nel 2015 del servizio di traduzione simultanea in 20 lingue, allineate nel corso del 2017 alle lingue disponibili negli altri servizi di emergenza (es. 112 e 118), ha poi l’obiettivo di avvicinare l’utenza di origine straniera e facilitarne la richiesta di aiuto in situazioni di emergenza e/o rischio e pregiudizio.

Il quadro attuale: i numeri
La violenza domestica – fisica, psicologica e sessuale – è ancora oggi la principale forma di abuso denunciata dal 50% di chi si è rivolto a Telefono Azzurro nel 2017 (incidenza del 58% per la linea 1.96.96; 41% per 114 Emergenza Infanzia; 42% per segnalazioni via chat) e i genitori (47,7% madre e 34,4% padre) i principali presunti responsabili delle situazioni riferite. Oltre la metà della casistica ha riguardato bambini sotto i 10 anni di età, prevalentemente di nazionalità italiana (85.5% dei casi).

Negli ultimi anni, l’Associazione ha riscontrato un aumento di situazioni di violenza tra coetanei, che rappresenta circa 1 caso su 10. Le forme più diffuse sono bullismo, cyberbullismo e dating violence, la violenza all’interno di una relazione di coppia, che sempre più spesso riguarda non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti.

In crescita anche gli atti di violenza contro se stessi, con 306 richieste di aiuto arrivate all’Associazione nell’ultimo biennio (il 6,1% del totale). Solo nei primi 6 mesi del 2017 i consulenti di Telefono Azzurro hanno offerto sostegno e intervento in 118 casi, il 9,5% del totale.

Come sostenere Telefono Azzurro
È possibile donare il 5×1000 indicando il codice fiscale di riferimento dell’Associazione: 92012690373. La donazione non ha alcun costo per il contribuente e non sostituisce l’8×1000. Per conoscere tutte le modalità di sostegno, consultare http://www.azzurro.it/it/sostienici/fai-una-donazione.

1,2 milioni le chiamate per i bambini scomparsi in tutta Europa

1,2 milioni le chiamate per i bambini scomparsi in tutta Europa

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Giornata dei bambini scomparsi: in Italia ne sparisce 1 ogni 48 ore, 4 su 5 non vengono più ritrovati

Il 64,5% delle segnalazioni riguardano minori non accompagnati, giunti in Italia per sfuggire a povertà, guerra e situazioni emergenziali. I dati di SOS Il Telefono Azzurro Onlus relativi al numero unico europeo 116.000

Roma, 25 maggio 2018 – Un vero e proprio esercito di bambini invisibili: oltre 3 segnalazioni di scomparsa a settimana solo nel nostro Paese. Bambini e adolescenti dei quali si sono perse le tracce e di cui probabilmente non si saprà mai più nulla. Dei 177 casi gestiti da SOS Il Telefono Azzurro Onlus nel 2017 solo il 16,9% si è risolto positivamente, ciò significa che circa 147 minori nell’ultimo anno sono stati uccisi o coinvolti nei circuiti di sfruttamento sessuale e di lavoro minorile, senza considerare quelli per i quali non è stata fatta nessuna segnalazione.

Sono i dati diffusi in occasione della Giornata Internazionale dei bambini scomparsi da Telefono Azzurro, che dal 25 maggio 2009 gestisce in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Forze dell’Ordine il numero unico europeo 116.000, attivo 24 su 24. Un servizio attraverso il quale l’associazione si è occupata, nell’ultimo decennio, di 1125 casi di bambini spariti perché fuggiti di casa o da un istituto, o perché rapiti o sottratti da un genitore, insieme ai numerosi minori non accompagnati provenienti dai Paesi extra europei.

Il Fenomeno in Italia
Il 2017 è stato uno degli anni più drammatici dall’attivazione del servizio 116.000, con 3,5 denunce a settimana (il primato fu raggiunto nel 2016, con il tragico bilancio di 4,5 scomparse ogni 7 giorni). Il 64,5% delle segnalazioni riguardano la scomparsa di minori non accompagnati, giunti in Italia per sfuggire a povertà, guerra e situazioni d’emergenza. Un fenomeno in costante crescita che dal 2009 sembra non volersi arrestare. La fuga da casa, ovvero i casi di minori e adolescenti fuggiti da contesti familiari caratterizzati da abuso e violenza, ha un’incidenza del 12,4% e rappresenta la seconda causa di sparizione.

A livello territoriale il Lazio è la Regione più problematica: da sola raggiunge quasi un quarto del totale dei casi (23,3%), seguita dalla Lombardia con il 22,7%. La situazione sembra essere più controllata al Sud e nelle isole: Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia registrano complessivamente solo il 24,4%.

I Dati Europei di Missing Children Europe
Il fenomeno è monitorato a livello europeo da Missing Children Europe, network che riunisce 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi Europei, tra cui anche SOS Il Telefono Azzurro Onlus, mettendo in collaborazione i servizi omologhi 116.000 attivi nei rispettivi Paesi.

Dal 2011 sono state 1,2 milioni le chiamate ricevute per i bambini scomparsi in tutta Europa. La situazione peggiore si registra in Romania, da cui arriva 1 denuncia su 5 e, più in generale, nell’Europa dell’Est, che raccoglie quasi il 50% dei casi trattati.

Delle 190 mila chiamate ricevute dal network nell’ultimo anno, i bambini o gli adolescenti fuggiti o allontanati da casa rappresentano la casistica più numerosa (57,2%), seguita dai minori rapiti da un genitore (23,2%). Circa 1 minore scomparso su 4 è stato coinvolto in situazioni di abuso, sfruttamento o abbandono.

L’emergenza dei bambini migranti svaniti nel nulla
In base ai dati forniti da Europol, ogni anno almeno 10mila minori stranieri non accompagnati scompaiono in Europa a poche ore dal loro arrivo, di questi pochissimi vengono ritrovati. Da Maggio 2017 Missing Children Europe ha attivato il progetto triennale AMINA per contrastare il fenomeno della scomparsa di minori migranti provenienti da paesi extra europei. AMINA comprende la gestione di Miniila, un’app gestita in Italia da SOS Il Telefono Azzurro Onlus, che fornisce ai minori stranieri non residenti nel territorio europeo tutte le principali informazioni riguardanti i loro diritti, oltre ad un elenco puntuale e dettagliato dei servizi a loro disposizione attraverso strumenti anonimi di geolocalizzazione. Uno strumento prezioso per garantire un pasto, un posto per dormire, o il free wifi: necessità basilari, quotidiane, che per un ragazzino straniero appena arrivato possono non essere così scontate. Miniila è stata presentata ufficialmente oggi nel corso della tavola rotonda condotta da Janice Richardson, senior advisor per Telefono Azzurro e esperta presso il Consiglio Europeo, che ha presentato anche gli obiettivi e le azioni previste dal Programma Amina.

La Giornata Internazionale per i bambini scomparsi
La Giornata Internazionale per i bambini scomparsi si celebra il 25 maggio di ogni anno, dal 1983, anno in cui è stata istituita. Nasce per ricordare la scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York il 25 maggio 1979, e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno lanciando un messaggio di solidarietà e speranza ai genitori che non hanno più notizie dei loro bambini. La Giornata viene celebrata nell’ambito della rete Globale per i Bambini Scomparsi – un programma del Centro Internazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (ICMEC) – che opera per sensibilizzare sul tema dei bambini scomparsi, trattandosi di un fenomeno che riguarda tutti i paesi del mondo: secondo stime recenti, almeno 8 milioni di bambini scompaiono ogni anno, vale a dire 22.000 bambini al giorno.

Il 5×1000 a Telefono Azzurro

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Oltre 200 mila chiamate e richieste d’aiuto anche tramite chat e social media arrivate nel 2017. Quasi il 60% vive una situazione di rischio familiare, il 20% ha subito episodi di abuso domestico. Sostieni SOS Il Telefono Azzurro, da 30 anni al fianco dei minori

Roma, 14 maggio 2018 – Solo nel 2017, SOS Il Telefono Azzurro ha ricevuto oltre 200.000 chiamate e richieste d’aiuto, anche tramite chat e social media. Di queste, il 58% è rappresentato da denunce di situazioni di difficoltà all’interno della famiglia, il luogo che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, in cui sentirsi protetti. La causa principale è la conflittualità tra genitori, che si ripercuote inevitabilmente sul benessere dei figli, con un’incidenza del 36% all’interno della categoria. La tipologia di violenza maggiormente denunciata è quella fisica, che rappresenta circa un terzo (32%) dei casi, mentre più di 1 su 5 (24%) riguarda contesti di abuso psicologico.

Da 30 anni SOS Il Telefono Azzurro ascolta ogni giorno decine e decine di chiamate da parte di bambini e adolescenti vittime di violenza. Donando il tuo 5X1000, contribuisci a cambiare le loro storie, garantendo loro un futuro migliore e la tutela dei i loro diritti. Si tratta di una somma che in ogni caso va pagata allo Stato ma che può essere trasformata in un aiuto concreto per chi ha bisogno.

SOS Il Telefono Azzurro è da sempre in prima linea, 24 ore su 24, al fianco di giovani che subiscono abusi e violenza fisica e psicologica, che possono pregiudicarne il benessere e il percorso di crescita. L’Associazione promuove le loro potenzialità di crescita, offrendo supporto e aiuto immediato grazie alle linee di ascolto 1.96.96, 114 Emergenza Infanzia, la chat, le app e i social network.

Con una penna puoi cambiare la storia di un bambino. Per donare il 5×1000 a SOS Telefono Azzurro il codice fiscale di riferimento è: 92012690373. Per conoscere tutte le attività e i progetti dell’Associazione: www.azzurro.it La donazione non ha alcun costo per il contribuente e non sostituisce l’8×1000.

La call to action di Telefono Azzurro

La call to action di Telefono Azzurro

La call to action di Telefono Azzurro

E’ necessario…
affrontare il problema dell’abuso sessuale dei minori a partire da una prospettiva multi-disciplinare che permetta l’implementazione di interventi multilivello;
disegnare programmi educativi e di prevenzione innovativi e dedicati anche ai più piccoli, che includano le famiglie e gli adulti di riferimento;
predisporre formazione specialistica per i professionisti che lavorano nel campo dell’educazione, dell’infanzia e dell’adolescenza;
stabilire standard qualitativi minimi per i professionisti e gli operatori a contatto con bambini e adolescenti;
applicare childprotectionpolicies adeguate grazie allequali il lavoro dei professionisti a contatto diretto con bambini e ragazzi in ambito organizzativo ne tuteli il benessere e la sicurezza;
basare l’intervento e i percorsi di trattamento per le vittime e gli autori di reato su evidenze scientifiche grazie alla condivisione di best practices dall’efficacia comprovata;
mobilitare tutta la società civile, le istituzioni, le organizzazioni e le realtà associative, le forze dell’ordine, i professionisti del settore e i bambini e ragazzi stessi nel contrasto all’abuso;
coinvolgere bambini e adolescenti nell’ideazione di progetti e programmi e ascoltare sempre la loro voce, promuovendone l’espressione in contesti adeguati, a loro misura e di fiducia.

Il servizio 114 Emergenza Infanzia

Il 114 Emergenza Infanzia è un Servizio multicanale di emergenza, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestito, senza soluzione di continuità da SOS Il Telefono Azzurro Onlus dal 2003, anno della sua istituzione. Il Servizio è accessibile da parte di chi voglia segnalare situazioni di emergenza, rischio e/o pregiudizio riguardanti l’infanzia e l’adolescenza.

Il Servizio 114 Emergenza Infanzia è gratuito, multilingue, attivo 24 ore su 24, 365 gg all’anno, ed è rivolto sia a bambini e adolescenti fino ai 18 anni, sia agli adulti e agli operatori dei servizi. Il servizio è accessibile sia attraverso il numero 114, sia attraverso la chat presente sul sito www.114.it.

Il servizio offre assistenza psicologica e consulenza psico-pedagogica, legale e sociologica in situazioni di disagio che possono nuocere allo sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti e può comportare l’attivazione di una rete dei servizi del territorio utili a sostenere le vittime delle emergenze.

Il modello di intervento del 114 prevede il coinvolgimento di diversi servizi e istituzioni locali (per es. Forze dell’Ordine, Servizi Sociali e di Salute Mentale, Procure e Tribunali), con l’obiettivo di fornire al minore non solo una risoluzione immediata dell’emergenza (intervento a breve termine), ma anche di facilitare la costruzione di un progetto a medio-lungo termine, che permetta di seguire nel tempo il bambino, e il suo nucleo familiare, sostenendolo e garantendo la presa in carico effettiva del caso.

Gestione del trauma, nuove terapie e minacce dal web e dai social network. Se ne parla al Centro Universitario di Bertinoro

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Fino a venerdì 20 aprile il seminario di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza voluto dal professor Ernesto Caffo, presidente dalla Fondazione Child e storico fondatore di Telefono Azzurro

Si concluderà venerdì 20 aprile 2018 la quattordicesima edizione del seminario formativo internazionale in psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, promosso dal professor Ernesto Caffo, presidente della Fondazione Child, storico fondatore di Telefono Azzurro e professore ordinario di neuropsichiatria infantile all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Tra i temi affrontati, le modalità di gestione del trauma per le vittime di violenza e abuso, le nuove terapie neuropsichiatriche, ma anche gli approcci per fronteggiare le minacce provenienti dai social media e dal web più in generale. Un topic, quest’ultimo, che assume particolare rilievo, soprattutto alla luce delle vicende, sempre più frequenti, che vedono adolescenti vittime di episodi di cyber bullismo, molti dei quali arrivano a compiere dei gesti estremi.

L’evento, ospitato presso il CEUB – Centro Universitario di Bertinoro (Forlì-Cesena), divenuto negli anni un momento fondamentale per la formazione della comunità scientifica, vede quest’anno  la partecipazione di 40 giovani neuropsichiatri provenienti da 25 paesi, 18 luminari internazionali, fra cui Michele Colajanni docente di ingegneria informatica, Università di Modena e Reggio Emilia, James Leckman docente di psichiatria infantile, Yale Univesity, Bennet Leventhal docente di psichiatria infantile, University of California e Pietro Pietrini IMT School for Advanced Studies, Lucca al fine di affinare le proprie conoscenze e migliorare i propri percorsi di ricerca.

“Dal 2000 – spiega il professor Caffo – anno del primo Seminario, abbiamo formato circa 600 professionisti, molti dei quali oggi sono autorevoli docenti universitari in giro per il mondo: sono loro, spesso, che ci inviano giovani ricercatori per seguire la medesima formazione ricevuta. Si tratta di relazioni importanti che, di fatto, hanno creato una grande rete internazionale di conoscenza nell’ambito della psichiatria infantile e dell’adolescenza, che si basa su di percorso di studi unitario, ma molto rispettoso delle culture, tradizioni e religioni dei paesi di origine”.

Il professor Caffo è stato recentemente nominato membro della Commissione Pontificia sull’Infanzia, presieduta dal cardinal Patrick O’Malley, un istituto per la tutela dei minori che, fra le altre cose, per esplicita volontà di Papa Francesco, svolge funzioni di vigilanza sugli abusi, con particolare riferimento a quelli che avvengono all’interno della stessa Chiesa Cattolica.

Telefono Azzurro: il 60% dei maltrattamenti avviene in famiglia, un terzo denuncia violenze fisiche

Telefono Azzurro: il 60% dei maltrattamenti avviene in famiglia, un terzo denuncia violenze fisiche

Il 14 e 15 aprile, millesettecento piazze ospitano Fiori d’Azzurro, la campagna in sostegno di bambini e adolescenti

Sabato 14 e domenica 15 aprile le piazze di 1700 piazze italiane saranno colorate dai fiori che le migliaia i volontari di SOS Il Telefono Azzurro Onlus consegneranno a chiunque aderirà a Fiori d’Azzurro, iniziativa nata con l’obiettivo di raccogliere i fondi che serviranno per sostenere il costante intervento in difesa dei bambini e degli adolescenti vittime di violenze e soprusi.

In Italia, sono tanti i giovani che subiscono violenza fisica e psicologica. Bambini e adolescenti maltrattati, privati della loro identità, schiacciati dalla paura del domani. Gli abusi sono un dramma, che spesso spinge i più deboli a compiere gesti estremi. Attraverso la sua linea di ascolto 1.96.96, Telefono Azzurro riceve in media 233 segnalazioni al mese, di queste il 58% è rappresentato da denunce di situazioni di difficoltà all’interno della famiglia, il luogo che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, in cui sentirsi protetti. Dei casi gestiti (2.800 solo nel 2017), in quasi il 14% è stata riscontrata una situazione di rischio familiare, con la conflittualità tra genitori al primo posto tra le cause, con un’incidenza del 36% all’interno della categoria.

Sono ancora troppe le situazioni di abuso e violenza ai danni di bambini e adolescenti all’interno delle mura domestiche, che costituiscono il 22% delle chiamate prese in carico dalla linea 1.96.96. La tipologia di violenza maggiormente denunciata è quella fisica, che rappresenta circa un terzo (32%) dei casi, mentre più di 1 su 5 (24%) riguarda contesti di abuso psicologico.

Secondo un’indagine da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, è emerso un altro dato allarmante relativo al dilagarsi del fenomeno del bullismo tra gli adolescenti. I 35% degli intervistati ha ammesso di aver subito almeno un atto di bullismo, il 68% dei quali è avvenuto nel contesto scolastico. Episodi che spesso non vengono denunciati per vergogna o per paura di ritorsioni, per questo su teme che gli episodi siano ben più numerosi. Il 31% delle vittime ha, infatti, preferito “lasciar perdere”, con un 23% che non lo ha detto a nessuno, neanche al miglior amico. Solo il 23% ha chiesto l’aiuto dei genitori.

“Fiori d’Azzurro” nasce con l’obiettivo di accendere il dibattito sul tema dell’abuso, coinvolgendo l’intera cittadinanza e soprattutto chi rappresenta per i ragazzi un punto di riferimento: insegnanti, educatori, genitori, rappresentanti del mondo sportivo, pediatrico e delle istituzioni. Una vera e propria call to action che mira a promuovere un’azione sinergica, per limitare la propagazione di comportamenti devianti, diffondendo best practices e creando awareness rispetto agli strumenti messi a disposizione da Telefono Azzurro.

Telefono Azzurro da sempre è in prima linea, 24 ore su 24, con la linea gratuita 1.96.96, la chat, le app e i social network offrendo un supporto e aiuto immediato. Scegli il tuo fiore per contrastare ogni forma di abuso sui bambini! Per conoscere le città e le piazze in cui trovare i volontari Telefono Azzurro: http://nonstiamozitti.azzurro.it/fiori-dazzurro/

Pedofilia: il 40% delle vittime ha meno di 10 anni, 1 su 3 tace per paura, vergogna o senso di colpa

Pedofilia: il 40% delle vittime ha meno di 10 anni, 1 su 3 tace per paura, vergogna o senso di colpa

I dati di SOS Il Telefono Azzurro Onlus in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e Pedopornografia. 7 casi su 10 avvengono offline, ma cresce la minaccia online. Più colpite le bambine (72%)

Roma, 4 maggio 2018 – Nel 2017, ogni 72 ore circa si è verificato un caso di abuso sessuale su minore, in 4 casi su 10 la vittima ha meno di 10 anni, con una prevalenza di bambine (71,7%). Questo è il drammatico quadro che sarà affrontato domani nel corso del convegno “Abuso sessuale e pedofilia: conoscere il fenomeno per rompere il silenzio”, organizzato da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e Pedopornografia.

I dati del 2017 mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2016 e al 2015, ma si tratta di un fenomeno fortemente sottostimato, del quale è difficile fornire una fotografia strettamente realistica. Basta pensare che 1 vittima su 3 tace per paura, per vergogna o senso di colpa e molti denunciano troppo tempo dopo, anche a venti o trent’anni dall’accaduto.

Secondo i dati relativi alla linea 114 Emergenza Infanzia dell’Associazione, le denunce di abuso sessuale o pedofilia rappresentano circa il 7,5% del totale dei casi gestiti dal servizio. Il 70,4% degli abusi si verifica offline, la maggior parte rientra nella categoria dei toccamenti (21,7%), seguito da penetrazione vaginale (8,6%) e dalla costrizione ad assistere ad atti sessuali (4,4%).

Ma la minaccia crescente sembra arrivare dal web e dalle nuove tecnologie, che offrono ai predatori delle Rete la possibilità di celarsi dietro l’anonimato o una falsa identità, a danno di bambini e adolescenti, dando origine a nuove forme di abuso: sexting, invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat; sextortion, diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consiste nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; grooming, o adescamento online tramite chat, app e siti web; e live distant child abuse, cioè la condivisione in live-streaming di video pedopornografici.

Questi fenomeni, che singolarmente incidono per poco più del 6% ciascuno, rappresentano nel complesso il 24,5% degli abusi online e hanno fatto registrare una crescita di circa un punto percentuale in soli 12 mesi. Nell’ultimo anno, inoltre, sono pervenute alla linea di ascolto 114 Emergenza Infanzia 1.250 segnalazioni di contenuti pedopornografici presenti su internet e sui media, e 23 situazioni di incitamento alla pedofilia.

Lo scopo di questa giornata è, dunque, non solo quello di rompere il silenzio sul tema, ma quello di attivare una vera e propria call to action rivolta a tutti gli adulti, genitori ed educatori in primis, affinché imparino a riconoscere le situazioni di crisi ed intervengano in modo pronto.

TELEFONO AZZURRO: ON AIR LA NUOVA CAMPAGNA DEDICATA ALL’ASCOLTO DEI MINORI

TELEFONO AZZURRO: ON AIR LA NUOVA CAMPAGNA DEDICATA ALL’ASCOLTO DEI MINORI

L’obiettivo della campagna firmata Havas Milan è far vivere al pubblico l’esperienza autentica dell’ascolto che gli operatori dell’associazione vivono quotidianamente

Telefono Azzurro, associazione no profit che promuove da oltre trent’anni i diritti dell’infanzia, ascolta ogni giorno le storie, le paure, le richieste di aiuto di migliaia di bambini e adolescenti. E’ proprio l’ascolto, cardine dell’operato di Telefono Azzurro, che diventa il centro della campagna creata da Havas Milan.

L’obiettivo della campagna, infatti, è far vivere al pubblico l’esperienza autentica dell’ascolto che gli operatori dell’associazione vivono quotidianamente: senza filtri, senza artifizi narrativi.

Solo nel 2016, infatti, Telefono Azzurro ha accolto 98.000 chiamate mediante il suo numero di ascolto e consulenza 1.96.96 e il suo numero di emergenza 114, corrispondenti ad oltre tremila casi gestiti di minori in difficoltà.

Protagonista dei tre soggetti TV – Abuso, Violenza domestica e Adescamento online – è proprio il testo di una telefonata, tratto da vere telefonate ricevute da Telefono Azzurro, attraverso il quale un minore racconta il suo problema riguardante l’abuso, la violenza domestica e l’adescamento online.

Per aiutare lo spettatore a concentrarsi sulle parole del testo, a livello visivo viene rappresentato il protagonista della telefonata di spalle, in un ambiente rarefatto composto da pochi oggetti. Un lento carrello ci aiuta ad entrare nella storia e nella drammatica vita di questi ragazzi.

Un super chiude lo spot: Li hai ascoltati per pochi secondi. Noi lo facciamo da 30 anni.

Le linee telefoniche, infatti, sono state la prima – rivoluzionaria – risposta che nel 1987 l’Associazione ha dato alla necessità dei bambini e degli adolescenti di essere ascoltati e nei suoi trent’anni di operato Telefono Azzurro ha aiutato oltre 72.000 minori che stavano vivendo situazioni di disagio e difficoltà.

Le stesse telefonate sono protagoniste oltre che della campagna radiofonica anche della campagna stampa. La campagna ha ricevuto il patrocinio di Fondazione Pubblicità Progresso e andrà in onda sulle principali emittenti nazionali.

Negli anni Telefono Azzurro ha potenziato la sua capacità di ascolto aprendosi a nuovi strumenti tecnologici (è possibile raggiungere Telefono Azzurro mediante il portale Azzurro.it e i messaggi privati sulla pagina Facebook SOS – Il Telefono Azzurro Onlus; i canali 1.96.96 e 114 Emergenza Infanzia sono attivi per comunicazioni via telefono, via chat e tramite app dedicata, il 116000 Bambini Scomparsi via telefono, app e portale 116-000.it sezione segnalazioni) in grado di rendere l’Associazione più vicina alla generazione dei nativi digitali e allargando a nuove competenze il network di soggetti con cui gli operatori interagiscono nella gestione dei singoli casi, per essere ancora più concreti, capaci di dare le risposte giuste, l’aiuto più efficace, per far sì che nessun bambino o adolescente si senta mai più solo, abbandonato, inascoltato. L’ascolto è la ragione d’essere di Telefono Azzurro.

Alla campagna hanno lavorato sotto la guida del direttore creativo esecutivo Giovanni Porro, i direttori creativi Lorenzo Crespi e Selmi Bali Barissever, la copywriter Marta Nava e l’art director Martino Caliendo.

Una serie di sentiti ringraziamenti per la disponibilità e la professionalità vanno alla regista Valentina Be, al direttore della fotografia Edoardo Carlo Bolli, la scenografia di Fabrizio Moschini, alla producer Ada Bonvini e a tutto lo staff di The Family, a Iggy Post, a Screenplay, e allo speaker Sergio Leone, e all’azienda Benetton che ha fornito i costumi di scena.

Di seguito i link:

Spot sull’abuso – https://youtu.be/30HSA5GB-QI

Spot sulla violenza domestica – https://youtu.be/7LHzUHj2tc4

Spot sull’adescamento online – https://youtu.be/ymwInP2csbA

Telefono Azzurro: i giovani italiani hanno paura del futuro e non si sentono al sicuro

Telefono Azzurro: i giovani italiani hanno paura del futuro e non si sentono al sicuro

Telefono AzzurroLa paura di non trovare un lavoro e non avere successo nel futuro, accompagnata dal terrore di non essere al riparo dalle aggressioni nelle relazioni di tutti i giorni. Sono queste le due più grandi angosce dei giovani italiani fotografate dall’indagine “Diritti inascoltati, cosa ci chiedono i nostri ragazzi”, realizzata da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxakids, in occasione del ventiseiesimo anniversario della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che si celebra il 20 novembre.

La ricerca, che si basa sulle risposte di 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori, è stata presentata questa mattina a Roma, presso l’Istituto Comprensivo Regina Elena, in presenza di istituzioni, docenti e artisti. Oltre al Presidente di Telefono Azzurro, il Prof. Ernesto Caffo, sono intervenuti, tra gli altri, Franca Biondelli, Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
, Presidente di Poste Italiane e Sahra, cantante vittima di bullismo in passato.

Eccone un’anticipazione, la versione integrale sarà pubblicata successivamente. Alla domanda “Quali sono le tue più grandi paure per il futuro” i ragazzi intervistati hanno risposto in maggioranza: “di non trovare lavoro” (37%), “di non avere successo nella vita” (29%), “di non completare gli studi” (16%), “di non riuscire a farsi una famiglia” (10%).

Una visione cupa del futuro a cui si accompagna una grande paura di essere vittima di violenze: 1 su 5 teme di “essere aggredito a scuola” (20%), il 28% teme di “finire in un brutto giro di amicizie”, mentre il 14% di “trovarsi in pericolo per qualcosa che succede online”.

“Le parole dei ragazzi, di quelli che hanno partecipato all’indagine come di quelli che abbiamo incontrato in alcune scuole romane nei giorni scorsi, evidenziano come siamo in un periodo storico di transizione. Ci sono movimenti imponenti di persone che si spostano dai paesi più poveri alla ricerca di migliori condizioni di vita, c’è un cambio di valori e punti di riferimento, una inarrestabile trasformazione dovuta alle nuove tecnologie, tutti segnali di un cambiamento epocale – commenta il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro Molte delle sicurezze che si ritenevano acquisite non ci sono più. Alle paure per gli orrori degli attentati che coinvolgono l’intera società, si aggiungono paure legate al quotidiano, intimamente vissute dai ragazzi, spesso in solitudine”.

Paure angosciose che si traducono in richieste esplicite alle istituzioni. Prima fra tutte la scuola. Alla domanda “Nella scuola che sogni ci dovrebbe essere…1 ragazzo su 2 ha infatti risposto “maggiore orientamento al mondo del lavoro” (53%) e “più tecnologia” (51%), 4 su 10 (42%) chiedono “più protezione da violenza e bullismo”, vero e proprio incubo degli adolescenti che ne sono vittima nell’80% dei casi proprio fra i banchi di scuola.

Non solo presidi e insegnanti tra i destinatari delle richieste dei ragazzi italiani, anche la politica ha di che rispondere. Alla domanda su “quali sono i diritti violati in Italia” gli intervistati hanno proseguito sulla falsa riga delle risposte precedenti: 4 su 10 (42%) hanno indicato “avere uguali possibilità per ricchi e poveri”, 1 su 3 (33%) il “diritto ad essere protetti da violenze e abusi”.

Di grande interesse anche la risposta “Diritto a non essere discriminati per la propria nazionalità” (27%), segno che i giovani italiani sono molto attenti a questo tema.