Skip to main content

MODAIMPRESA AFFIDA LA COMUNICAZIONE A SPENCER & LEWIS

MODAIMPRESA AFFIDA LA COMUNICAZIONE A SPENCER & LEWIS

ModaImpresa logo nero

La Creative Pr House si occuperà delle attività di PR & Media Relations corporate e trade del brand molisano. Expertise creativa e competenza ultraventennale al centro della nuova strategia aziendale.

 

Spencer & Lewis, Creative PR House associata a PRHUB di UNA (Aziende della Comunicazione Unite) e a UNINDUSTRIA, consolida la propria posizione nella comunicazione del comparto Made in Italy. ModaImpresa affida le attività di media relations all’agenzia con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel settore e rafforzare la collaborazione con le maison nazionali e internazionali per riportare in auge lo storico distretto tessile del Molise, in una fase congiunturale in cui il rilancio dell’economia passa dalla valorizzazione della qualità. 

John Richmond, Atos Lombardini, CostumeNational, Losani Cachemire sono solo alcuni dei partner che ModaImpresa ha affiancato, negli ultimi anni, nella realizzazione delle collezioni e delle loro produzioni.Nata nel 2015 da un progetto di auto imprenditorialità degli ex dipendenti Ittierre, oggi ModaImpresa produce in licenza le collezioni dei marchi Siviglia, Care Label e The Editor ed opera non solo nei mercati europei ma anche in quelli asiatici, principalmente Cina, Corea del Sud e Giappone.Un’azienda giovane per anno di fondazione, ma matura per anni di esperienza e know how acquisito in oltre 20 anni, il tutto sotto la guida di Romolo D’Orazio, CEO e fondatore, con un percorso da manager di respiro internazionale nel settore moda.

“Territorio, persone e competenze sono i tre asset che contraddistinguono l’attività di ModaImpresa. Adesso è arrivato il momento di mettere a sistema tutto ciò: nonostante il momento di difficoltà che stiamo attraversando, il nostro business continua a consolidarsi grazie al valore delle nostre maestranze e al modello di business flessibile che abbiamo messo a punto in questi anni – afferma Romolo D’Orazio,CEO dell’azienda – Scegliere il supporto strategico di professionisti della comunicazione ci permette non solo di ampliare la conoscenza dei servizi che offriamo, ma di ottimizzare la presenza sui mercati di destinazione, proponendoci come partner sicuri e affidabili”.

Per l’azienda molisana, Spencer & Lewis si occuperà della comunicazione corporate e di prodotto, curando le attività di ufficio stampa con un forte focus sulle media relations radiotelevisive relativamente al percorso di sviluppo aziendale, oltre che i rapporti con il territorio di riferimento, contribuendo a costruire l’immagine di ModaImpresa presso stakeholders del settore moda, gatekeepers economici e potenziali partner.

“Spencer & Lewis ha maturato conoscenze specifiche nella valorizzazione del Made in Italy che costituiscono, oggi, un bagaglio di competenze riconosciuto e apprezzato e che siamo orgogliosi di poter mettere in campo in questo momento storico –  afferma Massimo Romano, CEO di Spencer & Lewis –Comunicare le  eccellenze del nostro territorio significa poter contribuire al rilancio dell’economia nazionale, che deve ripartire dai settori strategici, riconosciuti per la qualità e il valore sui mercati internazionali. ModaImpresa nasce dal fallimento di Ittierre. Gli ex dipendenti non si sono arresi e, guidati da Romolo D’Orazio, hanno dato vita ad un vero e proprio progetto di autoimprenditorialità. Ora danno linfa vitale al Molise. Sono queste le storie che amiamo raccontare”.

Nel piano di sviluppo per i prossimi quattro anni l’azienda punta alla crescita della propria quota di mercato, nonché al consolidamento della posizione nel comparto. Nel 2020 – nonostante il momento di recessione – ModaImpresa ha già raddoppiato il fatturato rispetto al 2019 con un’ulteriore previsione di crescita per il 2021. L’obiettivo è diventare partner di riferimento per le maison che vogliono realizzare campionari e produzioni o sviluppare il proprio business grazie all’expertise tecnico-creativa maturata. Accanto a questo, anche la volontà di ampliare il portafoglio di brand attraverso nuove acquisizioni; al centro rimane il prodotto – certificato 100% Made in Italy – e la capacità di innovare il comparto da capofila di un nuovo modo di fare impresa: etico, sostenibile e partecipativo.

 

Art Life Boutique & Gallery: il primo esempio di temporary store condiviso della Capitale

Art Life Boutique & Gallery: il primo esempio di temporary store condiviso della Capitale

Martina FrappiARTE, MODA E CREATIVITÀ: IL FUTURO DEL MADE IN ITALY È IL TEMPORARY STORE CONDIVISO

 Le aziende fanno sistema per reagire agli effetti della crisi e si uniscono in spazi espositivi e d’acquisto pensati per promuovere le eccellenze produttive

Le esportazioni italiane del Made in Italy, marchio rappresentativo della qualità produttiva, della creatività e dello stile, continueranno a crescere, soprattutto nei nuovi mercati, passando da 115 miliardi di euro nel 2012 a 169 miliardi nel 2018. Un incremento del 47% in sei anni che da vita e coraggio ad un settore che, all’opposto, subisce gli effetti della crisi con il calo della domanda interna (Dati Confindustria e Prometeia – Esportare la dolce vita).

Nella prima parte del 2013, le imprese della moda (tessile, abbigliamento e filiera della pelle) hanno registrato una diminuzione del fatturato pari al 3,4% (stime Intesa Sanpaolo), dovuta in buona parte proprio al crollo delle vendite al dettaglio.

E se gli altri settori della filiera produttiva stanno conoscendo una timida ripresa, le aziende della modadell’arte e della creatività italiana fanno sistema per reagire agli effetti di questa crisi. Si sta pian piano concretizzando anche sul territorio, l’impulso ad unire le forze, come suggerito anche da Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia.

Ne è un esempio, Art Life Boutique & Gallery, in via della Frezza 51, a Roma: il primo temporary store condiviso “natalizio” della Capitale.  Uno spazio dedicato a designerartisti giovani imprenditori che fanno dell’arte e della creatività Made in Italy il loro punto di forza.

I dati diffusi da Assotemporary confermano che il futuro del made in Italy è, proprio, nel temporary shop: +55 milioni di euro nel 2013 per l’intero comparto produttivo e manifatturiero, un segnale che fa ben sperare anche il comparto moda, artigianato e arte.

Il trend dei Temporary Store Condivisi ha lo scopo di promuovere le eccellenze italiane – spiega Martina Frappi, ideatrice del progetto Art Life Boutique & Gallery – Questi spazi diventano una vetrina mercato dove vedere e acquistare prodotti di  abbigliamento, accessori, artigianato, oggettistica e arte realizzati da brand emergenti e non, in  collezioni originali, pezzi unici o a tiratura limitata. Un modo diverso di concepire e proporre l’Italian Luxury, più vicino alle nuove esigenze di shopping del cliente”.

L’offerta di Art Life Boutique & Gallery includerà non solo moda e accessori in pelle (Jenì,  Vic Navin, Hibourama e Impero Couture) ma anche gioielli e accessori lusso (con MOODY, 2ME Style e Conservatoire International De Lunettes), teatro (con ArtLine), fotografia (Lella Beretta), scultura (Alba Gonzales e Arteidea di Matteo Libanoro), pittura (Lucia Ferrara), arte e antiquariato (Daniele Frappi Antichità).

Situata tra le più note via del Corso e via di Ripetta, via della Frezza è, inoltre, un’affascinante percorso che attraversa il rione Campo Marzio. Proprio il 51 di via della Frezza, inoltre,  era la sede di una storica galleria d’arte fondata nel 1967 daAlberto Mondadori, Laura Mazza e Sandro Manzo, che oltre a organizzare mostre in collaborazione diretta con gli artisti, è stata luogo d’incontro di amici, collezionisti, studenti e protagonisti della cultura del nostro tempo (Morandi, Pirandello, Braque, Botero, Levi, Moravia, Pasolini, Gatto, Sciascia, Fellini, De Filippo etc.). Nel 2007 è stata totalmente rinnovata su progetto dell’architetto americano Stephen Rustow, che ha realizzato il Museum of Modern Art di New York (MoMA), e la direzione dei lavori dell’architetto Gloria Arditi.