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Spencer & Lewis firma la campagna anti razzismo di Barbara Ababio

Spencer & Lewis firma la campagna anti razzismo di Barbara Ababio

manifesto-02L’agenzia di comunicazione punta sul colore “nero” per rispondere con ironia agli attacchi xenofobi alla giovane candidata di Sel

 “Ho 23 anni, sono donna, nera e protestante. Mi candido come sindaco in un comune leghista. La mia è una missione impossibile. Mi aiutate?”. L’avventura mediatica di Barbara Ababio, aspirante sindaco di Porcìa, in provincia di Pordenone, inizia così. La richiesta, affidata a un messaggio di posta elettronica, è stata subito accolta da Spencer & Lewis che ha firmato la campagna elettorale e curato le attività di pubbliche relazioni, media relations e ufficio stampa sui media nazionali a sostegno della giovane di origini ghanesi in corsa con Sel.

La presentazione della sua lista – alla fine dello scorso luglio – ha destato contrarietà e tante polemiche nell’opinione pubblica. Sulla sua bacheca di Facebook piovono offese e minacce, immagini di oranghi e gommoni perchè le sue origini non si sposano con lo stereotipo dell’italianità. La sua candidatura non ha convinto neanche il Pd (che le ha rifiutato le primarie) perchè il colore della sua pelle è risultato provocatorio.

A stupirci è stato il coraggio di Barbara, forte e determinata, pronta a sfidare il pregiudizio con il sorriso. E’ stato proprio il suo sorriso la chiave di volta della campagna – spiegano i responsabili di Spencer & Lewis –  Abbiamo scelto di rispondere agli attacchi xenofobi nel modo che meglio si confà a questo triste spaccato. Usando con ironia il bellissimo colore che porta addosso, il nero, come un punto di forza per veicolare i suoi contenuti. Tagliare i costi della politica? ‘Il nero snellisce’. Maggiore trasparenza? ‘Nero su bianco’. No al lavoro irregolare? ‘Fuori i neri’. “

A pochi giorni dal lancio della campagna arriva anche il battesimo mediatico per Barbara Ababio. La sua storia appassiona i media nazionali e fa il giro del web, fino ad arrivare allo scrittore ed editorialista Roberto Saviano, che dalla sua pagina Facebook si schiera in suo favore. Offese, insulti e minacce cedono improvvisamente il passo a migliaia di messaggi, post e commenti – tra cui quello di Cécile Kyenge, Ministro dell’Integrazione del Governo Letta – di affetto, speranza e sostegno.

Il messaggio graffiante legato a questa campagna ha l’unico scopo, come sottolineato più volte dalla stessa Barbara, di rimarcare il diritto di tutti i cittadini a partecipare alla vita politica del loro Paese a prescindere dal colore della pelle – concludono i responsabili di Spencer & Lewis”.

FUORI I NERI: CANDIDATA SINDACO DEL COMUNE LEGHISTA SFIDA IL RAZZISMO

Spencer & Lewis firma la campagna anti razzismo di Barbara Ababio

Corre con Sel per le amministrative di Porcia, roccaforte leghista in provincia di Pordenone.
Nera, donna e giovane. Barbara Ababio sfida malumori, razzismo e polemiche sul colore della sua pelle con una compagna ironica ma ricca di contenuti

Mesi fa, è toccato a Cécile Kyenge, Ministro dell’Integrazione del Governo Letta. Poi, al calciatore blaugrana Dani Alves. Oggi, a finire nel mirino di ignobili attacchi a sfondo razziale è Barbara Ababio, candidata Sel come sindaco di Porcia, piccola roccaforte leghista in Provincia di Pordenone. La 23enne è un’italiana di seconda generazione. Le sue origini ghanesi e la “presunzione” di volersi candidare alle amministrative fanno infuriare chi le differenze non riesce proprio a digerirle. La pelle nera per alcuni è un reato e non si sposa con l’italianità.

RazzismoLa presentazione della sua candidatura – a fine dello scorso luglio – è stata accolta dall’opinione pubblica con contrarietà e tante polemiche. Sulla sua bacheca di Facebook piovono con inspiegabile virulenza offese e minacce, immagini di oranghi e gommoni. Ma Barbara sorride e risponde nel modo che meglio si confà a questo triste spaccato tricolore. La sua campagna di comunicazione è intrisa di una forte ironia sul colore nero, che tanto fa infuriare i leghisti di Porcia, ma punta tutto sui contenuti: “IL NERO SNELLISCE i costi della politica per i cittadini” recita uno dei manifesti a sostegno della sua candidatura.

Quando ero piccola, mi chiamavano la negretta. Qualcuno lo faceva in modo offensivo, per altri era solo un nomignolo. Ma in fondo ero una bambina. Ora che sono cresciuta e soprattutto adesso che ho deciso di candidarmi, ho scoperto che in questa terra il razzismo è sottile: non puoi oltrepassare una certa linea – spiega la AbabioCommessa sì, sindaco no. E allora si ripete il refrain: visto che sei nera, non puoi avere una casa in affitto, visto che sei nera, non sei italiana, visto che sei nera non puoi rappresentarci, visto che sei nera non hai diritto. Forse il fatto che io sia donna è la caratteristica che pesa meno”.

La sua candidatura non ha convinto neanche il Pd (che le ha rifiutato le primarie) perché il colore della sua pelle è risultato provocatorio.

Giovane e intraprendente, da diversi anni la Ababio svolge attività d’interpretariato e mediazione sul territorio in aiuto dei cittadini stranieri. Proprio nel periodo in cui il gap tra politica e giovani ha raggiunto livelli insanabili, si appassiona e inizia la sua avventura da militante con l’unico scopo di migliorare il contesto in cui vive. Ma nel nord est non sono tanti quelli con la pelle nera. Ed ecco che a novembre, le viene negato un appartamento: “L’agente ci ha detto: qui è dura, i condomini e anche il proprietario non vogliono né persone di colore né extracomunitari, quindi è inutile che io vi faccia vedere l’appartamento per bene”. Poco conta che Barbara Ababio sia nata a Palermo e che sia cittadina italiana a tutti gli effetti.

La vicenda le ha fornito lo spunto per un altro dei suoi slogan “FUORI I NERI” dove nero sta per lavoro nero, precariato e delocalizzazione (in riferimento al caso locale dell’azienda Electrolux che ha sede proprio a Porcia). Ma soprattutto a favore dei lavoratori.

Così a Porcia si compone una lista di consiglieri multietnica, a sostegno della candidata ‘nera’. Ghana, Algeria, Niger, Burkina Faso, Turchia, Svizzera, Bangladesh, Togo e Repubblica Dominicana sono solo alcuni dei paesi rappresentati nella lista dell’Ababio. “Sono persone molto attive nella provincia di Pordenone. La mia candidatura ha un senso insieme a quei nomi perché si tratta di persone che sono nate qui e che, a volte, non hanno più legami con il paese d’origine, ma vogliono partecipare ed essere protagonisti sul territorio in cui sono cresciute e vivono”.

Mandela in Sudafrica oppose il patriottismo al razzismo: esortò neri e bianchi all’amor patrio per superare le divisioni di razza. Forse all’Italia non basteranno una banana mangiata a bordo campo e un hashtag solidale per risvegliare le coscienze. Ma la forza di tanti Ababio con il coraggio di accettare la sfida e di combattere il pregiudizio.

La campagna è firmata Spencer & Lewis