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SONY COMPUTER ENTERTAINMENT ITALIA PASSA IL CONTROLLER DELLE PR A SPENCER & LEWIS

SONY COMPUTER ENTERTAINMENT ITALIA PASSA IL CONTROLLER DELLE PR A SPENCER & LEWIS

Spencer & Lewis PR A SPENCER & LEWIS

A Spencer & Lewis sono affidate le attività di PR, Digital PR e Media Relations dell’azienda che ha cambiato il modo di pensare la console

Roma, 11 aprile 2016 – Sarà Spencer & Lewis a supportare Sony Computer Entertainment Italia (SCE Italia) nelle attività di PR e Digital PR e nelle relazioni con stampa e influencer.

L’Agenzia di Comunicazione guidata da Giorgio Giordani e Massimo Romano – rispettivamente Presidente e CEO dell’azienda – si è aggiudicata la gara indetta da SCE Italia per l’affidamento delle attività di pubbliche relazioni da aprile 2016 a marzo 2017.

Spencer & Lewis diventa, dunque, partner strategico e creativo per lo sviluppo delle attività di comunicazione del brand in Italia ampliando la sua expertise nell’universo del gaming:“Siamo orgogliosi di poter lavorare al fianco di una realtà come SCE Italia, player dinamico di un mercato in cui l’innovazione e l’aspetto esperienziale rappresentano i principali asset mediatici – spiega Massimo Romano, CEO di Spencer & LewisMetteremo a servizio di SCE Italia la nostra professionalità con grande entusiasmo al fine di consolidare in maniera sempre crescente la sua leadership culturale.”

SCE è leader indiscusso del settore videoludico. Nel corso della sua storia, ha completamente rivoluzionato il concetto di intrattenimento diventando, sin dal lancio di PlayStation nel 1994, sinonimo di categoria. SCE Italia, in particolare, si occupa della distribuzione, del marketing e della commercializzazione sul territorio italiano di hardware e software per le piattaforme PlayStation®.

“I risultati ottenuti finora con PlayStation®4 (PS4™) sono entusiasmanti e siamo certi che questo 2016 sarà foriero di importanti novità per il pubblico – dichiara Goncalo FialhoDirettore Marketing di SCE ItaliaSpencer & Lewis si è dimostrata una realtà molto vicina alle nostre esigenze e ha proposto brillanti idee di comunicazione che, siamo certi, ci aiuteranno a garantire un consolidamento del brand presso stampa e pubblici di riferimento.”

Allarme omeopatia: industrie bloccate da 15 anni

Omeoimprese

OmeoimpreseOmeoimprese chiede uno sblocco normativo per non frenare ricerca e investimenti.
A più di 3 anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 219/06, la mancata attuazione della normativa impedisce di fatto l’ingresso di nuovi farmaci sul mercato.

Roma, 5 novembre 2009 – Norme non ancora attuate, blocco dell’immissione di nuovi farmaci sul mercato, carenza di esperti del settore nelle commissioni tecniche, mancanza di informazioni specifiche e impossibilità di detrazione fiscale dei medicinali.

E’ questo il quadro emerso durante la conferenza stampa organizzata oggi in Senato da Omeoimprese, l’associazione italiana che rappresenta il 90% delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici.

Dal 2006, infatti, è in vigore in Italia il decreto legislativo n. 219 del 24 aprile che, recependo una direttiva comunitaria, considera gli omeopatici farmaci a tutti gli effetti. Per l’attuazione della legge,  però, occorre che l’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) predisponga gli appositi modelli per la registrazione dei medicinali, necessaria per la loro immissione sul mercato.

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“Il regime transitorio della legge, permette tutt’oggi la vendita dei soli omeopatici presenti sul mercato dal 1995, farmaci che devono comunque essere registrati entro il 2015 – spiega Fausto Panni, Presidente di Omeoimpresema dei tre moduli necessari per la registrazione, l’Aifa ne ha rilasciato solo uno, per giunta non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. A tre anni dal dlgs del 2006, quindi, non è ancora possibile inserire nuovi farmaci sul mercato e ciò impedisce di fatto la programmazione di investimenti da parte dell’industria del medicinale omeopatico e antroposofico. Un vero blocco dell’intero settore produttivo, di fatto fermo da 15 anni, nonostante la crescita del mercato”.

Proprio negli ultimi 15 anni, infatti, il numero di pazienti che fa uso di medicinali omeopatici è cresciuto del 65%. Sono circa 9 milioni (15% della popolazione) le persone che si affidano alle cure omeopatiche. Un mercato in continua crescita che nel 2008 ha visto aumentare il ricorso all’omeopatia del 5% e del 5,3% nel 2009. Il mercato di riferimento, in termini di fatturato vale in Italia 165.914 milioni di euro (2008), pari a circa 300 milioni di euro di valore di sell-out farmacia. (Fonti: Istat, Omeoimprese).

Un mercato quindi in crescita ma frenato da questa “empasse legislativa”. Omeoimprese, che ha manifestato grande preoccupazione sullo stato di attuazione del dlgs 219/2006 e su possibili peggioramenti rispetto al dettato della legge e della direttiva comunitaria, ha raccolto in un ampio documento otto questioni aperte per le quali propone azioni concrete.

Oltre al mantenimento sul mercato dei medicinali omeopatici presenti dal 1995 (per i quali è necessaria la registrazione semplificata, emendamento per il quale Aifa sta chiedendo l’abrogazione mettendo di fatto a rischio il 60% dei medicinali ad oggi presenti sul mercato) e all’urgenza di poterne immettere di nuovi (per i quali mancano ancora i moduli specifici di registrazione), Omeoimprese chiede l’urgente istituzione di un nuovo tavolo di lavoro sull’argomento alla presenza di tecnici esperti del settore industriale omeopatico e antroposofico, che conoscano in modo approfondito le caratteristiche dei medicinali omeopatici.

Ci sono, infine, altri due aspetti, molto importanti e non trascurabili, da chiarire nella legislazione attuale: l’assenza del foglio illustrativo e norme chiare sull’emissione dello scontrino fiscale. Se il primo aspetto crea difficoltà ai pazienti ed è in contrasto con i principi di sicurezza e tutela della salute, è ancora più preoccupante il fatto che i cittadini non possano beneficiare della detrazione fiscale per i farmaci omeopatici.

Dal 1° gennaio 2010, infatti, lo scontrino fiscale emesso dalle farmacie per le deduzioni e detrazioni fiscali dovrà contenere il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (codice Aic) da rilevare tramite lettura ottica del codice a barre al posto della denominazione commerciale del medicinale. Circolare che esclude automaticamente i medicinali omeopatici in quando privi di codice Aic e che impedisce di fatto a tutti i pazienti che hanno scelto di curarsi con i medicinali omeopatici di poter beneficiare della detrazione fiscale. A goderne, invece, è solo lo Stato Italiano, per il quale comparto omeopatico fornisce quindi un attivo netto, escluso il risparmio sulle visite mediche, di 40 milioni di euro.

Brunello di Montalcino: raccolto oggi il primo grappolo di Sangiovese

Brunello di Montalcino: raccolto oggi il primo grappolo di Sangiovese 1

Ottime anche le previsioni per la produzione di Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e Moscadello di Montalcino

Montalcino, 22 settembre 2009 – Sono iniziate oggi le operazioni di raccolta delle uve per il Brunello di Montalcino dell’annata 2009. La vendemmia del Sangiovese è cominciata nella zona Sud del territorio, dove la maturazione ha già raggiunto il livello ottimale.

La qualità delle uve è molto elevata e le aspettative sono per un’annata di ottimo livello qualitativo. L’andamento meteorologico dell’annata 2009 si è sviluppato in due fasi distinte, ma che si sono ben integrate fra loro.

Nella prima fase, si è registrato un clima con molti giorni di pioggia e, quindi, con elevato accumulo di riserve idriche nel terreno. Si tratta del periodo primaverile, che coincide con l’inizio dello sviluppo vegetativo della vite. Questa fase piuttosto piovosa si è prolungata più di quanto avviene normalmente, fino alla metà di luglio.

Nel secondo periodo, quello estivo, il clima è stato molto asciutto e caldo. Sono risultate molto utili, dunque, le riserve idriche accumulate nella prima fase. La maturazione è migliorata a partire dalla metà del mese di agosto tenendo un andamento regolare, come dimostrato anche dai dati analitici raccolti dal Consorzio. Le gradazioni alcoliche potenziali delle uve sono piuttosto elevate, ma con ottimali livelli di acidità totale e di estratti. Di grande spessore ed equilibrio la carica dei polifenoli.

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Anche le uve per la produzione del Rosso di Montalcino, la cui raccolta si sviluppa in parallelo a quella del Brunello, risultano di ottima qualità. Uve molto buone anche per il Sant’Antimo, sia quelle a maturazione più precoce, già raccolte, sia quelle più tardive. In fase di raccolta, infine, le uve moscato che daranno vita a degli ottimi Moscadello di Montalcino, sia per le tipologie Tranquillo e Frizzante, sia per la Vendemmia Tardiva.

Buone previsioni anche per le quantità, per le quali si attende un livello simile a quello del 2008, con una probabile lieve diminuzione in termini percentuali.

<<In questo momento di grande impegno – ha affermato il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioniregistriamo con soddisfazione le previsioni per un’ottima vendemmia 2009, che potrà permetterci di mantenere la nostra forza sui mercati per continuare a proporre Montalcino, nel panorama internazionale, come un “classico assoluto” dell’enologia toscana e italiana>>.

Grande ottimismo, quindi, per la vendemmia 2009, anno durante il quale la zona di Montalcino ha affrontato con grande determinazione la situazione di crisi economica mondiale, che sta coinvolgendo tutte le realtà vitivinicole, sia del vecchio mondo, sia dei nuovi paesi produttori.

Ma i dati rilevati danno delle indicazioni confortanti: al 31 agosto è stata registrata la cessione di 5.800.000 fascette per il Brunello di Montalcino, contro le 5.500.000 dello stesso periodo del 2008, per un aumento del 5%. Lo sforzo dei produttori, quindi, sta dando risultati positivi e si stanno mantenendo le posizioni acquisite.

 

Per ulteriori informazioni: Spencer & Lewis