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“My Trastevere” si svela e l’Arte diventa “Democratica”

Non categorizzato - 17 Novembre 2010

Dopo i blitz nella capitale, il progetto culturale romano prende forma e presenta il suo programma. Beppe Madaudo, primo ospite di una lunga serie di appuntamenti, presenta le sue “Porzioni d’Arte”.

Marco Alfieri e Beppe Madaudo

Roma, 17 novembre 2010 – Offrire momenti di aggregazione alternativi alla movida fine a se stessa e “riportare la cultura tra la gente”. E’ la filosofia di “My Trastevere”, il progetto culturale che da settimane invade le strade della capitale con attività virali sul territorio e che oggi ha rivelato la sua natura all’interno dello Spazio Moody, nuova Factory trasteverina che per tutto l’anno ospiterà l’associazione culturale e le sue iniziative.

Dopo il concerto regalato alla folla di piazza Trilussa in puro stile flash mob, la provocazione di “Roma bendata”, con il claim: “Che fine ha fatto ‘a cultura?”, e l’ultimo attack sul territorio che ha visto la realizzazione di opere d’arte fatte con la spazzatura per rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo e il concetto “Non rifiutiamo la cultura”, My Trastevere ha aperto le porte al pubblico, presentato il suo programma e promosso il concetto di “Arte Democratica”.

A dare vita a questa nuova forma di arte, l’artista palermitano Beppe Madaudo che, per l’occasione, ha realizzato un’opera di cm. 100x100 in resina colorata su tavola, suddivisa in 100 parti uguali da cm. 10x10, presentati all’interno di una teglia da forno, come fosse cibo. Delle vere e proprie “Porzioni d’arte”.

“Ho provato più di una volta il desiderio di accarezzare un quadro – spiega Beppe Madaudo - ma anche di rubarne un pezzetto per nutrirmi anche solo di una piccola porzione di quel banchetto, troppo spesso inaccessibile, che un altro artista aveva preparato sulla sua tela-tavola. Immaginate allora una tavola con cento porzioni di un quadro. In molti potranno ‘nutrirsene’ e una parte varrà il tutto, un tutto che vivrà per sempre in cento opere autonome a cui tutti potranno accedere quali commensali di un unico banchetto. Un nuovo modo di collezionare l'arte? Arte per così dire democratica? Chissà, ma intanto accomodatevi alla mia tavola”.

Da questa sera, le “porzioni d’arte” andranno all’asta e tutti potranno portare a casa un’opera a tutti gli effetti, unica, firmata e autenticata da Madaudo. Gli acquirenti potranno, se lo desidereranno, essere messi in contatto tra loro per scambiarsi opinioni, barattare le loro “porzioni” o provare a ricomporre parte dell’opera totale.

Un’opera per tanti e alla portata di tutti, in un momento di crisi economica nel quale sempre meno italiani si dichiarano interessati a quadri e sculture. Gli amanti dell’arte in tutte le sue forme, infatti, che erano 17,5 milioni nel 2008, circa il 35% della popolazione, nel 2010 sono scesi a 13,5 milioni e si sono addirittura dimezzati gli appassionati di arte contemporanea, passando da 9 a 4,5 milioni (Fonte: Ispo 2010).

Da qui, l’esigenza di democratizzare l’arte.

Ma “My Trastevere” sarà anche molto altro. Musica, cinema, teatro, fotografia, formazione e, naturalmente, divertimento. Il programma, già ricco di novità sarà comunque aperto all’interazione con il pubblico che potrà proporre iniziative e partecipare attivamente alla vita del progetto culturale.

Dall’arte, elemento inaugurale del progetto, a rassegne di cinema muto con sonorizzazione dal vivo delle pellicole, per poi passare a mostre di fotografie realizzate direttamente all’interno dello Spazio Moody. E poi iniziative legate al teatro, con spazi riservati all’improvvisazione attoriale e laboratori dinamici per muovere i primi passi verso un genere di performance sperimentale in cui lo spettatore possa sentirsi partecipe del processo creativo.

L’intrattenimento culturale di My Trastevere – conclude Marco Alfieri, responsabile del progetto - nell’arco di tutto l’anno, sarà arricchito da numerosi workshop e momenti di confronto dedicati ai curiosi e agli appassionati dell’arte declinata in tutte le sue espressioni. Dai corsi di educazione all’ascolto della musica jazz, ai dibattiti sull’attualità passando per il reading letterario. Una serie di appuntamenti all’insegna della creatività che daranno vita, mese per mese, ad un progetto nuovo per stravolgere il concetto di divertimento e di fruizione dell’arte”.

Per la prima volta, una sorta di “cuturalteinment, per aprire le porte ai famosi Happenings, essenza delle Art Activities. E come nella New York anni ’60 di Jackson Pollock e Allan Kaprow, si supera il confine esistente tra mondo dell’artista e mondo dello spettatore, si rompe con la tradizione dei luoghi dell’arte e gli spettatori diventano parte integrante dell’opera.

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