Giovani e Lavoro: ICT in Italia come Google e Facebook
Il settore ICT investe su giovani e lavoro: inserimento e formazione dei giovani under 30. Il caso italiano di Assembly Data System, con il 50% dei dipendenti tra i 25 e i 30 anni.
Roma, 27 luglio 2011 – La crisi pesa soprattutto sui giovani. Gli ultimi dati
del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro sono allarmanti: aumenta lo scoraggiamento di chi addirittura rinuncia a cercare lavoro e il 28,8% dei ragazzi tra i 25-30 anni affolla le file dei neet (not in education or training nor in employment), cioè coloro che risultano fuori dal mercato del lavoro e che non sono impegnati in un processo formativo.
In netta controtendenza con l’andamento attuale del mercato del lavoro, il settore dell’Information and Communication Technology rappresenta un’isola felice per gli under 30. Un’indagine PayScale, conferma la giovane età dei dipendenti nelle aziende dell’ICT, prime tra tutte Facebook e Google. I due colossi tecnologici scelgono i loro cervelli nella fascia 25-30 anni ed i loro dipendenti oltre ad essere i piùgiovani sono anche i più soddisfatti.
Forza lavoro di età media di poco superiore ai 30 anni, supportata da una politica di formazione e aggiornamento, è anche la filosofia aziendale dell’ICT in Italia, ed in particolar modo di ADS, Assembly Data System, azienda leader nel settore.
“Per stare al passo con i tempi bisogna necessariamente affidarsi a forze nuove, menti e idee fresche, che convivono quotidianamente con gli strumenti tecnologici – spiega Pietro Biscu, direttore commerciale di ADS – Guardiamo al modello americano, ad un esempio come Google, che dimostra cosa siano in grado di fare i giovani di talento.”
Nell’ICT, settore trasversale per eccellenza, la giovane età dei dipendenti permette di mantenere una struttura snella e flessibile ed è favorita la crescita professionale in azienda.
Solo a partire da gennaio 2011, la percentuale degli under 30 inseriti nell’organico di ADS si aggira intorno al 50% del totale degli assunti. Considerando, poi, la distribuzione delle giovani leve all’interno dell’azienda, sul totale dei contratti a tempo determinato gli under 30 rappresentano circa il 40% ed il 16% sul totale dei contratti a tempo indeterminato, per cui l’età media non supera comunque i 34 anni.
“Quando si ha a che fare con l’Information Technology, si va a caccia soprattutto di ragazzi in gamba, disponibili e versatili, come richiede il mercato attuale – continua Pietro Biscu, direttore commerciale di ADS – Nella nostra azienda, per esempio, guardiamo anche a persone senza esperienza e da formare, purché siano fortemente interessate a questo settore. Selezioniamo profili di giovani che hanno difficoltà d’inserimento e spesso sono loro a darci le maggiori soddisfazioni.”
Negli ultimi 2 anni, inoltre, ben il 25% dei dipendenti tra i 25 e i 30 anni ha ottenuto uno scatto di carriera e solo uno scarso 1% dei dipendenti ha deciso di lasciare l’azienda. “Affidare le redini ai più giovani e formarli in azienda è una sfida – conclude Biscu – Attraverso la crescita professionale, saranno proprio loro a rappresentare l’expertise di ADS nel prossimo futuro.”
L’articolo evidenzia una tematica cruciale nel panorama socio-economico italiano: l’inserimento dei giovani e lavoro nel mondo del lavoro, con un focus particolare sul settore ICT. La situazione descritta all’inizio, con l’alto tasso di NEET tra i giovani, dipinge un quadro allarmante della difficoltà che incontrano le nuove generazioni nel trovare un’occupazione stabile e qualificata. Questo fenomeno non solo incide negativamente sul presente dei singoli individui, ma compromette anche il futuro dell’intero paese, privandolo del potenziale innovativo e dinamico che i giovani possono apportare.
Tuttavia, l’articolo mette in luce anche un aspetto positivo: il settore ICT, in controtendenza rispetto al resto del mercato del lavoro, si dimostra particolarmente aperto all’assunzione e alla valorizzazione dei giovani e lavoro. Aziende come Facebook e Google, citate come esempi virtuosi, dimostrano come l’investimento sui giovani talenti possa portare a risultati di successo e a un ambiente di lavoro stimolante e gratificante. Questi colossi tecnologici, infatti, comprendono l’importanza di avere persone con competenze aggiornate e una mentalità aperta al cambiamento, caratteristiche tipiche delle nuove generazioni.
Il caso di Assembly Data System (ADS), azienda italiana leader nel settore ICT, rappresenta un esempio concreto di come anche in Italia sia possibile creare un’azienda dinamica e competitiva puntando sui giovani e lavoro. La filosofia aziendale di ADS, basata sulla formazione continua e sull’inserimento di giovani under 30, si rivela vincente nel mantenere l’azienda al passo con le evoluzioni tecnologiche e nel favorire la crescita professionale dei propri dipendenti. L’alta percentuale di giovani assunti e la bassa percentuale di turnover dimostrano come ADS sia in grado di attrarre e trattenere i talenti, offrendo loro opportunità di carriera e un ambiente di lavoro stimolante.
L’intervista a Pietro Biscu, direttore commerciale di ADS, sottolinea l’importanza di affidarsi a “forze nuove, menti e idee fresche” per stare al passo con i tempi. Biscu fa riferimento al modello americano, con Google come esempio di azienda che ha saputo valorizzare i giovani talenti. Le sue parole evidenziano la necessità di superare i pregiudizi legati all’età e di dare fiducia ai giovani, offrendo loro opportunità di dimostrare il proprio valore.
L’articolo prosegue analizzando la composizione dell’organico di ADS, evidenziando come la percentuale di under 30 sia significativa sia tra i contratti a tempo determinato che tra quelli a tempo indeterminato. Questo dato dimostra come l’azienda non si limiti ad assumere giovani per incarichi temporanei, ma li consideri una risorsa strategica per il futuro. Inoltre, il fatto che una parte consistente dei giovani dipendenti abbia ottenuto uno scatto di carriera negli ultimi due anni testimonia l’impegno di ADS nel valorizzare il potenziale dei propri dipendenti e nel favorire la loro crescita professionale.
Biscu sottolinea come ADS sia alla ricerca di “ragazzi in gamba, disponibili e versatili” e come l’azienda sia disposta a formare anche persone senza esperienza, purché siano fortemente interessate al settore ICT. Questo approccio inclusivo, che tiene conto anche delle difficoltà di inserimento che possono incontrare i giovani, si rivela spesso vincente nel trovare talenti nascosti e nel creare un team di lavoro motivato e competente. La focalizzazione sui giovani e lavoro, quindi, non è solo una questione di responsabilità sociale, ma anche una scelta strategica che porta benefici all’azienda.
In conclusione, l’articolo mette in evidenza come l’investimento sui giovani e lavoro sia fondamentale per il futuro del settore ICT e dell’intero paese. Aziende come ADS, che puntano sulla formazione, sull’inserimento e sulla valorizzazione dei giovani talenti, rappresentano un modello da seguire per creare un’economia più dinamica, innovativa e inclusiva. Superare i pregiudizi legati all’età, offrire opportunità di carriera ai giovani e investire nella loro formazione sono passi fondamentali per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni e per costruire un paese più competitivo e prospero. Il successo di ADS dimostra che, anche in un contesto economico difficile, è possibile creare un’azienda di successo puntando sui giovani e sul loro potenziale.







