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NOMINE: ALESSANDRO MAGGIONI NUOVO MANAGING DIRECTOR DEL GRUPPO DCA

The Space Cinema - Alessandro Maggioni DCA

Sarà Alessandro Maggioni a ricoprire il ruolo di Managing Director di DCA, la concessionaria leader nel mercato italiano della raccolta pubblicitaria per il cinema, di proprietà dei gruppi UCI Cinemas e The Space Cinema.

È per me motivo di orgoglio entrare a far parte di una delle realtà  più dinamiche del mercato media italiano”

dichiara Maggioni, che prenderà ufficialmente carica il prossimo 3 giugno

La sfida è entusiasmante e ambiziosa, ma sono certo che il lavoro in Team, unito alle mie precedenti esperienze, sia in ambito nazionale che internazionale, costituiscano una solida base per la definizione delle strategie di sviluppo e per la creazione di valore aggiunto per i nostri shareholders.”

A Maggioni il compito di portare avanti il percorso di sviluppo e innovazione dichiarato fin dalla nascita della concessionaria, che in poco meno di due anni è riuscita a ritagliarsi una posizione di primo piano come realtà in grado di intercettare le esigenze dei clienti attraverso la spinta all’evoluzione tecnologica, la capacità analitica e la creatività.

Alessandro è la persona giusta per guidare lo sviluppo e la maturazione di DCA

dichiara Toby Bradon, Managing Director di The Space Cinema

Condivide con noi un approccio basato su innovazione, creatività, capacità di comprendere i clienti: saranno questi gli elementi distintivi della nuova fase di DCA che si sta per aprire.”

Siamo convinti che l’arrivo di Alessandro porterà nuovo dinamismo in azienda, e i nostri clienti troveranno in DCA il miglior partner per le loro soluzioni di comunicazione nei cinema italiani. Personalmente sono molto felice che Alessandro si unisca al nostro progetto”

afferma Ramon Biarnes, Managing Director – Southern Europe di Cinesa & UCI Cinemas.

Alessandro Maggioni subentra a Giuseppe Oliva, in carica dal 2017.

The Space Cinema: Francesco Di Cola nuovo Director of Screen Content

Francesco Di Cola

The Space Cinema, circuito che gestisce 36 cinema con 362 schermi in Italia, annuncia un cambio organizzativo strategico in vista di un 2019 estremamente significativo per l’intero mercato cinematografico italiano.

Francesco Di Cola

A partire dal 1 dicembre Francesco Di Cola passerà dalla direzione Sales & Marketing a ricoprire il ruolo di Director of Screen Content. A lui il compito di coordinare la squadra dedicata all’offerta dei contenuti del circuito The Space Cinema e alla gestione delle relazioni commerciali con i players dell’industry.

Dalla stessa data, la responsabilità dell’area Sales & Marketing sarà assunta ad interim da Toby Bradon, Managing Director di The Space Cinema.

Il ruolo di Francesco è stato determinante e prezioso nel gestire l’area Marketing fino ad oggi” 

commenta Bradon

“Per questo siamo convinti che saprà fare altrettanto bene nella nuova veste di Director of Screen Content, un percorso che intraprende con la nostra piena fiducia e supporto.”  

Alla vigilia di uno dei momenti più importanti dell’anno per le sale, la nomina di Di Cola è parte di un ampio piano che ha l’obiettivo di garantire la migliore esperienza cinematografica ai clienti The Space.

Sono entusiasta dell’opportunità di lavorare con tutta l’industry, con l’obiettivo di offrire il nostro contributo allo sviluppo del nostro mercato” 

commenta Francesco Di Cola

Abbiamo davanti un anno di grandi sfide e vogliamo essere pronti a coglierle al meglio.”  

 

TWINKLY AFFIDA A SPENCER & LEWIS LA GESTIONE WORLDWIDE DEI SOCIAL MEDIA E DEL CANALE AMAZON PER L’EUROPA

TWINKLY AFFIDA A SPENCER & LEWIS LA GESTIONE WORLDWIDE DEI SOCIAL MEDIA E DEL CANALE AMAZON PER L’EUROPA 1

Sarà Spencer & Lewis, agenzia di PR e comunicazione integrata associata a PR HUB di Assocom, a curare la gestione del canale Amazon per l’Europa e il Worldwide Social Media Management di Twinkly, brand lanciato dalla startup milanese Ledworks che ha rapidamente rivoluzionato il mercato dell’illuminazione natalizia a livello mondiale.

Compito principale dell’Agenzia sarà quello di creare e gestire nella sua interezza il canale di vendita dei prodotti Twinkly su Amazon per il mercato europeo e, contestualmente, sviluppare la narrativa sui Social Media in grado di supportare le vendite ed accrescere la brand awareness a livello globale. In aggiunta, l’Agenzia si occuperà infine del supporto alle attività di Media Relations.

Siamo estremamente soddisfatti di poter contribuire alla crescita e alla visibilità di un brand come Twinkly

afferma  Giorgio Giordani, Presidente di Spencer & Lewis, che aggiunge

Attualmente sono poche le agenzie di comunicazione italiane che offrono la gestione del canale di vendite Amazon come opzione ai propri clienti. In questo senso Spencer & Lewis consolida la propria expertise in questo campo aggiungendo, grazie alla gestione Worldwide e multilingue dei canali Social, anche la promozione ADV online a livello globale.  

Ledworks è la startup italiana che grazie al brand Twinkly ha rivoluzionato il  mondo delle lucine di Natale. Creata nel 2016 da un team di imprenditori esperti di progettazione hardware, software e marketing di prodotti digitali, Ledworks è diventata in breve tempo leader di mercato nel segmento “Smart Decorations” grazie ad un sapiente mix di sviluppo tecnologico e innovazione.

 

A Roma la campagna della CRI in collaborazione con Urban Vision

A Roma la campagna della CRI in collaborazione con Urban Vision

Affissione campagna CRIsitosl In + ci sei tu è la campagna di reclutamento della Croce Rossa Italiana che dal 1 agosto campeggia in uno dei luoghi più prestigiosi di Roma, tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, in uno spazio concesso gratuitamente da Urban Vision, eccellenza nel settore del fund raising finalizzato al recupero architettonico del patrimonio artistico italiano.

La campagna “In + ci sei tu” costituisce un’importante azione di sensibilizzazione e coinvolgimento rivolta alle giovani generazioni italiane, con lo scopo di trasmettere i valori e l’importanza della figura del volontario. Un’iniziativa che non ha lasciato indifferente Urban Vision, da anni capofila nel recupero dei monumenti ed edifici storici che caratterizzano i tesori dell’arte nazionale. Da un lato, quindi, una campagna votata a migliorare il futuro di moltissime persone attraverso l’attività di volontariato; dall’altro, invece, un brand impegnato da anni nella valorizzazione del passato artistico del Paese. Una preziosa sinergia sulla quale il Presidente di Urban Vision, Gianluca De Marchi, ha voluto esprimere il suo entusiasmo:

E’ un onore ospitare e dar voce alla campagna della Croce Rossa Italiana e in particolar modo a questa campagna di invito all’impegno sociale rivolto alle giovani generazioni, in cui crediamo molto. Ci auguriamo – ha sottolineato De Marchiche la risposta a quest’appello, da parte di ragazze e ragazzi italiani, sia importante ed entusiastica e che quest’occasione, per cui ringrazio il Presidente Rocca, sia la prima di una lunga serie di collaborazioni con la Croce Rossa Italiana.”

Nel 2014 la Croce Rossa Italiana ha garantito il proprio servizio nell’accoglienza ai migranti che sono arrivati sulle nostre coste, fino al sostegno alle famiglie in difficoltà economica, passando per l’intervento nelle emergenze nazionali e internazionali, come l’alluvione in Liguria e la missione nel Kurdistan iracheno, oltre alle numerose attività che quotidianamente vengono messe in campo per aiutare i vulnerabili e per promuovere una cultura della salute e della prevenzione.

Siamo grati a Urban Vision per aver deciso di offrire questa importante opportunità alla nostra campagna pensata per rinnovare l’immagine dell’Associazione e per rimettere al centro il nostro volontariato – ha detto il Presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco RoccaLa Croce Rossa può contare ogni anno su una rete di 150mila volontari che, da Catania ad Aosta, mettono le proprie vite al servizio degli altri. Solo nel 2014 complessivamente sono state 14,7 milioni le ore di servizio prestato per fronteggiare vecchie e nuove sfide con l’assillo dell’umanità, che è uno dei nostri sette princìpi. Loro sono la nostra ricchezza, la nostra marcia in più, simbolo non di un semplice altruismo, ma di una solidarietà preparata e formata, in grado di comprendere la complessità sociale con la volontà reale e ferma d’impegnarsi per il bene comune”.

PROMUOVERE UN BRAND PER LE ELEZIONI? FUNZIONA SOLO CON BIRRA E HUMOUR

PROMUOVERE UN BRAND PER LE ELEZIONI? FUNZIONA SOLO CON BIRRA E HUMOUR

Il political newsjacking è una strategia potente, ma pericolosa. Dall’America gli esempi migliori per cavalcare l’onda mediatica della campagna elettorale, difficili da replicare in Italia. Ceres e Bavaria ci hanno provato.

Onnipresente, chiacchierata, impossibile da evitare. La campagna elettorale è l’evento più mediatico del nostro paese e, per la gioia degli amanti della comunicazione politica, ritorna sempre molto prima dei cinque canonici anni di una legislatura.

I toni da breaking news perpetua rendono il periodo che precede le elezioni uno dei momenti migliori per lanciare una campagna ad hoc, semplice, immediata, capace di raggiungere qualunque fascia d’età. A patto che risulti originale e che sia in grado di cavalcare con forza l’onda di elezioni e primarie.

Gli americani chiamano political newsjacking la pratica di sfruttare il potenziale mediatico di una o più notizie politiche per amplificare la visibilità di un prodotto. E con la loro innata capacità di trasformare qualsiasi evento in show e fenomeno di costume hanno ormai reso questa strategia comunicativa una costante del panorama d’oltreoceano. I grandi marchi non riescono più a farne a meno, riuscendo così a regalarci esempi di successo.

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E’ il caso di Pizza Hut, celebre catena internazionale di pizza “all’americana”, che ha lanciato una finta campagna elettorale per il suo speciale candidato: la “Big dinner box”, prodotto di punta tra le sue offerte take away. Con tanto di spot elettorale direttamente dal “quartier generale del Partito della Pizza (sic)”:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kxXv09NmwAg]

 

La campagna è riuscita effettivamente a colpire nel segno. Nonostante la struttura semplice dello spot, l’umorismo demenziale – effettivamente un po’ troppo americano per poter essere capito fino in fondo – e un incidente di percorso grossolano: il passo indietro da parte degli ideatori della campagna su uno dei cardini della stessa. Pizza Hut offriva una fornitura di pizza a vita a chiunque riuscisse a intervenire in uno dei dibattiti televisivi delle presidenziali per porre a Obama e Romney la fatidica – per loro – domanda: “Salsiccia o peperoni?”.

(Se vi state chiedendo se, per caso, l’apparente gaffe di Pizza Hut abbia spinto i suoi autori sull’orlo del licenziamento, sappiate che il marchio è finito su tutti i principali giornali americani, con paginoni di analisi, dibattiti, opinioni che ne hanno amplificato a dismisura la visibilità. Persino incassando per nulla ironici complimenti da Forbes per tale strategia di PR, finalmente in grado, a suo dire, di rompere la monotonia da ufficio stampa di comunicato-lancio-recall.)

Sullo stesso stile della campagna di Pizza Hut,  lo spot della catena Boston Market Bowl che ha giocato su una fantomatica elezione con in gara pollo e tacchino, l’un contro l’altro armati alla caccia delle preferenze dell’elettore/consumatore americano.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=A8U5JOwCGiY]

 

L’umorismo intorno ai pennuti schieramenti (“wing”, in inglese) politici è fin troppo facile. E pure le appetitose schifezze della catena in primissimo piano – accanto ad abbondanti colate di pallide salse che, chissà, magari oltreoceano faranno venire l’acquolina – non brillano per genialità. Ma l’effetto è positivo, ironico, bipartisan e capace di stimolare un buon engagement.

Più corretto – ma anche più scontato – lo spot di FedEx che ha ironizzato su due politici avversari, ma entrambi accomunati dall’aver scelto lo stesso servizio del gigante delle spedizioni per stampare i propri cartelloni elettorali. Nel frattempo,  la 7-eleven ha scelto di puntare sulla partigianeria politica dei suoi clienti, facendo loro scegliere la tazza in cui bere il caffé: color rosso democratico o blu repubblicano.

7-eleven coffe cup campaign

IL POLITICAL NEWSJACKING FUNZIONA IN ITALIA?

Le caratteristiche della campagna elettorale italiana rendono un po’ più complicato strutturare una campagna efficace. La mancanza di un bipolarismo perfetto, il grado elevato – alle volte eccessivo – dello scontro politico, la tendenza “tifosa” dell’elettorato, la scarsissima fiducia per l’establishment politico attuale, moltiplicano le chance di trasformare un messaggio potenzialmente positivo in un boomerang. Il rischio è di legare il nome di un brand a uno degli emblemi  più forti dell’impopolarità nel nostro paese, la politica. Oppure, di strizzare l’occhio a una parte soltanto dell’elettorato (per quanto questo possa assicurare viralità e risalto) Senza contare che i classici concetti americani di buonismo e patriottismo, così efficaci all’estero, rischiano di risultare deboli, quando non addirittura stucchevoli, qui in Italia.

[tweetsearch q=”elezioni2013″ result_type=”mixed” limit=1]

 

Sarà per questo che gli spot italiani che hanno corso il rischio di cavalcare l’onda delle elezioni si contano sulle dita di una mano. E non sembra un caso che due tra gli esempi più efficaci sono rappresentati da altrettanti marchi di birra, Bavaria e Ceres, i cui valori classici di spensieratezza e svago sono quanto di più distante si possa trovare dal noioso agorà politico.

Ecco che in questo modo la parodia diventa l’arma più tagliente, in grado di sfruttare il risalto mediatico delle politiche e di prenderne al tempo stesso le distanze.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2bszRp6EOw8]

 

La birra danese è riuscita nell’intento di stimolare il senso di responsabilità dei cittadini, di entrare nel dibattito politico da protagonisti, e di colmare in maniera poco convenzionale la tradizionale carenza di campagne politiche contro l’astensionismo. Pur mantenendo un registro leggero e ironico, con i valori del marchio, e non quelli della politica, sempre in primo piano.