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Smiling Onion: la campagna solidale di Operation Smile Italia Onlus si aggiudica il GrandPrix 2017

Smiling Onion

#SmilingOnion: la campagna solidale di Operation Smile Italia Onlus si aggiudica il GrandPrix 2017

Ideata da Klein Russo, Spencer & Lewis e IsayWeb, l’iniziativa benefica Smiling Onion divenuta virale sul web si è aggiudicata il primo premio nella categoria Charity/Fundraising/CSR

Si chiama International GrandPrix Relational Strategies 2017 ed è il premio promosso da TVN Media Group, in partnership con Assocom e PR Hub, per celebrare le più efficaci tecniche di comunicazione del relational marketing.

Tra i premiati di questa edizione, conclusasi con la cerimonia di premiazione di ieri, 27 novembre, presso il FiftyFive di Milano, anche la campagna Smiling Onion: la prima cipolla che non fa piangere, che si è aggiudicata il primo premio nella categoria Charity/Fundraising/CSR (Corporate Social Responsibility).

L’iniziativa, ideata dalla creative community KleinRusso con il supporto dell’agenzia di Relazioni Pubbliche Spencer & Lewis e della digital agency IsayWeb, nasceva con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulle malformazioni al volto quali la labioschisi (più comunemente nota come labbro leporino), la palatoschisi e la labiopalatoschisi, patologie particolarmente diffuse nei Paesi più poveri del mondo, ma con diversi casi presenti anche in Italia, dove è attiva la Smile House di Milano.

L’idea alla base della campagna prendeva spunto da una semplice verità: affettare una cipolla stimola il pianto. Da qui la sfida lanciata da Operation Smile: tagliare una cipolla senza piangere. Un concetto semplice e diretto che è esploso sui social network grazie al supporto di Ivan Zaytsev, unitosi attivamente alla causa di Fondazione Operation Smile Italia Onlus lanciando la sfida su Facebook. L’atleta ha condiviso un video che lo ritraeva durante il taglio della cipolla, coinvolgendo altri nomi del mondo dello spettacolo e rendendosi, in seguito, protagonista del reveal ufficiale dell’operazione, in diretta su TGCOM24. In pochissimo tempo la voce si è sparsa e Smiling Onion è diventata una sfida virale: da Francesco Totti a Carlo Verdone, da Alessandro Cattelan a Jovanotti, passando per Fiorello e tanti altri personaggi del mondo dello sport, della cultura, della musica e dello spettacolo.

Una sfida che ha rapidamente appassionato centinaia di utenti. A contribuire al successo della campagna, infatti, sono stati soprattutto gli incredibili numeri generati, riassunti nel video proiettato durante la cerimonia di premiazione:

Un risultato che, da un lato, ha posto una normale cipolla a icona della missione quotidiana di Operation Smile, dall’altro lato ha permesso alla Fondazione e alle tre agenzie coinvolte di ottenere un prestigioso riconoscimento che ha posto la creatività e il messaggio di Smiling Onion come punto di riferimento per le campagne di social responsibility a livello nazionale e internazionale.

CREDITS CREATIVI
Chief Innovation Officer: Sandro Volpe
Innovation Director and Creative Manager: Antonio Fatini
Creative Director: Pietro Mandelli
Art Director: Simone Macciocchi Salerni
Copywriter: Eleonora Sofi
Project Manager: Elettra Filardo
Digital Strategist: Ralph Di Segni
Pr & Media Relations Strategist: Aurelio Calamuneri

Urban Vision con For a Smile a Milano per la raccolta fondi in favore dei bambini a rischio povertà in Italia

Urban Vision con For a Smile a Milano per la raccolta fondi in favore dei bambini a rischio povertà in Italia

C'è tempo fino al 14 febbraio per rispondere all'appello della Onlus inviando un sms al 45594

Al via la seconda edizione del progetto rivolto a migliorare il destino di migliaia di bambini a rischio povertà in Italia. Dopo il successo dell’esordio – che ha permesso di raccogliere fondi per attivare 1.000 Bonus nel 2015 – la campagna di comunicazione sociale con cui For a Smile Onlus invita a donare 2€ tramite SMS solidale torna on air in tv, in radio, sulla stampa, sul web ma non solo. A promuovere l’iniziativa, infatti, anche il led screen presente in questi giorni a Milano, in Corso Como, su uno spazio concesso gratuitamente da Urban Vision, società attiva nel settore del fund raising finalizzato al recupero architettonico del patrimonio artistico italiano.

Il ricavato della campagna sarà destinato alle famiglie che ne faranno richiesta – secondo i criteri stabiliti dal Bando Nazionale pubblicato su www.forasmile.org – in forma di bonus solidale che servirà per l’acquisto di prodotti per la prima infanzia, medicine o per il pagamento della mensa scolastica.

I numeri della prima edizione hanno testimoniato che ognuno di noi, con un piccolo gesto, può dare un grande contributo a chi non può provvedere ai bisogni primari della propria famiglia. Per questo motivo – ha commentato Daniela Valenza, Vice Presidente di Urban Vision anche noi abbiamo deciso di sostenere con entusiasmo l’iniziativa e donare uno spazio nel centro di Milano con il quale dare ancora più visibilità al progetto. L’augurio è che questa preziosa collaborazione con For a Smile Onlus possa servire a richiamare il senso di solidarietà dei cittadini milanesi con lo scopo finale di bissare o, meglio, di superare il traguardo raggiunto lo scorso anno.

A rinnovare l’appello di For a Smile Onlus, anche la Presidente e fondatrice dell’organizzazione, Ludovica Vanni:

Sono quasi 1,4 milioni i bambini da 0 a 10 anni a rischio povertà nel nostro Paese (Istat, 2013), cifra che in questi anni non è mai scesa; una enorme fetta di popolazione vive nell’emarginazione sociale derivante dalle gravi difficoltà economiche. L’anno scorso siamo riusciti a raccogliere 150.000€, ma possiamo fare ancora tanto per aiutare migliaia di famiglie in stato di necessità. L’omaggio di Urban Vision ci ha fornito uno strumento in più per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare un ulteriore passo in avanti verso l’obiettivo del progetto.”

Testimonial della campagna, la giornalista e conduttrice del TG5 Paola Rivetta, volto e voce degli spot tv e radio. Per sostenere l’impegno di For a Smile Onlus, fino al 14 febbraio è sufficiente mandare un SMS al numero 45594 da rete mobile per donare 2€, da rete fissa per donare 2 o 5€.

PLAN ITALIA: ONLINE LA PETIZIONE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

PLAN ITALIA: ONLINE LA PETIZIONE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Tiziana Fattori: “Necessarie 5000 firme per chiedere al futuro governo italiano di impegnarsi nella sfida alla riduzione ed eliminazione delle MGF in tutti i Paesi in cui vengono ancora praticate”

In occasione della Giornata Mondiale indetta il 6 febbraio dall’ONU per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, Plan Italia lancia una petizione online, sostenuta anche dall’Associazione Nosotras, per chiedere al futuro governo italiano di impegnarsi a porre fine alle Mutilazioni Genitali Femminili in Italia e nei Paesi in cui vengono ancora praticate.

Dopo la risoluzione ONU dello scorso dicembre per la messa al bando della MGF, dannosa per la salute psicologica, sessuale e riproduttiva delle donne e delle ragazze, lo scenario resta confuso: solo alcuni Paesi hanno dichiarato la MGF illegale con una legge specifica, altri l’hanno inserita nel più generico codice penale mentre in molti non è prevista alcuna pena. Tra i 28 Paesi in cui è praticata, solo 19 si sono dotati di una legge che proibisce le MGF, tra cui Sudafrica e Zimbabwe.

LA PRATICA DELLA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE, I NUMERI

3 milioni di bambine ogni anno rischiano di essere sottoposte a questa pratica che produce su di esse effetti devastanti a breve, medio e lungo termine nella sfera della salute fisica e mentale, nell’ambito sociale, educativo, affettivo e relazionale. A livello mondiale, oltre 140 milioni, tra bambine e donne, ne affrontano già le conseguenze. Storicamente, le ragazze venivano escisse in età compresa tra gli 8 e 14 anni. Oggi, il fenomeno ha una portata molto più ampia e preoccupante perchè le MGF sono eseguite già sulle neonate e durante l’infanzia con strumenti brutali, come lame di rasoio, coltelli o forbici senza anestesia e in scarse condizioni igieniche. Per trattare le ferite si riccorre ai rimedi tradizionali come erbe, porridge, cenere e fango. Il momento dell’escissione dipende più dai mezzi economici della famiglia che dall’età della ragazza.

Bambine - Plan Italia

LE MOTIVAZIONI SOCIALI, CULTURALI E RELIGIOSE

L’escissione è spesso associata all’identità etnica e rappresenta per le comunità un patrimonio culturale. Con l’escissione delle loro figlie, i genitori sentono di rispettare valori preziosi. In questo clima, il conflitto tra diritti umani e norme sociali è inevitabile:  le ragazze hanno il diritto di essere protette da questa pratica ma hanno anche la necessità di sposarsi e di essere membri rispettati della comunità. Il rischio per loro è che siano emarginate, stigmatizzate e addirittura messe al bando dalla società.

La mutilazione genitale femminile è legata anche a motivazioni religiose: in Africa occidentale è praticata da musulmani, cristiani e animisti. Alcuni musulmani africani, ad esempio, la chiamano Sunna (che significa ‘seguendo la tradizione del Profeta’) e credono che sia preferibile, o addirittura necessaria per le musulmane. Controverso, poi, è anche il ruolo degli escissori che in molti casi hanno interesse che la tradizione delle mutilazioni genitali femminili non cessi. In alcune aree, la pratica è un business redditizio e gli escissori godono di rispetto e di un ottimo status.

IL CONTROLLO DELLA SESSUALITÀ

In molte società in Africa occidentale, la figura delle donne è fortemente legata all’onore della famiglia. La verginità e la fedeltà sono valori importantissimi. Ad una donna non è concesso di esprimere liberamente desiderio e sessualità e le famiglie tendono ad assicurare che si comportino secondo le aspettative, e di conseguenza a controllare la loro sessualità, proprio attraverso la MGF.

In alcune comunità si suppone che l’asportazione del clitoride protegga la verginità di una ragazza e assicuri la fedeltà di una moglie ma in primis garantisce che le donne non sperimentino il proprio corpo – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan ItaliaIn altre si crede, invece, che favorisca fertilità e sessualità matrimoniale in base alla convinzione che le donne escisse siano maggiormente desiderose di avere rapporti con il marito. In realtà, la maggior parte delle donne soffrono di complicazioni ginecologiche correlate all’escissione, sviluppano difficoltà durante i rapporti come sanguinamento, dolore, paura, ridotta sensibilità e tendono ad evitarli”.

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LA PETIZIONE

Chi promuove campagne per l’abbandono di questa pratica è guidato prima di tutto dalla volontà di porre fine alla sofferenza di milioni di bambine. Il danno loro inflitto è per tutti evidente e non discutibile – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan ItaliaNelle comunità dove lavoriamo e dove sono praticate le mutilazioni genitali femminili, stiamo attivamente perseguendo il loro abbandono instaurando dialoghi construttivi che inneschino cambiamenti volontari  nelle norme sociali e nei comportamenti delle comunità stesse. Ma questo non basta. E’ necessario raggiungere con la nostra petizione 5000 firme e spronare la classe politica a scendere in campo”.

Plan Italia chiede al futuro governo italiano di impegnarsi ad affrontare la sfida della riduzione ed eliminazione delle MGF in Italia e in tutti i Paesi in cui esse vengono ancora praticate mediante un’intensa azione di pressione che porti a sanzioni per chi continuerà a praticarle, assistenza sanitaria gratuita alle bambine e alle donne che soffrono per le complicanze e infine che favorisca la diffusione di informazioni sul tema insieme alla condivisione di esperienze che dimostrano l’efficacia del rapido abbandono delle MGF.

LE STORIE

MALI: abolizione delle mutilazioni genitali
ETIOPIA: i casi di donne con lesioni da parto dovute alle MGF
EGITTO: Sfidare le tradizioni non è una scelta facile