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Magnesio Supremo Potassio+: Spencer & Lewis firma la strategia PR per il lancio del nuovo prodotto di casa Natural Point (Gruppo Recordati)

Magnesio Supremo Potassio+: Spencer & Lewis firma la strategia PR per il lancio del nuovo prodotto di casa Natural Point (Gruppo Recordati)

Oltre 400 uscite su stampa, TV e canali digitali, per la Strategia PR integrata firmata da Spencer & Lewis a supporto del lancio consumer e trade della nuova referenza Magnesio Supremo, distribuita da Natural Point (Gruppo Recordati)

Spencer & Lewis, Gruppo indipendente di comunicazione associato a UNA – Aziende della Comunicazione Unite, si è aggiudicato, al termine di una gara, la gestione della strategia di PR e media relations per il lancio consumer e trade di Magnesio Supremo Potassio+, nuova referenza della storica linea Magnesio Supremo, distribuita da Natural Point (parte del Gruppo Recordati dal 2019) all’inizio della stagione estiva. Questa scelta testimonia l’efficacia della strategia PR proposta.

La strategia PR omnicanale sviluppata ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato costruire notorietà verso il grande pubblico, dall’altro rafforzare l’autorevolezza scientifica del brand nel dialogo con i professionisti della salute. La regia PR ha garantito coerenza narrativa e posizionamento distintivo, assicurando una visibilità trasversale sui media consumer, lifestyle, salute e trade. L’implementazione della strategia PR si è dimostrata cruciale.

In questo progetto abbiamo scelto di agire come partner strategico per la costruzione di un racconto coerente, credibile e distintivo — ha dichiarato Massimo Romano, CEO di Spencer & LewisIn un comparto come quello degli integratori, dove autorevolezza, competenza e trasparenza sono leve decisive, affiancare Natural Point nella definizione e nell’attivazione di un progetto integrato di comunicazione rappresenta per noi un esempio concreto di consulenza di alto valore. Il livello di fiducia costruito nel tempo ha reso l’approccio integrato e omnicanale, figlio di un approccio nuovo verso cui Spencer & Lewis si sta dirigendo, con evidenti risultati.

Oltre alla gestione delle media relations, al coordinamento delle presenze stampa e alle attività di amplificazione mediatica — inclusi approfondimenti e contenuti dedicati — Spencer & Lewis ha curato l’ideazione e l’organizzazione dell’evento di lancio, tenutosi a Milano, con la partecipazione dell’ambassador Martina Colombari, della nutrizionista Serena Missori e di alcune spokesperson del Gruppo Recordati. Il successo dell’evento è un diretto risultato della strategia PR attuata.

L’intera attività ha portato alla generazione di oltre 400 uscite su stampa, TV e canali digitali, confermando l’efficacia di una comunicazione integrata e strategica, capace di valorizzare il prodotto all’interno di un mercato sempre più attento a competenza, trasparenza e linguaggio. Questo risultato sottolinea il valore aggiunto fornito dalla strategia PR.

Spencer & Lewis, CEPAR e handfactory insieme nella gestione della comunicazione internazionale di LEC

Spencer & Lewis, CEPAR e handfactory insieme nella gestione della comunicazione internazionale di LEC

Spencer & Lewis amplia la sua presenza nel mercato internazionale unendosi a handfactory e Cepar per il supporto nella gestione della comunicazione internazionale di LEC, il brand di gelato a ridotto contenuto calorico fondato da Charles Leclerc, pilota di Formula 1 in forza alla Scuderia Ferrari, dal suo manager Nicolas Todt e dagli imprenditori del gelato Federico Grom e Guido Martinetti

Un concetto nuovo, che promette di allargare la scelta dei consumatori e ambisce a ridefinire gli standard del settore con un prodotto a ridotto contenuto di grassi, ricco di fibre e fonte di proteine.

A ciascuna delle tre aziende associate a UNA – Aziende della Comunicazione Unite un ruolo chiave nella definizione e nell’esecuzione della strategia globale: handfactory è attualmente responsabile della direzione artistica e dei contenuti digitali del brand; Cepar ha co-creato la digital strategy e implementa l’execution del mix di comunicazione digitale di LEC sin dal suo lancio, coordinando il progetto e occupandosi del media planning con particolare attenzione alle performance. A Spencer & Lewis il ruolo di partner globale a governo delle attività di PR in linea con la strategia internazionale del brand. Sarà questa sinergia a garantire una comunicazione integrata e coesa su tutte le aree geografiche target

L’obiettivo congiunto di questa preziosa collaborazione è quello di garantire una comunicazione efficace e di impatto sul mercato internazionale attraverso un approccio sinergico che possa valorizzare le specifiche competenze di ogni agenzia, per assicurare coerenza e visione d’insieme a livello globale in tutte le attività che si svolgeranno nelle countries di riferimento: Italia, Francia, Regno Unito e Svizzera.” commenta Diego Pacifici, Chief Marketing Officer di LEC.

Il supporto di Spencer & Lewis sarà prevalentemente strategico: in territorio italiano, britannico ed elvetico il Gruppo di comunicazione indipendente conterà sul supporto di realtà locali per la gestione dell’ufficio stampa e del coordinamento di KOL e influencer, mentre sul suolo francese avrà un ruolo di advisor a fianco del partner locale tramite un comitato direttivo dedicato.

Gli scatolifici italiani tra sfide e opportunità per il futuro

Gli scatolifici italiani tra sfide e opportunità per il futuro

In occasione di Print4All, la manifestazione di riferimento per i professionisti della stampa e del converting – in programma a Fiera Milano dal 27 al 30 maggio 2025 – l’Associazione Italiana Scatolifici ha presentato i risultati della sua più recente indagine interna, offrendo un’analisi approfondita sullo stato di salute del settore e sulle sue prospettive evolutive.

La survey è stata al centro del talk “Gli scatolifici italiani nel 2024 tra sfide e opportunità per il futuro”, tenutosi martedì 28 maggio alle ore 15.00, che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici Andrea Mecarozzi e del Vicepresidente Giorgio Bramezza.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto chiave per riflettere sull’andamento di un settore che ha affrontato un 2024 complesso, segnato da una contrazione del fatturato, ma che guarda al 2025 con aspettative di stabilità e crescita, con un focus su sostenibilità e collaborazione tra aziende.

I dati economici

L’analisi evidenzia un settore che resiste tra difficoltà economiche e cambiamenti nel mercato. Il 64,7% degli scatolifici segnala un decremento del fatturato 2024 rispetto al 2023. Il 13,7% ha registrato stabilità, mentre il 21,6% segnala una crescita sull’anno precedente.

Il 2025 viene guardato con un cauto ottimismo: il 37,3% ipotizza una crescita, il 35,3% delle aziende prevede una stabilità, mentre il 27,4% dichiara di aspettarsi un calo di fatturato rispetto al 2024.

L’analisi ha permesso anche di fotografare le dimensioni degli scatolifici trasformatori italiani, caratterizzate da un grande equilibrio tra aziende piccole, medie, medio-grandi e grandi. Il 28% delle aziende ha un fatturato fino a 3 milioni di euro; il 28% tra i 3 e i 6 milioni di euro; il 17% tra i 6 e i 10,5 milioni; il 27% oltre i 10,5 milioni di euro. 

L’andamento dell’acquisto di cartone ondulato riflette l’andamento del fatturato, con il 50% circa delle aziende che ha ridotto i metri quadri di cartone trasformati nel corso del 2024, l’11,8% che ha registrato stabilità e il 40% circa che ha segnalato un incremento. Per il 2025, il 35,3% degli scatolifici prevede stabilità nei volumi acquistati, mentre il 29,4% si aspetta una crescita fino al 5%.

Produzione e gestione dell’impresa 

Dal punto di vista produttivo, il 2024 ha visto il Casemaker/Slotter – Fustellatore Rotativo confermarsi come la macchina con il maggiore impatto sul fatturato, con l’88,2% delle aziende che lo identifica come il più rilevante. La scatola americana rimane dunque molto rilevante nella produzione degli scatolifici; un prodotto che però si è evoluto di pari passo alle richieste del mercato: dalla semplice ‘scatola marrone’ a strumento di marketing e comunicazione, grazie anche alle evoluzioni delle tecnologie di stampa sul cartone ondulato.

In merito ai settori merceologici, quello trainante per gli scatolifici nel 2024 è stato l’Agroalimentare (che, sommato al settore delle Bevande raggiunge quasi il 60%), seguito da Arredamento/Idrotermosanitario e Automobilistico/Meccanico.

Le principali criticità gestionali del 2025 secondo gli scatolifici saranno: trovare personale qualificato e gestire le risorse umane; la concorrenza sui prezzi da parte dei grandi gruppi integrati e da parte degli scatolifici non integrati; l’aumento dei costi e la difficoltà di trasferire i rincari delle materie prime a valle.

Trend e opportunità

In termini di orientamenti di mercato e nuove richieste da parte dei clienti l’indagine ha evidenziato un notevole aumento della domanda di cartone certificato da catene di custodia delle foreste (FSC, PEFC) e della richiesta di composizioni con percentuali maggiori di materiale riciclato. Questo risultato conferma i continui passi avanti del comparto verso nuovi traguardi di sostenibilità e circolarità.

Sul fronte delle opportunità, gli scatolifici guardano con sempre maggiore interesse alla sostituzione di altri materiali da imballaggio con carta e cartone. Al momento, già il 47,1% dei rispondenti ha dichiarato di avere colto opportunità legate alla sostituzione di imballi in plastica, tracciando una strada che verrà probabilmente consolidata dai numerosi cambiamenti introdotti nel prossimo triennio dal Regolamento Europeo Imballaggi/PPWR. Sempre in termini di opportunità, la creazione di sinergie tra scatolifici trasformatori viene valutata cruciale per affrontare il mercato con maggiore solidità e competitività. 

“I dati emersi confermano che il settore degli scatolifici è in costante evoluzione e si trova a dover affrontare sfide sempre più complesse. Nonostante le difficoltà, le aziende hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento, con un forte focus sulla sostenibilità e sull’innovazione. I segnali di ottimismo che emergono dall’indagine credo siano un importante indicatore della nostra forza di piccoli e medi imprenditori, che lottano ogni giorno in un’ottica di positività e speranza per il futuro” ha commentato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.Mi fa inoltre molto piacere constatare che le nostre aziende percepiscano come fattore strategico il fare rete e sviluppare sinergie tra gli scatolifici. Credo sia anche il frutto del lavoro fatto in questi anni dalla nostra associazione, che ha aggregato il comparto e che continuerà a essere la piattaforma per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro settore”.

Per ulteriori informazioni: Spencer & Lewis per Associazione Italiana Scatolifici

Si accendono i riflettori della Casa del Cinema sul racconto audiovisivo delle aziende: inaugurata la terza edizione di Premio Film Impresa con la consegna di un Premio Speciale a Luca Zingaretti

Inaugurata la terza edizione di Premio Film Impresa con la consegna di un Premio Speciale a Luca Zingaretti

Si è alzato ufficialmente il sipario sulla terza edizione di Premio Film Impresa, un’iniziativa ideata e realizzata da Unindustria, con il supporto di Confindustria, divenuto ormai un vero hub culturale e luogo d’incontro e di riferimento.

L’obiettivo del Premio, che quest’anno abbraccia come pilastri tematici il futuro, l’innovazione e l’intelligenza artificiale, è quello di valorizzare, esaltare e comunicare i valori dell’impresa e delle persone che vi lavorano attraverso i diversi linguaggi del cinema che sempre più spesso le aziende realizzano per raccontare la loro storia, il loro prodotto, il lavoro delle persone, il rapporto con il territorio.

“Siamo molto felici per la grande affluenza di pubblico e per una partenza davvero intensa e ricca di contenuti. La giornata è iniziata con UNI.verso PFI, un ciclo di incontri dedicato alla comunicazione d’impresa, che rappresenta il cuore del nostro progetto: valorizzare il modo in cui le aziende si raccontano; ed un interessante panel dedicato all’imprenditoria femminile” – ha dichiarato il Presidente di Premio Film Impresa Giampaolo Letta. “La terza edizione si è aperta ufficialmente con un interessante panel in cui le aziende partner hanno raccontato come stanno vivendo la trasformazione tecnologica, l’innovazione e l’intelligenza artificiale. Subito dopo c’è stata la consegna del Premio Speciale a Luca Zingaretti per il cortometraggio realizzato per Fondamentale – la Filiera delle Costruzioni, un progetto di comunicazione integrato che incarna perfettamente il DNA di Premio Film Impresa, a cui è seguita una bellissima conversazione anche con la co-fondatrice di Indigo Film Francesca Cima e la presidente di ANCE Federica Brancaccio. Abbiamo infine proiettato due film inediti, realizzati da due aziende del Lazio che, ispirandosi alla passata edizione di Premio Film Impresa, hanno scelto di raccontare la propria storia, i prodotti e il percorso di crescita che le ha portate a diventare realtà di rilievo internazionale; e ci è sembrato significativo presentarle al pubblico di questa edizione, mostrando come questo Premio possa davvero essere un motore per la narrazione d’impresa.”

La terza edizione ha preso ufficialmente il via con l’evento di apertura del pomeriggio, ma il primo slot inaugurale è andato in scena già in mattinata con lo spazio UNI.verso PFI, un cantiere di incontro e networking B2B curato dal Team PFI in collaborazione con Prima Comunicazione e con la project leader Lidia Cudemo, presidente della Sezione Editoria, Informazione e Audiovisivo di Unindustria, dedicato alla centralità della narrazione d’impresa e all’incontro tra imprenditoria, istituzioni e mondo della comunicazione.
Il primo appuntamento, L’impresa di comunicare, introdotto dalla stessa Lidia Cudemo, ha visto la partecipazione della produttrice cinematografica Francesca Cima in un dialogo che ha posto al centro l’importanza della narrazione aziendale e la capacità delle aziende di raccontarsi in modo sempre più efficace adottando schemi di business e modelli altamente innovativi. L’incontro è stato moderato dal giornalista di Prima Comunicazione Lorenzo Menichini, che ha portato anche i saluti della direttrice responsabile Alessandra Ravetta.

A seguire spazio a Un caffè con…, un dinamico confronto animato da Lidia Cudemo e Oscar Ricci, presidente di Piccola Industria Area di Roma Unindustria, e dedicato a giovani imprenditori, startup, aziende partner e professionisti per condividere esperienze e opportunità, per conoscere e farsi conoscere, con l’intento di crescere insieme e favorire nuove idee e collaborazioni.

Parallelamente, è andato in scena anche Seminare il futuro, un momento dedicato all’orientamento e alla formazione, curato dalla Fondazione ITS Meccatronico del Lazio Academy, uno dei partner istituzionali di Premio Film Impresa.
Un altro momento clou ha riguardato lo spazio L’empowerment nell’imprenditoria femminile, a cui hanno partecipato Lidia Cudemo; Francesca Mariotti, componente CDA Almaviva; Valentina Picca Bianchi, presidente Comitato Impresa Donna; Virginia Gullotta, CEO & Co e Founder The Zest;  Ottavia Semerari, fondatrice e amministratore dell’impresa sociale Variabile K, che ha beneficiato degli incentivi gestiti da Invitalia. Un incontro che ha messo al centro il tema dell’imprenditoria femminile attraverso il racconto di storie di successo e strategie che garantiscono una maggiore  inclusione nel mondo lavorativo, sottolineandone la funzione di motore per la valorizzazione e lo sviluppo delle comunità e dei territori.

“L’Intelligenza artificiale può personalizzare l’esperienza di visione, ma il cuore delle storie resta umano. Gli algoritmi possono aiutare, ma non sostituire la creatività. Il vero rischio non è l’Intelligenza artificiale, che può invece aumentare la produttività, ridurre il lavoro ripetitivo e valorizzare l’ingegno umano. Il vero rischio è la mancanza di coraggio nel proporre contenuti nuovi, autentici, lontani dai soliti sequel” – ha dichiarato il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo durante l’incontro Futuro, Innovazione e AI, evento di apertura della terza edizione del Premio Film Impresa. “Il Premio Film Impresa nasce con l’obiettivo di raccontare l’impresa italiana attraverso il linguaggio dell’audiovisivo. Oggi siamo alla terza edizione, e possiamo dire che questa intuizione ha trovato riscontro. Il Lazio non è solo la culla del cinema italiano, ma un vero e proprio motore economico e produttivo per l’intero comparto audiovisivo. Non a caso l’Audiovisivo è uno dei settori citati nel Piano Industriale del Lazio che abbiamo presentato con la Regione, perché rilanciare con forza l’importanza dell’industria avanzata ed i servizi ad altissimo valore aggiunto nei nostri territori, significa anche rafforzare la nostra leadership nell’Audiovisivo”.

Nel pomeriggio si è poi svolta una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente di Premio Film Impresa Giampaolo Letta e il direttore artistico Mario Sesti, in un confronto che ha visto protagonisti l’attore e regista Luca Zingaretti, la co-fondatrice di Indigo Film Francesca Cima e la presidente di ANCE Federica Brancaccio.
Durante l’incontro sono stati anticipati in anteprima alcuni dettagli di Noi che veniamo da lontano, il cortometraggio diretto e interpretato dallo stesso Luca Zingaretti e prodotto da Indigo Film per Fondamentale – la Filiera delle Costruzioni, che è stato poi proposto al pubblico in un momento successivo, sottolineando come Premio Film Impresa abbia voluto fortemente valorizzare un progetto che racconta e valorizza le tante anime, professionalità e competenze del settore delle costruzioni, con l’intento di catturare l’interesse non solo degli addetti ai lavori ma anche di un pubblico più vasto e in particolare delle nuove generazioni.

“L’apertura di questa terza edizione, con operatori della comunicazione, rappresentanti di importanti aziende, produttori di cinema, conferma che Premio Film Impresa è diventato un appuntamento da non mancare nell’agenda dell’imprenditoria e dell’audiovisivo” – ha dichiarato il Direttore Artistico Mario Sesti.

Subito dopo la conferenza stampa si è tenuto l’evento Futuro, Innovazione e AI, che ha aperto ufficialmente la terza edizione di Premio Film Impresa.

All’incontro, introdotto da Giampaolo Letta e Mario Sesti, sono intervenuti anche il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo e il presidente di ANICA Alessandro Usai.

A seguire ha avuto luogo un panel moderato dal vicedirettore de Il Messaggero Alvaro Moretti, e che ha visto la partecipazione di Michele Svidercoschi, direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni Istituzionali Gruppo Almaviva; Alvise Zanardi, direttore generale Il Messaggero; ‍Lavinia Bellioni, responsabile Affari Istituzionali Territoriali Edison; Luigi Gallo, responsabile Incentivi e Innovazione Invitalia; Francesco Egini, responsabile Relazioni Esterne e Rapporti Associativi Umana; ‍‍Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia UniCredit.

Dopo le anticipazioni del pomeriggio, spazio poi all’attesissima proiezione speciale del cortometraggio Noi che veniamo da lontano, che ha aperto le porte a una conversazione sul rapporto tra audiovisivo e impresa, moderato da Giampaolo Letta e Mario Sesti, e che ha coinvolto nuovamente Federica Brancaccio, Francesca Cima e Luca Zingaretti, al quale è stato consegnato il Premio Speciale Film Impresa.

Il programma è proseguito con il talk Comunicare l’impresa. L’impresa di comunicare, durante il quale Mario Sesti ha dialogato con Lorenza Lei, responsabile Cinema e Audiovisivo della Regione Lazio, e Andrea Minuz, saggista e professore ordinario presso La Sapienza Università di Roma – docente di Storia del Cinema e Teoria e analisi della sceneggiatura, che nell’occasione ha anche introdotto la masterclass e presentato le quattro sceneggiature inedite.

In chiusura di giornata, il pubblico ha assistito alla proiezione di due inediti: Visione di Giulio Donato, prodotto da Jumping Flea per NETGROUP, alla quale sono seguiti gli interventi di Giuseppe Mocerino e Salvatore Gesuele, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Netgroup, e quelli del regista Giulio Donato e del produttore Alessandro Lazzi in videocollegamento; e Tutto quello che avreste voluto sapere su un palloncino, che non avete mai osato scoppiare di Nicolò Donnantuoni, prodotto da Susy Film per Gemar, con  gli interventi finali di Genesio Rocca, presidente Gemar Srl, il regista Nicolò Donnantuoni e il produttore Romano Pigliacelli.

La terza edizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, Rai Teche, Archivio Nazionale Cinema d’Impresa CSC e la collaborazione di Confindustria, Regione Lazio, Invitalia, ANICA, UNA, Fondazione Cinema per Roma.

Premio Film Impresa è affiancato, tra gli altri, dai partner: Almaviva, Edison Next, Umana, UniCredit.
Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe.
Media partner sono Il Messaggero, Prima Comunicazione e Adnkronos.

Domani, oltre ad altri interessanti talk di approfondimento, cominceranno anche le proiezioni delle opere in concorso che anche quest’anno rientrano nelle seguenti categorie: Area Narrativa a cura di UniCredit; Area Documentaria a cura di Umana; Area II&S: Innovation, Image & Sound a cura di Almaviva.

Per consultare il programma completo è sufficiente collegarsi al sito ufficiale di Premio Film Impresa al seguente link: https://www.filmimpresa.it/edizioni/2025/programma-pfi2025
Sempre sullo stesso sito è inoltre possibile seguire la diretta streaming di tutti gli eventi in programma, consultare l’elenco completo dei film in selezione ed effettuare la prenotazione agli eventi del 10 e 11 aprile.

CityWave: posa della bandiera sul nuovo iconico edificio a CityLife

CITYWAVE: POSA DELLA BANDIERA SUL NUOVO ICONICO EDIFICIO A CITYLIFE

Il cantiere di CityWave a CityLife è stato protagonista oggi della cerimonia di ‘posa della bandiera’, che tradizionalmente segna il completamento delle strutture e l’inizio di una nuova fase di costruzione.

Alla cerimonia di posa della bandiera a CityWave sono intervenuti Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate S.p.A. e Presidente di CityLife S.p.A., Paolo Micucci, Amministratore Delegato di CityLife S.p.A., l’Ing. Marco Beccati e l’architetto Bjarke Ingels, fondatore dello studio internazionale di architettura BIG – Bjarke Ingels Group.

Con il suo profilo originale ed il progetto centrato sulla sostenibilità e la qualità della vita, CityWave sarà un building direzionale di nuova generazione che ‘completerà senza competere” lo skyline delle tre torri di CityLife.

Il progetto di CityWave, firmato da BIG – Bjarke Ingels Group, era risultato vincitore di un concorso ad inviti con la partecipazione di sei studi internazionali.

La progettazione e la traduzione costruttiva dell’edificio vede la stretta collaborazione fra i team di CityLife (in particolare la Direzione Tecnica guidata dall’Ing. Marco Beccati) e dell’architetto Bjarke Ingels, nonché il contributo di esperti con competenze ingegneristiche all’avanguardia a livello internazionale per quanto riguarda gli aspetti strutturali, impiantistici, lo studio dei materiali e le prove in galleria del vento.  Fra i principali studi che hanno collaborato alla stesura del progetto, nelle varie discipline, compaiono appunto:

  • Architettonico: Big – Bjarke Ingels
  • Strutture: Holzner Bertagnolli Engineering
  • Impianti: Manens S.p.A.
  • Facciate: Faces
  • Direzione Lavori: Proiter
  • Sicurezza Antincendio: Ing. Mistretta

Il cantiere è stato avviato ad agosto 2023, e la programmazione delle attività di costruzione, di cui è incaricata la Associazione Temporanea d’Impresa (A.T.I.) Colombo Costruzioni – CMB, prevede l’ultimazione dei fabbricati nel 2026. CityWave rappresenta un progetto unico nel suo genere dal punto di vista architettonico, ingegneristico e di sostenibilità.

La struttura ardita ed avveniristica è composta da due edifici con geometria variabile collegati da una copertura in legno ed acciaio (la ‘canopy’). Gli edifici East e West ospiteranno circa 60.000 mq di uffici flessibili e luminosi, integrati con il quartiere ed il parco, e con la piazza coperta sotto la canopy.

Dal punto di vista ingegneristico, la canopy è un elemento strutturale costruito come un ponte sospeso tra due piloni, e presenta ambiziose sfide progettuali legate alla statica ed alla resistenza al vento. La copertura è realizzata con cavi di acciaio ancorati ai fabbricati che sostengono strati sovrapposti di legno, per assicurare resistenza, leggerezza e flessibilità.

La canopy sarà interamente rivestita da pannelli fotovoltaici per una estensione di circa 11.000 mq (più grande di un campo di calcio), che produrranno circa 1,3 MWh/anno. Il potente impianto fotovoltaico, combinato con l’utilizzo del geotermico per alimentare le pompe di calore, consentirà un risparmio energetico del 30-40% rispetto al consumo di un fabbricato di volumetria equivalente. Inoltre, l’ampio utilizzo di fonti energetiche rinnovabili eviterà l’immissione in atmosfera di circa 400 tonnellate di anidride carbonica ogni anno, pari alla CO2 assorbita da 15.000 alberi.

A conferma della concretezza di questi obiettivi, CityWave è l’unico edificio in Italia ad aver raggiunto tre certificazioni internazionali di sostenibilità ai massimi livelli: la certificazione WiredScore Platinum, la pre-certificazione WELL v2 Core Platinum e la pre-certificazione LEED Core Shell v4 Platinum.

Il progetto di CityWave rappresenta un ulteriore esempio dell’impegno di CityLife per la riqualificazione urbana e la sostenibilità, che ha caratterizzato l’intero sviluppo del quartiere sin dalla sua nascita. CityLife è infatti uno dei più importanti esempi di rigenerazione urbana in Europa, un quartiere restituito alla città di Milano in una forma completamente rinnovata e fruibile, caratterizzato da sostenibilità, qualità della vita e servizi. Con ben 17 ettari di estensione ed oltre 2000 alberi, il parco di CityLife, la cui gestione è affidata a SmartCityLife, è una delle principali aree verdi e pedonalizzate dell’area urbana di Milano, un frequentatissimo polmone verde aperto al pubblico caratterizzato da un percorso di opere d’arte contemporanea.

Il parco di CityLife ospita un mix equilibrato di destinazioni d’uso che comprende le tre torri ad uffici disegnate da Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki (un museo a cielo aperto dei maestri dell’architettura a cui si aggiungerà presto Bjarke Ingels), oltre alle residenze, CityLife Shopping District con attività commerciali, ristoranti e servizi di qualità, ed a spazi dedicati ad eventi e allo sport quali CityOval attualmente in via di riqualificazione.

Il nuovo progetto di CityWave va a completare il fronte nord est del quadrilatero di CityLife, creando una nuova porta di accesso al quartiere che integra in modo organico un progetto di così grande respiro.

Il progetto CityWave, così come l’intero intervento di riqualificazione di CityLife, si inserisce nella strategia europea di Generali Real Estate che, con un patrimonio gestito di oltre € 38 miliardi, si posiziona fra i principali gestori immobiliari al mondo e crea valore per gli investitori attraverso una serie di veicoli di investimento cross-border, gestiti dall’asset manager specializzato Generali Real Estate SGR.

“Con le sue linee ben riconoscibili, CityWave è destinato a diventare uno dei nuovi simboli di Milano, espressione di una città moderna, contemporanea e internazionale – ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Oltre ad essere attraente e interessante nelle forme, questo nuovo edificio si integra in modo coerente con lo stile architettonico del quartiere, su cui si stagliano le torri Hadid, Libeskind e Isozaki. È, infatti, grazie a progetti innovativi, sostenibili e di valore come questi e a un impegnativo intervento di riqualificazione urbana che l’area ha cambiato volto, ritrovando stimoli e attrattività. La bandiera posta oggi testimonia il raggiungimento di uno snodo importante nella costruzione di CityWave e rappresenta un ulteriore passo avanti nella rigenerazione di questa parte di città”.

Aldo Mazzocco, AD di Generali Real Estate S.p.A. e Presidente di CityLife S.p.A., ha commentato: “Visibile oggi in tutta la sua imponenza ed eleganza, CityWave ‘parla da solo’: l’edificio dal vivo supera ogni aspettativa dei rendering e dei modelli, ed è molto più emozionante.”

Paolo Micucci, AD di CityLife S.p.A., commenta: “Oggi, con grande orgoglio e soddisfazione, condividiamo il raggiungimento di questo primo traguardo importante per la realizzazione di quello che sarà uno degli immobili più iconici della città di Milano. È una sfida significativa a cui il nostro team ha lavorato con grande passione, collaborando strettamente con architetti, professionisti e l’impresa. Ora siamo più consapevoli che mai di essere prossimi al completamento del progetto di rigenerazione sostenibile ed innovativo di CityLife che, con il suo parco e la grande qualità architettonica, ha riportato l’uomo al centro dell’attenzione.”

Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo, BIG-Bjarke Ingels Group dichiara: “Questo completamento è una pietra miliare importante per quello che è diventato un impegno di lunga data con lo sviluppo urbano di Milano e la cultura architettonica d’Italia. Attraverso la mia guest editorship di DOMUS, mi sento come se fossi completamente immerso nella profonda eredità del design italiano. Quello che abbiamo cercato di fare qui è resistere alla tentazione di aggiungere un’altra torre al già maestoso complesso urbano di CityLife, e piuttosto creare uno spazio urbano davvero invitante come porta d’accesso a questo nuovo quartiere. Il tetto solare della tettoia in legno che unisce i due edifici fornisce ombra e riparo per la vita della città, e funge da gesto urbano di performance ambientale e sociale. Come un’interpretazione del XXI secolo della Galleria Vittorio Emanuele II, CityWave è una diretta continuazione della ricerca di fornire nuove forme di spazio pubblico per la città”

Marco Beccati, Direttore Tecnico di CityLife S.p.A., ha dichiarato: “Oggi raggiungiamo un obiettivo molto importante per il progetto: con il completamento dei getti dei solai la struttura dei fabbricati è ultimata. Da ora il lavoro si concentra sul montaggio delle facciate e degli impianti all’interno, mentre in parallelo le opere di completamento della copertura del fabbricato proseguiranno a ritmi serrati. Il nostro obiettivo è di avere il fabbricato completamente fuori acqua per i primi mesi del prossimo anno. Ora il profilo architettonico di CityWave è completamente riconoscibile nella sua interezza e nella sua bellezza.”

Milano Design Week 2025, Ploom presenta “Connected sensations”: un viaggio immersivo attraverso universi interconnessi

MILANO DESIGN WEEK 2025, PLOOM PRESENTA “CONNECTED SENSATIONS”

Ploom a Milano Design Week.
Il brand globale di tabacco riscaldato di JTI*, è orgoglioso di presentare CONNECTED SENSATIONS alla Milano Design Week 2025: un’esperienza immersiva per consumatori adulti pensata per sprigionare emozioni e stimolare i sensi. 

A seguito dello straordinario debutto nel 2024 con il designer francese di fama mondiale Ora Ito, Ploom fa il suo ritorno alla Milano Design Week con una nuova indimenticabile esperienza che incarna l’unicità dello spirito del brand, caratterizzato da un design ricco di significato e da un’emozionante esplorazione sensoriale. Quest’anno, Ploom porta la sensorialità a nuovi livelli con un’esposizione multisensoriale senza precedenti, caratterizzata da un mix di arte digitale, effetti video interattivi e design immersivo. 

Il fulcro di CONNECTED SENSATIONS è una straordinaria serie di collaborazioni nel campo del design, con sei acclamati artisti provenienti da tutto il mondo. Queste collaborazioni saranno presentate in anteprima esclusiva alla presenza degli stessi artisti.

 “Con CONNECTED SENSATIONS, portiamo alla Milano Design Week un’esperienza immersiva che racchiude l’essenza di Ploom, unendo sensi ed emozioni per creare momenti di piacere unici per i nostri consumatori adulti. Questo è ciò che in Ploom definiamo sensorialità. L’installazione intreccia mondi creativi diversi grazie a collaborazioni esclusive con sei artisti visionari provenienti da tutto il mondo, tutti riuniti sotto il Ploom Design House, il nostro hub dedicato alla creatività. Non vediamo l’ora che i consumatori si immergano in questo viaggio di esplorazione sensoriale con Ploom alla Milano Design Week”, spiega Alexandre Sofianopoulos, Ploom Brand e Consumer Experience Management Vice President presso JTI.

CONNECTED SENSATIONS apre al pubblico di consumatori adulti dall’8 al 13 aprile 2025 presso via Tortona 32, nel cuore della Milano Design Week. 

 

SCOPRI LA POTENZA DEL DESIGN SENSORIALE, UN’ESPERIENZA INTERATTIVA INEGUAGLIABILE

CONNECTED SENSATIONS invita i consumatori adulti ad attraversare una serie di universi interconnessi in cui le emozioni si sprigionano grazie alla tecnologia all’avanguardia. Si tratta di un’esperienza multisensoriale suddivisa in quattro spazi immersivi. 

Il viaggio inizia con un’esposizione che celebra l’impegno di Ploom verso un design ricco di significato, in cui i consumatori adulti possono esplorare l’armoniosa unione tra razionalità ed estetica che prende vita attraverso l’ultima Special Edition Ploom del Giappone, Stripe Blue, firmata da Kosuke Kawamura. Successivamente, si viene trasportati alla Ploom Design House, dove le collaborazioni creative con sei rinomati artisti illustrano come il design sappia trascendere i confini e mettere in contatto le culture di tutto il mondo. Il terzo spazio vede i design degli artisti fondersi con l’universo sensoriale di Ploom per offrire un viaggio interattivo e trasformativo che invita a diventare parte integrante dell’esperienza. Infine, l’esibizione si conclude in un ambiente esclusivo, dove i consumatori possono creare la propria esperienza Ploom, esplorando le sue sensazioni e personalizzando il proprio stile per rendere unico ogni momento di piacere.

*Prodotto destinato a fumatori adulti, non privo di rischi. È previsto l’uso di stick di tabacco contenenti nicotina, sostanza che crea dipendenza.

 

LE COLLABORAZIONI CON GLI ARTISTI CREANO NUOVE PROSPETTIVE DI DESIGN

Ploom celebra il design come trait d’union tra le opere visionarie di menti creative e l’espressione sensoriale del brand, invitando i consumatori adulti a immergersi in un’esperienza interculturale.

Per CONNECTED SENSATIONS, Ploom ha scelto sei artisti per collaborare alla creazione di una serie di front panel dal design esclusivo. Ogni artista è stato scelto con cura per l’originalità del suo approccio creativo e per la passione condivisa per un design profondo e ricco di significato, che rispecchia quella stessa visione che caratterizza il brand: da Valentin Elias Renner (Germania), la cui tecnica a filo e chiodo si ispira al concetto delle connessioni globali, ad Arturo Tedeschi (Italia), noto per il suo lavoro d’avanguardia nell’architettura e per la ricerca dei materiali. Ciascuna collaborazione conferisce una prospettiva unica sul concetto di sensorialità. Kenji Chai (Malesia), con la vivacità dei suoi murales e della sua street art, e Dex Fernandez (Filippine), che unisce la cultura popolare a una street art provocatoria introducendo nella mostra una dinamicità urban. Il mix di arte tradizionale e contemporanea proposto da Philippos Theodorides (Grecia) esplora tematiche legate all’identità e alla cultura, mentre Tymek (Polonia) porta la sua esperienza di celebre musicista e artista visivo. 

Ciascun artista ha risposto alle stesse indicazioni: “Reimmagina la sensorialità nel tuo stile personale per creare design d’ispirazione”. Ploom è quindi orgoglioso di presentare questo collettivo eterogeneo e visionario, invitando un pubblico globale di consumatori adulti a condividere in prima persona la loro passione per il design e l’esplorazione sensoriale.

Giornata internazionale delle foreste: il ruolo strategico della filiera di carta e cartone nella gestione responsabile delle risorse forestali e nella sostenibilità ambientale

Giornata internazionale delle foreste

Le foreste sono un patrimonio da proteggere e un elemento essenziale per l’equilibrio del nostro pianeta. Oltre a fornire materie prime rinnovabili, svolgono un ruolo cruciale nella stabilizzazione del clima, nella conservazione della biodiversità e nella protezione del suolo da frane e alluvioni. Sono quindi uno strumento fondamentale per garantire il sostentamento e il benessere delle generazioni, presenti e future.

Per questo motivo, la deforestazione rappresenta una sfida globale, soprattutto nelle aree tropicali, a cui nessuno può sottrarsi.

La filiera della carta e del cartone, grazie a un utilizzo responsabile delle materie prime certificate e a un modello produttivo sempre più orientato al riciclo, è impegnata da anni nella tutela di questo prezioso patrimonio.

In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, l’Associazione Scatolifici Italiani rinnova il proprio impegno per la sostenibilità ambientale e la gestione responsabile delle risorse forestali, sottolineando il ruolo chiave del settore degli imballaggi in cartone.

Quest’ultimo rappresenta infatti uno delle industrie più avanzate nella transizione ecologica, toccando livelli di eccellenza per riciclo e basso impatto ambientale.

Basti pensare che il 90% della pasta di legno e il 73% del legno utilizzati dal settore cartario europeo provengono da fonti e foreste controllate, perlopiù europee e che si espandono di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio all’anno.

Le foreste coprono il 31% delle terre emerse del pianeta, mentre in Europa la percentuale si aggira attorno al 40% – per un volume totale di circa 28 miliardi di m³. La crescita annuale netta è di circa 612 milioni di m³, che corrispondono a un valore di oltre il 2%, una volta dedotto il volume del legno raccolto.

Nel vecchio continente quasi tutte le risorse forestali primarie sono protette: oltre il 70% è certificato secondo i più alti standard internazionali (FSC® e PEFC®), mentre in Italia il 98% delle foreste certificate aderisce al sistema PEFC.

“Nel Bel Paese ad oggi, più dell’80% delle materie prime utilizzate proviene da materiali riciclati, con un tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici pari al 92.3% mentre il restante 20% deriva da foreste gestite in modo responsabile” ha commentato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici. “La filiera del cartone ondulato rappresenta un modello di economia circolare consolidato e virtuoso, rendendoci un alleato concreto nella riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi.”

Il settore si distingue anche per l’impiego di energie rinnovabili, risultando il primo utilizzatore industriale di bioenergie in Europa. 

Oltre il 52% dell’energia elettrica utilizzata dalle cartiere europee è infatti autoprodotta e il 96% di questa proviene da impianti di cogenerazione ad alta efficienza. Grazie a questi investimenti, l’industria della carta è responsabile di appena lo 0,6% delle emissioni europee di gas climalteranti, con una riduzione del 43% delle emissioni di CO2 fossile per tonnellata rispetto al 1990.

La principale materia prima dell’industria cartaria, la fibra di legno, svolge inoltre un ruolo fondamentale nel sequestro del carbonio atmosferico e nel ritardo del rilascio di CO2 grazie al riciclo. 

In questo contesto, l’Associazione Scatolifici Italiani si impegna attivamente nella promozione della gestione forestale responsabile attraverso le partnership con Legambiente (per la fornitura di imballaggi in cartone ondulato per progetti di sostenibilità ambientale) e con PEFC Italia (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes).

Andrea Mecarozzi ha infatti commentato: “Da anni collaboriamo con PEFC, con cui abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa, per promuovere la cultura della sostenibilità, la gestione responsabile delle foreste e l’uso di materie prime sostenibili. Questa partnership è parte del nostro impegno a favore di un sistema produttivo sempre più attento alla sostenibilità.” 

Anche a livello normativo sono stati e verranno introdotti diversi regolamenti per la difesa e il mantenimento delle risorse forestali, che dettano i trend e le sfide del momento.

Regolamenti come il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) e l’European Deforestation-free products Regulation (EUDR) stanno disciplinando il mercato per puntare al raggiungimento di uno standard sempre più sostenibile – tramite obiettivi, di riduzione dell’overpackaging e di sostanze pericolose, di riciclaggio e raggiungimento del monomateriale, di controllo dell’origine delle materie prime e di tutela responsabile delle foreste.

“Accogliamo con favore queste normative europee, come l’EUDR, che rappresentano un passo avanti nell’evoluzione in ottica sostenibile del settore. Nonostante la filiera degli imballaggi in cartone ondulato abbia già raggiunto standard di riciclabilità che anticipano le future regolamentazioni, ogni iniziativa volta a incentivare la gestione forestale sostenibile e la tracciabilità delle materie prime è un’opportunità di crescita e miglioramento, per il settore e per il pianeta intero” ha affermato infine il Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.

L’enoturismo tra innovazione e tradizione: Loquis e Terra Costantino presentano il nuovo podcast dedicato alla scoperta della cantina etnea

L’enoturismo tra innovazione e tradizione: Loquis e Terra Costantino presentano il nuovo podcast dedicato alla scoperta della cantina etnea

Un’esperienza immersiva tra i vigneti e le antiche tradizioni vitivinicole, accompagnata da un’innovativa narrazione: nasce così il nuovo podcast sull’Enoturismo di Terra Costantino in collaborazione con Loquis, la prima piattaforma italiana di travel podcast

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente oggi in occasione di un esclusivo press tour presso la storica cantina etnea, alla presenza di Fabio Costantino, proprietario di Terra Costantino, e di Cristian Iovino, Direttore Commerciale di Loquis, e Silvia Ghirelli, consulente ed esperta di turismo enogastronomico, che hanno sottolineato l’importanza dell’innovazione digitale del settore e il valore aggiunto che i podcast possono offrire a visitatori e appassionati di vino.

“Abbiamo investito con piacere in questo importante progetto, i cui strumenti rappresentano sicuramente un’opportunità per l’innovazione in campo enoturistico” – ha dichiarato Fabio Costantino. “Sappiamo infatti quali siano i rischi della standardizzazione in questo settore e chi come noi è attento a rendere sempre più interessante e allo stesso tempo flessibile e dinamica l’esperienza in cantina comprende bene l’importanza di coniugare l’autenticità dell’accoglienza al supporto della tecnologia. La nostra è una piccola azienda, che punta molto sul valore della componente umana e relazionale e che in virtù di questo nel tempo ha strutturato un’offerta di percorsi di visita e degustazione calibrati sui diversi interessi e i diversi livelli di aspettativa degli ospiti, proponendoci come una porta d’accesso privilegiata alla comprensione dell’Etna del vino. Ma il desiderio di offrire piccoli percorsi su misura ci spinge a trovare anche soluzioni di questo tipo, che consentono ai viaggiatori in transito di fare anche in autonomia una visita più veloce e allo stesso tempo completa in termini di contenuti, diversificando ulteriormente le occasioni di accesso alla conoscenza del nostro lavoro e dei nostri vini.”

Secondo gli ultimi dati, il settore ha registrato una crescita del 7-10% nell’ultimo anno, con oltre 16,5 milioni di visitatori nelle cantine italiane, e nel 2025 si stima un ulteriore incremento del 9%, confermando come l’enoturismo sia un pilastro sempre più strategico per l’ospitalità nel nostro Paese. L’integrazione di tecnologie digitali, come i podcast geolocalizzati su Loquis, rappresenta quindi un’importante evoluzione per migliorare l’esperienza dei visitatori e attrarre un pubblico sempre maggiore di appassionati.

“Il turismo enogastronomico è in forte espansione: il 70% dei turisti cerca esperienze autentiche legate al cibo e al vino nei propri viaggi, e oltre il 70% delle cantine italiane ha già investito nell’hospitality per accogliere questi viaggiatori” – ha commentato Bruno Pellegrini, AD di Loquis. “Con Loquis Open Winery, vogliamo trasformare la visita in cantina in un’esperienza ancora più immersiva e memorabile. Oggi Loquis è il compagno di viaggio di 2,5 milioni di turisti esperienziali, viaggiatori che non si accontentano di una foto su Instagram, ma vogliono comprendere, ascoltare e vivere il territorio. Con i nostri audio tour geolocalizzati, ogni cantina potrà raccontare la propria storia, il legame con il territorio e i segreti dei propri vini, offrendo ai visitatori un’esperienza digitale unica, accessibile in qualsiasi momento. Loquis Open Winery è un’opportunità per le cantine di valorizzare il proprio patrimonio e per i turisti di scoprire il vino con un nuovo livello di profondità e coinvolgimento.”

“Loquis si conferma come partner innovativo e strategico per il settore dell’enogastronomia, con cui vanta già progetti che hanno riscosso importanti risultati in termini di ascolti” – ha aggiunto Cristian Iovino.  “Ora, con open winery, saremo al servizio di tutte quelle cantine che sono impegnate nello sviluppo dell’enoturismo e cercano gli strumenti più efficaci (anche in termini di costi/opportunità) per valorizzare al meglio la loro storia, imprenditoriale ed umana , che resta il biglietto da visita più autentico e reale capace di creare un vero legame con i propri clienti”

Questo podcast segna anche il debutto del progetto “Open Winery”, l’innovativo format che permette di vivere un’esperienza immersiva e autonoma alla scoperta di cantine d’eccellenza,  ideato da Loquis, in collaborazione con Silvia Ghirelli che grazie a una lunga esperienza e profonda conoscenza del settore,  guida le aziende vitivinicole italiane nell’arte di fare accoglienza. 

“Progettare esperienze in grado di attrarre visitatori e fidelizzarli, attraverso lo sviluppo di strategie innovative, è essenziale per intercettare la domanda emergente e sfruttare le opportunità offerte dalla crescita del settore” – ha dichiarato Silvia Ghirelli. “Open Winery si rivolge a un consumatore esperto, alla ricerca di un’offerta originale e di qualità, presentata attraverso contenuti curati e coinvolgenti, poiché dà voce alle persone chiave dell’azienda, che spesso non possono essere presenti per accogliere gli ospiti. Loquis rappresenta una risposta alle nuove esigenze di comunicazione e ad un rinnovato linguaggio del vino, elementi fondamentali per dialogare anche con le nuove generazioni e creare alleanze con i principali attori della filiera turistica.”

Situata sulle pendici meridionali dell’Etna, nel cuore di un territorio vinicolo di straordinaria ricchezza, Terra Costantino è una cantina che ha fatto della sostenibilità e della valorizzazione del terroir il proprio punto di forza. Con il nuovo podcast prodotto insieme a Loquis, i visitatori potranno scoprire la storia della cantina, il paesaggio vulcanico che ne caratterizza i vigneti e il processo di produzione dei suoi vini, trasformando una semplice degustazione in un viaggio esperienziale tra innovazione e tradizione.

Il podcast accompagna infatti gli ascoltatori in un viaggio alla scoperta della tradizione vinicola dell’Etna, esplorando l’influenza del suolo lavico e del clima sui vini, le pratiche di viticoltura biologica e la conservazione del territorio. Il racconto si snoda dal Palmento del ‘700 e il vino Rasola fino alla moderna cantina ipogea, esempio di architettura sostenibile. Infine, un focus sulle varietà autoctone e sulle referenze della cantina permette di approfondire le caratteristiche uniche dei vini di Terra Costantino.

Maria Esposito è la testimonial del nuovo menù di Old Wild West dedicato a Mare Fuori

Maria Esposito è la testimonial del nuovo menù di Old Wild West dedicato a Mare Fuori

Per l’occasione Maria Esposito, il personaggio di Rosa Ricci, sarà anche la protagonista di un nuovo spot targato Old Wild West 

11 marzo 2025 – Mare Fuori, la serie Rai che ha conquistato milioni di spettatori in tutta Italia, diventa fonte d’ispirazione per una nuova proposta culinaria targata Old Wild West: Maria Esposito, l’interprete del celebre personaggio di Rosa Ricci nella serie cult, sarà la testimonial del nuovo menù firmato Old Wild West dedicato ai fan di Mare Fuori. 

A partire da mercoledì 12 marzo, infatti – giorno in cui le prime sei puntate della serie saranno rese disponibili su RaiPlay – tutti i ristoranti Old Wild West d’Italia presenteranno O’ Menù, l’inedita proposta gastronomica pensata per chi desidera vivere l’atmosfera della serie anche a tavola, con protagonista un panino esclusivo, creato appositamente per l’occasione.

Testimonial del nuovo menù firmato Old Wild West –  catena burgers & steakhouse della famiglia Cigierre, azienda di riferimento nello sviluppo e nella gestione di ristoranti tematici e del casual dining – e della campagna promozionale dedicata sarà la giovane Maria Esposito, volto amatissimo della serie nei panni del personaggio di Rosa Ricci e talento emergente del panorama cinematografico italiano, che sarà anche la protagonista di un spot dedicato in onda su Rai Play e sulle principali piattaforme digitali sempre a partire dal 12 marzo.

Siamo entusiasti di questa collaborazione perché Mare Fuori è molto più di una serie: è un fenomeno capace di emozionare e coinvolgere profondamente il pubblico.” – ha dichiarato Stefano Taboga, Chief Marketing and Sales Officer di Cigierre. “Con lo speciale menù ideato per la serie vogliamo portare nei nostri ristoranti un assaggio di quell’intensità, fondendo gusto e sentimenti e trasformando l’esperienza culinaria in un viaggio dentro le storie che appassionano il pubblico.  Per questo, non avremmo potuto immaginare testimonial migliore di Maria Esposito che siamo orgogliosi di avere al nostro fianco e che ringraziamo per l’entusiasmo e la collaborazione.”

Proprio come Maria Esposito, infatti, che incarna forza e passione, il nuovo menù è un incontro tra carattere e gusto, in grado di lasciare il segno: un’occasione per vivere Mare Fuori in modo diverso, assaporando emozioni genuine e gusti unici. 

Acis agli stati generali del vino, Mecarozzi: “Imballaggio in cartone crescerà come veicolo di branding e come parte integrante dell’esperienza d’acquisto. Eccellenza anche in termini di sostenibilità”

Stati Generali del Vino 2025 ACIS

Si sono svolti nella giornata di oggi, lunedì 17 febbraio, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, gli Stati Generali del vino, un’occasione per fare un focus sul quadro regolamentare e sulle politiche UE riguardanti questo settore. 

ll settore vitivinicolo europeo rappresenta uno dei pilastri della politica agricola comune (PAC) e una delle eccellenze dell’Unione Europea. Con una produzione annua che supera i 160 milioni di ettolitri, l’UE rimane il leader mondiale del settore, contribuendo al 45% delle superfici viticole globali, al 63% della produzione e al 48% del consumo mondiale di vino. La viticoltura coinvolge più di 3,2 milioni di ettari e circa 2,5 milioni di aziende vitivinicole, generando oltre 3 milioni di posti di lavoro diretti, a cui si sommano numerosi impieghi indiretti lungo la filiera. Italia, Francia e Spagna, principali produttori dell’UE, continuano a rappresentare quasi la metà della produzione globale. Proprio l’Italia vanta una produzione di 49,7 milioni di ettolitri nel 2024, facendo del vino uno dei simboli più riconosciuti del “Made in Italy”.

Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici – che è intervenuto in qualità di relatore all’interno del panel “Le Politiche ed il quadro Regolamentare dell’UE per il settore del vino” – ha sottolineato il ruolo centrale degli imballaggi in cartone nella catena distributiva del vino. 

Gli imballaggi in cartone sono uno snodo fondamentale della filiera vitivinicola e nel trasporto di questa eccellenza italiana. C’è un enorme lavoro che attraversa tutta la filiera della carta e cartone per arrivare a produrre un imballaggio a basso costo e di qualità alta, adeguata a proteggere al meglio vini di tutti i livelli nel loro tragitto dalla cantina alle tavole di tutto il mondo. La categoria degli scatolifici trasformatori che qui rappresento, grazie al suo forte radicamento territoriale, continua a sviluppare competenze specifiche legate ai diversi settori, come quello del vino, cercando di portare costantemente soluzioni di imballaggio in cartone innovative e sempre più sostenibili, tarate sulle esigenze specifiche del comparto”. 

Mecarozzi ha poi delineato i principali trend che riguardano gli imballaggi in cartone ondulato e le loro caratteristiche uniche in termini di sostenibilità.  

“La filiera degli imballaggi in cartone ondulato ha già raggiunto standard di riciclabilità che anticipano le future regolamentazioni europee, dimostrando il forte impegno verso un’economia circolare e a basso impatto ambientale. In Italia, oltre l’80% delle materie prime utilizzate per la produzione di cartone proviene da carta riciclata e il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici è superiore al 90%. Ma non ci fermeremo qui: altro si può fare in termini di progettazione dell’imballaggio per ridurre gli sprechi di materiale, per migliorare l’accessibilità e favorire ulteriormente la raccolta differenziata. Come Associazione siamo impegnati a guidare i nostri scatolifici in queste nuove direzioni, anticipando le future nuove normative europee, tra cui il Regolamento Europeo Imballaggi che entrerà in vigore nel 2026”.

Ma non solo. Oggi la scatola di cartone è diventata anche uno strumento di comunicazione e di branding: “Altre sfide importanti, che riguardano anche molto il settore vinicolo – prosegue Mecarozzi – sono legate all’innovazione degli imballaggi e alla creatività. Il mercato ci sta sempre più chiedendo di trasformare la classica scatola di cartone marrone in qualcosa di speciale, in grado di completare al meglio un’esperienza d’acquisto emozionante, come quella del vino. Le potenzialità dell’imballaggio in cartone ondulato come strumento di posizionamento del brand sono sempre più chiare al mercato e ciò sta dando nuova linfa al nostro settore”.

In conclusione, gli Stati Generali del Vino hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder della filiera. E proprio in questa occasione l’Associazione Italiana Scatolifici ha ribadito la necessità di una maggiore sinergia tra il settore degli imballaggi e le Istituzioni. “Stiamo lavorando con i Ministeri competenti per il sostegno della nostra filiera. Da parte nostra c’è la massima disponibilità nel far capire quelle che sono le sue peculiarità e potenzialità, affinché le istituzioni possano legiferare al meglio il settore e allo stesso tempo non farlo trovare in posizione di svantaggio con settori concorrenti. Le filiere del futuro devono cooperare insieme alle Istituzioni affinché le soluzioni sostenibili non siano le più costose, anzi. È sicuramente vicendevolmente utile” – ha concluso Mecarozzi.

Citylife e Generali presentano il progetto CityOval Milano, il più grande spazio eventi nel cuore di Milano

Citylife e Generali presentano il progetto CityOval Milano, il più grande spazio eventi nel cuore di Milano

Citylife S.p.A. e Generali presentano il progetto di rinnovamento e valorizzazione che restituirà alla città di Milano uno dei più importanti spazi pubblici cittadini: l’ex Padiglione Tre della Fiera Campionaria, conosciuto anche come Palazzo delle Scintille, ritornerà alla storica vocazione di spazio per grandi eventi, con il nuovo nome CityOval Milano

Il progetto di CityOval Milano

Il progetto prevede la riqualificazione della storica struttura risalente al 1923, per renderla fruibile al pubblico come il più grande spazio eventi del centro della città di Milano, con 8.200 mq di superficie coperta

La grande arena ovale a piano terra verrà completamente riqualificata per ospitare un’ampia varietà di eventi culturali, artistici e sportivi. Per garantire piena fruibilità, flessibilità di utilizzo e sicurezza, l’edificio storico verrà adeguato ai più moderni standard tecnologici, conservando il fascino dell’architettura e dei decori in stile tardo-liberty. Interventi di consolidamento strutturale interesseranno la cupola ed il solaio di copertura, insieme all’ammodernamento degli impianti e dei servizi presenti nell’edificio. 

Verrà inoltre razionalizzata la connettività verticale, con la creazione di un nuovo corpo scale ed una nuova lobby sul lato prospiciente piazza Burri, per un più agevole accesso al primo piano che sarà destinato alla ristorazione. 

Particolare attenzione sarà dedicata alla realizzazione di sistemi di illuminazione e di diffusione sonora all’avanguardia, e alla predisposizione di impianti tecnici funzionali agli allestimenti, secondo l’orientamento progettuale di rendere disponibili predisposizioni flessibili ed efficienti per un ampio ventaglio di utilizzi, senza l’ingombro di attrezzature fisse. 

Il completamento dell’arena centrale è previsto entro fine 2025, con l’inaugurazione all’inizio del 2026. I lavori di riqualificazione del primo piano proseguiranno fino a metà 2026. 

L’obiettivo del progetto è restituire CityOval Milano alla funzione per la quale fu edificato: una piazza pubblica coperta ed un nuovo punto di riferimento per grandi eventi per la città di Milano. La struttura versatile e multifunzionale sarà al servizio dello sviluppo culturale, sociale ed economico, potendo ospitare un’ampia varietà di eventi legati, per esempio, alla moda, al design, all’innovazione, all’agro-alimentare, alla sostenibilità, ma anche eventi sportivi, spettacoli, concerti, esposizioni artistiche. 

CityOval Milano sarà gestito da CityLife, attraverso un veicolo dedicato (*), in collaborazione con il Comune di Milano, con il quale verrà stipulata un’apposita convenzione. Un ricco calendario eventi per il 2026 è in fase di definizione. 

Il nuovo nome: CityOval Milano

Il nome ed il logo del progetto richiamano la struttura architettonica della cupola dell’edificio, elemento storico risalente alla costruzione nel 1923 ben riconoscibile nel panorama di CityLife. All’interno, l’ovale della cupola, elemento distintivo con l’ampia copertura che arriva a 31 metri di altezza, si riflette nella forma dell’arena. Il tema del logo di CityOval riprende la tecnica costruttiva caratterizzata da una serie di ovali concentrici. 

Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate S.p.A. e Presidente di CityLife S.p.A., ha commentato: “Finalmente ci siamo: dopo cinque anni dall’acquisto, il motore per gli eventi di CityLife è prossimo alla ripartenza. Sarà il contenitore ideale per dare a Milano una struttura permanente e sostenibile in grado di competere con le grandi arene europee.”

Simone Bemporad, Group Chief Communications & Public Affairs Officer di Generali, ha commentato: “Siamo molto orgogliosi di restituire CityOval alla città di Milano. Il suo logo, ispirato alla volta di vetro, ben rappresenta la spinta aggregatrice che questa nuova arena per eventi, sport e cultura saprà generare, contribuendo ad affermare ancora di più Milano come punto di riferimento internazionale per la cultura, l’intrattenimento e le imprese più innovative. Il nostro Gruppo, facendo sistema e stimolando il dialogo tra istituzioni, business e società civile, continuerà ad investire a supporto del benessere delle comunità in cui opera”.

CityOval Milano: il ritorno di un protagonista di un secolo di storia della città

L’edificio di CityOval Milano fu inaugurato nel 1923 come ‘Palazzo dello Sport’ su progetto dell’architetto Paolo Vietti Violi. Negli anni ‘30, con la costruzione della Fiera nell’area oggi occupata dal complesso di CityLife, il palazzo fu inglobato come padiglione espositivo e prese il nome di Padiglione 3. Fu parzialmente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi ricostruito con materiali e tecniche diverse rispetto all’originale.

L’architetto Vietti Violi aveva concepito il Palazzo dello Sport come uno spazio polifunzionale, adatto ad accogliere esposizioni e saloni espositivi, corse ciclistiche e motociclistiche al coperto, eventi sportivi, concorsi ippici, concerti, manifestazioni teatrali e conferenze. Nel tempo, ospitò importanti eventi come corse ciclistiche (la Sei Giorni di Milano) e saloni dell’auto, della nautica e dell’aeronautica, e nel 1946 si svolse qui la stagione teatrale della Scala mentre il teatro era in ricostruzione. 

Tra il 2017 e il 2018, CityLife ha intrapreso un importante intervento di restauro delle facciate, riportando alla luce il disegno tardo-liberty originale. Acquistato da Generali nel 2019 tramite gara indetta dal Comune, oggi è parte del quartiere di CityLife e del patrimonio immobiliare europeo di Generali. Nel 2020, è stata completata l’installazione artistica di Maurizio Nannucci sulla facciata Ovest, parte del progetto Art Line Milano. Nel 2021 è stato messo gratuitamente a disposizione di Regione e Comune come il più grande hub vaccinale d’Italia, svolgendo un ruolo fondamentale nel superamento della pandemia da Covid. 

CityOval Milano in numeri

Il progetto prevede una superficie totale lorda di circa 25.000 mq, di cui:

  • Piano terra (arena, hall e servizi): circa 7.400 mq fruibili per gli eventi, con ingressi da piazza Alberto Burri e da piazza Sei Febbraio. La sola arena ovale misura oltre 4.000 mq 
  • Primo piano (ristorazione): circa 3.700 mq

L’altezza della cupola misura ben 31 metri.

La presentazione del progetto e l’ufficializzazione del nuovo nome “CityOval Milano” sono avvenuti durante una conferenza stampa in torre Generali, seguita da una visita dedicata alla stampa all’interno del cantiere del nuovo edificio. Presenti all’evento Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate S.p.A. e Presidente di CityLife S.p.A., Simone Bemporad, Group Chief Communications & Public Affairs Officer di Generali, e Paolo Micucci, Amministratore Delegato di CityLife S.p.A., oltre a Giorgio Lazzaro, Responsabile della gestione di CityOval, e Roberto Russo, Direttore Opere Pubbliche, Permitting e Sviluppo Residenziale di CityLife S.p.A.

Committente: CityLife SpA, partecipata da Generali Italia

Progetto architettonico: Calzoni Architetti, con il contributo dell’architetto Pierluigi Nicolin

General contractor e direzione lavori: Secap

(*) La gestione di CityOval Milano sarà affidata ad un veicolo dedicato a cui contribuiscono Aldo Mazzocco (Presidente), Simone Bemporad (Vicepresidente), Federica Salvini (Amministratrice Delegata), Giorgio Lazzaro e Roberto Russo (Consiglieri).

Spencer & Lewis: 15 Anni di crescita nel mondo della comunicazione

15 anni di traguardi per Spencer & Lewis

Spencer & Lewis celebra quest’anno un grande traguardo: 15 anni di successi, innovazione, difficoltà ma soprattutto crescita costante nel settore della comunicazione. Fondata nel luglio 2009 come agenzia di comunicazione indipendente, l’azienda ha saputo superare diversi ostacoli e raggiungere traguardi, crescendo giorno per giorno.

Una storia di crescita costante

Quindici anni fa, Spencer & Lewis è nata sul divano di casa, come una piccola agenzia indipendente, alimentata dalla passione e dall’impegno dei suoi fondatori. Grazie alla fiducia rinnovata dai clienti e a un impegno costante verso l’eccellenza, è cresciuta in modo esponenziale, ampliando il team e sviluppando competenze diversificate in comunicazione, PR, marketing e digital strategy. A oggi ha costruito una struttura solida e un team eterogeneo di professionisti che affronta ogni sfida con creatività e determinazione.

La fiducia dei clienti: Il motore del nostro sviluppo

Questo percorso di crescita non sarebbe stato possibile senza la fiducia che i clienti hanno riposto nell’azienda. La qualità del servizio, basata su trasparenza, ascolto e risultati concreti, ha permesso a Spencer & Lewis di instaurare collaborazioni a lungo termine. Questo rapporto di fiducia ha reso possibile l’ampliamento dei servizi e il consolidamento della posizione nel mercato della comunicazione.

Trend e innovazione: guardare avanti nel mondo della comunicazione

Spencer & Lewis non si limita a celebrare i traguardi raggiunti, ma guarda costantemente al futuro, cercando di anticipare i trend e le innovazioni nel settore della comunicazione. Monitora costantemente l’evoluzione del panorama digitale, delle relazioni pubbliche e dei modelli di consumo per offrire soluzioni su misura, innovative e di valore per i clienti.

Un team che si estende: talento e valore al servizio dei clienti

Nel corso di questi 15 anni, Spencer & Lewis è cresciuta non solo in termini di progetti e clienti, ma anche nel numero di talenti che compongono il team. Oggi, possono contare su un gruppo di oltre 40 professionisti che ogni giorno si dedicano con passione, competenza e creatività a fornire il massimo valore ai clienti. La vera forza risiede nell’eterogeneità delle competenze, che permette di affrontare le sfide più complesse con un approccio integrato e multidisciplinare.

Il futuro di Spencer & Lewis

Con 15 anni di esperienza alle spalle, lo sguardo è rivolto al futuro. Spencer & Lewis continuerà a investire nell’innovazione, nella formazione continua del team e nel rafforzamento delle relazioni con i clienti. La missione dell’azienda è essere un partner di valore, in grado di affrontare le sfide di un mercato in costante evoluzione, in cui la flessibilità, la creatività e la sostenibilità sono elementi essenziali. Spencer & Lewis è pronta a cogliere ogni opportunità per crescere ulteriormente e offrire servizi sempre più mirati ed efficaci.

Celebrazione dei 15 Anni: una festa per staccare la spina

Per celebrare questo traguardo significativo, Spencer & Lewis ha organizzato una festa al mare, all’insegna di musica, convivialità e buon cibo. L’evento ha riunito i colleghi in un’atmosfera rilassata e gioiosa, creando ricordi indimenticabili e rafforzando ulteriormente i legami all’interno del team prima delle meritate vacanze estive.

Celebrare i 15 anni di Spencer & Lewis significa riflettere su una storia di passione, dedizione e innovazione e guarda con orgoglio ai traguardi, con la consapevolezza che il futuro riserva nuove sfide e opportunità. Continuerà a evolvere, mantenendo al centro del lavoro l’importanza delle persone, la fiducia dei clienti e la capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Per scoprire come Spencer & Lewis può supportare la tua azienda con strategie di comunicazione innovative e di successo, visita il nostro sito web spencerandlewis.com.

 

Spencer & Lewis è un Gruppo di Comunicazione Indipendente che sviluppa strategie integrate basate sui dati e sul
valore umano. Utilizza la comunicazione come leva strategica di business, incentrata sull’amplificazione dei
messaggi e sul cambiamento delle percezioni, aiutando i brand a diventare produttori di contenuti attraverso un
Cross-media Storytelling coerente. Il valore più importante per Spencer & Lewis è lo Human+, la capacità di
guardare al futuro attraverso un percorso che veda al centro di ogni progetto il capitale umano.

Venerdì brevi: l’iniziativa estiva di Spencer & Lewis

Spencer & Lewis

Continua l’iniziativa estiva di Spencer & Lewis

Durante il periodo estivo, Spencer & Lewis anticiperà la chiusura delle proprie sedi di qualche ora ogni venerdì. Grazie alla collaborazione di tutto il team, questa iniziativa permetterà ai dipendenti di godersi maggiormente le ore di luce e, allo stesso tempo, consentirà di ridurre i consumi aziendali, compresi quelli energetici, riducendo così anche il proprio impatto ambientale.

Perché l’equilibrio vita-lavoro è importante per noi

Sappiamo che un buon equilibrio tra vita privata e lavoro è essenziale per la salute mentale e fisica. Numerosi studi dimostrano che dedicare tempo a hobby, sport, famiglia e amici riduce lo stress e migliora la concentrazione e la motivazione. Vogliamo che il nostro team sia felice e in salute, perché dipendenti soddisfatti e motivati portano a una maggiore produttività e creatività.

Leggi questo articolo se vuoi saperne di più sul tema equilibrio vita-lavoro .

I potenziali benefici per il nostro team e per Spencer & Lewis

I vantaggi di questa iniziativa sono molteplici. I venerdì brevi offrono ai nostri dipendenti l’opportunità di ricaricare le batterie, trascorrere più tempo all’aria aperta e godere delle belle giornate estive con i loro cari. Crediamo che questo tempo extra per se stessi possa favorire la creatività e portare nuove idee e prospettive al lavoro.

Questa riduzione dell’orario di lavoro viene attentamente pianificata cercando di venire incontro alle esigenze dei nostri clienti, affinché continuino a ricevere servizi di alta qualità e che i progetti in corso procedano senza intoppi.

Un passo verso il futuro

In Spencer & Lewis abbiamo sempre creduto nell’importanza di un ambiente di lavoro positivo e stimolante. L’applicazione dei venerdì brevi durante il periodo estivo è solo l’ultima di una serie di iniziative sempre pensate per avere il migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. 

Una strategia vincente

Al giorno d’oggi si parla molto di settimana corta e da diversi studi emerge che circa il 71% dei dipendenti ha dichiarato di avere livelli più bassi di burnout e il 39% ha dichiarato di essere meno stressato, rispetto all’inizio dello studio. Anche per Spencer & Lewis quest’anno parte il monitoraggio degli effetti dei venerdì brevi sul benessere aziendale e con l’autunno rileveremo per la prima volta i risultati.  

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L’importanza della diversità e l’inclusione in Spencer & Lewis

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L’importanza della diversità e l’inclusione nel nostro ambiente di lavoro in Spencer & Lewis.

Nel contesto aziendale odierno, riflettere sull’impatto delle decisioni sul benessere dei dipendenti e sul successo del team è fondamentale. Un interrogativo che ci poniamo costantemente è: “Stiamo davvero creando un ambiente in cui ogni voce è valorizzata e ascoltata?”

In un’epoca in cui parole come “diversità” e “inclusione” sono spesso usate come slogan, il nostro impegno va ben oltre il semplice compiacimento delle tendenze. Per noi, la diversità non è una casella da spuntare, ma il cuore pulsante di una cultura aziendale vivace e dinamica. Non si tratta solo di riconoscere le differenze, ma di farle contare davvero.

La varietà di prospettive derivante dalla diversità di genere, etnia, background culturale ed esperienze di vita non solo arricchisce il nostro ambiente di lavoro, ma stimola anche l’innovazione e la creatività a livelli senza precedenti. Ogni giorno, vediamo come un team eterogeneo possa superare il “pensiero di gruppo”, sfidando lo status quo e aprendo la strada a soluzioni innovative e inaspettate.

Creare un ambiente che accoglie e celebra queste differenze non solo ci permette di attrarre talenti di alto livello, ma anche di costruire un luogo di lavoro in cui le persone si sentono parte integrante di un progetto comune. La loro motivazione a contribuire e a eccellere aumenta significativamente.

La nostra visione va oltre la mera accettazione delle differenze. Ci impegniamo attivamente a costruire spazi sicuri dove il dibattito aperto e costruttivo è non solo benvenuto, ma essenziale per il nostro successo collettivo. Crediamo fermamente che sia nell’incontro delle diverse prospettive che nascono le idee più brillanti e innovative.

Vogliamo promuovere una cultura aziendale inclusiva che valorizza ogni singola voce. Sappiamo che la diversità è una risorsa inestimabile e la nostra missione è garantire che ogni dipendente si senta ascoltato, apprezzato e libero di esprimere il proprio potenziale.

In conclusione, la diversità e l’inclusione non sono solo valori aziendali per noi, ma pilastri fondamentali della nostra strategia di crescita e innovazione. Attraverso il nostro impegno continuo, aspiriamo a costruire un ambiente di lavoro che non solo accoglie ma celebra ogni individuo, perché solo così possiamo raggiungere il successo collettivo e affrontare le sfide del futuro con creatività e resilienza.

Equilibrio vita-lavoro in Spencer & Lewis

Vita-lavoro Spencer & Lewis

L’equilibrio tra la vita professionale e personale è un tema sempre più cruciale.

Riuscire a staccare veramente la spina, concedersi pause e dedicare del tempo alla propria vita al di fuori dell’ambiente lavorativo è necessario ed è un concetto che in Spencer & Lewis cerchiamo di ricordare sempre, quasi come fosse un mantra. Questa prospettiva non solo riflette l’attenzione che l’azienda dedica al benessere dei suoi dipendenti, ma offre anche un’opportunità di riflessione per chiunque si trovi a fronteggiare le sfide dell’equilibrio tra vita e lavoro.

La società moderna è spesso vittima di una cultura che promuove il costante essere “connessi”, con l’e-mail e le notifiche che ci raggiungono anche al di fuori dell’orario lavorativo. Tuttavia, in Spencer & Lewis ci impegniamo a promuovere un ambiente lavorativo che riconosce l’importanza di disconnettersi, di trovare momenti di riposo e di dedicare tempo alle passioni e alle relazioni personali.

Adottare questo approccio non solo è etico, ma ha anche risvolti tangibili sulle prestazioni lavorative e sulla salute mentale dei dipendenti. Diversi studi dimostrano che un buon equilibrio tra vita e lavoro non solo migliora la produttività, ma riduce anche lo stress e migliora la soddisfazione complessiva sul lavoro e questo lo hanno riscontrato anche le nostre persone.

Sarebbe bello se tutti coloro che leggono, riuscissero a riflettere su questo tema e a prendersi il tempo necessario per staccare, per ritrovare equilibrio e per apprezzare i momenti fuori dall’ufficio.

Un messaggio che risuona forte in un mondo sempre più veloce e interconnesso e che accompagna la nostra realtà da sempre.

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