Skip to main content

I migliori amanti in Europa? Non sono gli italiani!

I migliori amanti in Europa? Non sono gli italiani!

Best_Lover_ItalyBrutto colpo per i casanova tricolore, quarti classificati, che portano a casa solo la fascia di “migliori baciatori”. Le straniere gli assegnano 4 in “vigore sessuale”, 5 in “senso dell’umorismo” e 6 in “romanticismo”.

Roma, 19 gennaio 2015 – Per iniziare l’anno all’insegna dello scambio interculturale, il sito leader di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, ha chiesto a 12.940 membri femminili di dare un voto agli uomini europei, seguendo severi criteri d’indagine, per stabilire una volta per tutte quale paese del vecchio continente dà i natali ai migliori amanti.

Per le donne intervistate, il fascino dell’uomo straniero è un equilibrato mix di “romanticismo”, “senso dell’umorismo”, “doti da baciatore”, “presenza fisica”, “vigore sessuale” e “accento sexy”. Come se la cavano, dunque, gli europei in queste materie? A rispondere sono proprio le utenti in gonnella che hanno espresso per ciascuna categoria un voto da 1 a 10 (dove 1 equivale a “sbadiglio” e 10 a “strabiliante”).

Romanticismo. Provengono da alcuni dei Paesi più freddi d’Europa, all’apparenza irremovibili e spartani, ma la sanno lunga in tema di dolcezza. Chi sono? I tedeschi sono i primi della classe con un bel 10 in pagella, seguiti da norvegesi e francesi (9), olandesi e finlandesi (8). Male gli inglesi (4) mentre passano con una magra sufficienza gli italiani (6).

Senso dell’umorismo. E’ spesso impossibile riuscire nell’impresa di far ridere una donna. Lo sanno bene italiani e tedeschi  spediti ai corsi di recupero con un sonoro 5! A sorpresa, gli inglesi (10) con il loro proverbiale humor britannico surclassano tutti i competitors risparmiando solo greci e portoghesi(7).

Doti da baciatore. Nessuno può saperlo meglio delle migliaia di turiste ammaliate in vacanza, in tema di baci appassionati gli italiani non hanno rivali. Ed ecco la materia in cui gli amanti nostrani primeggiano (10) lasciando indietro francesi, svedesi e spagnoli (8). Orecchie da asino per tedeschi, greci, olandesi e portoghesi (5).

Presenza fisica. Quasi all’unanimità, 12mila donne hanno votato gli spagnoli (10) come gli amanti più affascinanti seguiti da svedesi e greci (9 punti), italiani e danesi (8). Ultimo banco per gli olandesi (4).

Vigore sessuale. Dopo una sequela di pessimi voti, ecco che finalmente le donne assegnato un 10 agli olandesi, una bella rivincita sui cugini italiani che incassano un disonorevole 4.

Accento sexy. Le donne amano le frasi sussurrate all’orecchio, e se le parole in questione hanno una sexy inflessione francese tanto meglio. Ecco che i francesi troneggiano in questa categoria, secondi gli italiani (9). Zero possibilità di conquista per i finlandesi(4).

Abituati a vincere quando si parla di far battere cuori, gli italiani hanno dormito sogni tranquilli troppo a lungo lasciando ai vicini europei il tempo di affinare le loro arti di seduttori. Le pessime ‘review’ sotto le lenzuola hanno trasformato il celebre motto, vanto dei casanova tricolore in ‘italian do it faster’ – scherza Noel Biderman, Ceo e fondatore di AshleyMadison.com”.

 

MEDICINALI OMEOPATICI E ANTROPOSOFICI: IL RITARDO NORMATIVO DELL’ITALIA METTE A RISCHIO L’INTERO SETTORE PRODUTTIVO

MEDICINALI OMEOPATICI E ANTROPOSOFICI: IL RITARDO NORMATIVO DELL’ITALIA METTE A RISCHIO L’INTERO SETTORE PRODUTTIVO

Fabrizio Santori durante l'interventoLombardia, Toscana e Lazio Regioni virtuose in tema di HAMPs

Da ECHAMP l’allarme per le aziende nostrane. Senza un immediato adeguamento alle normative europee, nel 2016, molti prodotti potrebbero sparire dal mercato con gravi conseguenze per le oltre 4mila famiglie che vivono del mercato degli omeopatici in Italia

Tre europei su quattro conoscono l’omeopatia. Più di 100 milioni (il 29%) scelgono farmaci omeopatici e antroposofici (HAMPs) per la loro assistenza sanitaria. L’intera Unione Europea conta 60mila medici prescrittori di farmaci omeopatici, 11.400 ogni 100mila abitanti.

Questi i dati diffusi da ECHAMP, associazione no profit che rappresenta l’industria dei medicinali omeopatici e antroposofici nell’UE, per discutere la situazione degli HAMPs in Italia nell’incontro di oggi con le istituzioni nazionali e locali.

L’industria omeopatica affonda le sue radici nella tradizione e nella cultura europea. L’UE è il maggior produttore di HAMPs e in due terzi degli stati membri la domanda per questa tipologia di medicinali è in forte e continua crescita. Ilmercato europeo del settore ha raggiunto un valore di 1 miliardo di euro all’anno e pur impiegando circa 8mila persone rappresenta lo 0,7% del mercato farmaceutico europeo e il 7% di quello per l’auto-medicazione.

La situazione degli HAMPs in Italia – L’Italia è il terzo mercato in Europa, dopo Francia e Germania, con un fatturato annuo di oltre 170 milioni di euro. Sono 11 milioni gli italiani che usano medicinali omeopatici, di cui 3 milioni abitualmente (dati Doxa Pharma). 20mila i medici che prescrivono HAMPs. 30 milioni, circa, le confezioni vedute ogni anno (dati Omeoimprese) e 4000 il numero di famiglie, tra impiego diretto e indotto, che vivono del mercato degli omeopatici in Italia (Dati Omeoimprese).

“I medicinali omeopatici e antroposofici in Italia stanno diventando una realtà. Consumatori e prescrittori riconoscono, in maniera sempre maggiore, il ruolo che l’omeopatia e la medicina antroposofica giocano e possono giocare nella cura della salute – spiega Fausto PanniPresidente di Omeoimprese – Nonostante ciò, il nostro Paese è ancora lontano dal compiere passi in avanti, soprattutto a livello legislativo, per soddisfare la domanda e garantire l’adeguamento alle direttive europee in materia. La mancanza di una legge specifica mina la libertà di scelta in tema di salute e negando l’uguaglianza ai cittadini che scelgono di curarsi con l’omeopatia e la medicina antroposofica”. 

Il ritardo normativo e l’appello di ECHAMP – Da diverso tempo, l’Unione europea chiede all’Italia di adeguarsi alla normativa e di sottoporre i prodotti omoeopatici a una registrazione e valutazione simile a quella dei farmaci tradizionali attraverso procedure stabilite dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ma l’Italia continua a rinviare. A svariati anni dalla prima proposta di legge, il Parlamento, infatti, non è ancora riuscito a legiferare e attualmente in Commissione si stia ancora discutendo sul tema.

ECHAMP che da sempre si impegna per allineare tutti gli Stati membri in materia di regolamentazione e commercializzazione degli HAMPs lancia un allarme: il ritardo normativo dell’Italia potrebbe ripercuotersi sulle 30 aziende nostrane che operano nel settore (in Lombardia, Liguria, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania e Sicilia).

Nel 2016 alcuni farmaci se non registrati potrebbero sparire dal mercato, con gravi conseguenze per le imprese stesse – continua Panni – In omeopatia esistono almeno 3mila sostanze nel repertorio medico. Se dovessimo produrre con un preavviso strettissimo un dossier tecnico scientifico dettagliato per ciascuna di queste 3mila sostanze saremo automaticamente decimati“.

Ad impedire alla direttiva europea del 2006 di essere recepita non solo sulla carta, in primis la questione delle tariffe di registrazione e rinnovo troppo elevate per le aziende omeopatiche italiane80 milioni di euro il costo stimato in difetto, dopo il decreto Balduzzi, con un’incidenza sul fatturato annuale pari al 48,4%. Tra il 2012 e il 2013, la tassa per la registrazione è aumentata ben 766 passando da 31 euro a 23mila.

A ciò si aggiungono parametri per la valutazione, richiesti dall’Aifa, insensati per i prodotti omeopatici ai quali è impossibile applicare le stesse regole imposte dalla chimica di sintesi.

Le istituzioni locali come esempi virtuosi – Da qui, l’esigenza di ECHAMP di un confronto con le istituzioni per affrontare le problematiche della regolamentazione del settore in Italia e per portare all’attenzione le iniziative messe in atto da alcune Regioni virtuose grazie agli interventi di Roberto CaronnoMembro Esperto del Consiglio Superiore di Sanità (Lombardia), Elio Rossi, Responsabile Ambulatorio di omeopatia Azienda USL 2 Lucca – Rete Toscana Medicina Integrata e Fabrizio Santori, Membro della Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio.

Toscana, Emilia Romagna e Lombardia sono le prime regioni ad aver riconosciuto in varie forme medicina omeopatica e antroposofica, seguite anche dal Lazio. Accanto ad esse, la Federazione degli Ordini dei Medici, che già nel 2002 si pronunciava elevando le due discipline ad atto medico, e molte facoltà di Medicina e Chirurgia che dedicano corsi e master all’omeopatia e alla medicina antroposofica per consentire alle future generazioni di medici di avere una formazione adeguata sul tema.