Skip to main content

SPENCER & LEWIS CONSOLIDA LA PROPRIA POSIZIONE SUL MERCATO HORECA. ALL’AGENZIA LA COMUNICAZIONE DI PROGETTI RISTORATIVI

Progetti Ristorativi 2

L’azienda veneta attiva nel mercato food B2B affida alla Creative PR House gli obiettivi
di awareness e internazionalizzazione

Roma, 23 ottobre 2019 – Prosegue il percorso di consolidamento di Spencer & Lewis, la Creative PR House associata a PRHUB di UNA (Aziende della Comunicazione Unite) che rafforza ulteriormente la propria presenza nel ramo agroalimentare e HoReCa aggiudicandosi la comunicazione e le Media Relations di Progetti Ristorativi (PRORIS Srl), innovativa food firm del nordest che offre soluzioni ristorative di alta qualità per hotel, ristoranti, ghost restaurant e cafè con l’obiettivo di migliorarne le performance ottimizzando i costi e, al contempo, mantenendo un elevato standard qualitativo.

Progetti Ristorativi, nata dal  successo di una storia familiare che opera dal 1978 come eccellenza della gastronomia, è un’industria alimentare con vocazione artigiana che propone un servizio di affiancamento agli imprenditori del settore; mette al loro servizio il know how per incrementare la performance del loro business ed offre consulenze mirate per centrare la proposta culinaria e declinarla alle esigenze del mercato, replicando la soluzione offerta in quantità industriali senza dover rinunciare al gusto e alla qualità. Oggi la società fornisce importanti catene di ristorazione supportandole nella realizzazione del menù con i prodotti firmati Progetti Ristorativi: non semplici condimenti ma preparati gastronomici eseguiti da chef, che rispettano rigorosamente le ricette originali e curano la scelta delle materie prime.

Attraverso una comunicazione integrata e focalizzata sulle Media Relations, sia stampa sia radiotelevisive, Progetti Ristorativi punta ad aumentare la conoscenza dei propri prodotti e servizi sui mercati nazionale, europeo e internazionale, sui quali la partnership con Spencer & Lewis si rivela strategica.

Spencer & Lewis ha maturato conoscenze specifiche nel settore agroalimentare che costituiscono, oggi, un bagaglio di competenze riconosciuto e apprezzato ma collaborare con Progetti Ristorativi è una sfida che non si limita a questo

afferma Massimo Romano, CEO dell’agenzia.

Progetti Ristorativi è una realtà complessa che fa della sperimentazione continua e dell’innovazione i valori chiave del proprio sviluppo. Siamo contenti perciò di poter lavorare per comunicare sul mercato un’idea nuova e un’intuizione che fa dell’expertise tecnica e del Made in Italy il core business da esportare nel mondo      

Per l’azienda veneziana, Spencer & Lewis si occuperà della comunicazione corporate e dei servizi curando le attività di ufficio stampa e pubbliche relazioni relativamente al percorso di sviluppo aziendale all’estero e sul mercato interno, oltre che i rapporti con il territorio veneto, contribuendo a costruire l’immagine di Progetti Ristorativi presso stakeholders del settore agroalimentare, gatekeepers economici, imprenditori e addetti ai lavori.

Stiamo affrontando una fase delicata di crescita della nostra azienda con nuove partnership sfidanti e stimolanti

afferma Marco Di Nicola, direttore commerciale di Progetti Ristorativi

Scegliere il supporto strategico e operativo di professionisti della comunicazione ci permette non solo di ampliare la conoscenza dei servizi che offriamo ma di ottimizzare la presenza sui mercati di destinazione proponendoci come partner sicuri e affidabili. Realtà come la nostra possono essere risorse preziose per molti operatori del settore: in Spencer & Lewis abbiamo trovato la collaborazione ideale in grado di cogliere la peculiarità della nostra proposta commerciale e di comunicare tutto il potenziale di Progetti Ristorativi permettendoci di confermare il trend di crescita aziendale registrato nell’ultimo semestre.

Sunday Business Cooking: da Olimpia Agency la formula per unire affari e buona tavola

Sunday Business Cooking: da Olimpia Agency la formula per unire affari e buona tavola

Sunday Business Cooking“I migliori affari si fanno a tavola”, suggeriva Oscar Wilde. Ma mentre all’estero il trend di pranzi e cene votati alle nuove opportunità professionali sfocia unicamente nella creazione di social network specializzati, nel nostro Paese si fa strada la consapevolezza che per associare la convivialità alle opportunità di networking è fondamentale favorire le interazioni personali, lontano dallo stress e dai ritmi frenetici della routine lavorativa.

Ne è un esempio il progetto Sunday Business Cooking, ciclo di appuntamenti organizzato da Olimpia Agency Spa, agenzia di sottoscrizione specializzata nel ramo cauzioni, con lo scopo di stimolare la nascita di reti proficue di business attraverso le eccellenze enogastronomiche del made in Italy e le meraviglie paesaggistiche della Toscana.

Un’indagine condotta su un campione di 800 manager e imprenditori, equamente suddivisi tra uomini e donne di nord e sud Italia, ha recentemente dimostrato che la maggioranza dei nuovi rapporti di lavoro nasce durante incontri fuori dagli uffici. Nel 60% dei casi, ad influenzare la decisione finale, sono le indicazioni contestuali come la scelta del cibo e del vino a tavola (80%), perché indicative della personalità del futuro socio, collaboratore, cliente o fornitore.

Le relazioni intessute in un contesto differente da quello professionale, paradossalmente, sono destinate a garantire maggiori risultati perchè a mutare è la predisposizione nei confronti dell’interlocutore – spiega Alessandro di Virgilio, CEO di Olimpia AgencyLibero dal telefono che squilla e dagli impegni che affollano l’agenda, per ciascun manager confrontarsi su possibili partnership, opportunità di business e nuovi progetti è più semplice, soprattutto se a dominare la scena è la buona tavola”.

Per il secondo Sunday Business Cooking presso l’Hotel Rotelle a Torrita di Siena (SI), domenica 12 aprile, lo chef stellato Francesco Apreda ha coinvolto in qualità di assistenti chef gli ospiti, tenendo un vero e proprio laboratorio di cucina partecipativa alla scoperta dei piatti simbolo della tradizione italiana, proiettati verso nuove frontiere del gusto.

Tra gli ospiti, importanti professionisti del management italiano: Jason Smart di Elite Insurance CompanyPierluigi Bartolomei di Consorzio ElisAlessandro Guglielmi del Gruppo GuglielmiAndrea Denaro di DnseeChristian De Felice di AlmavivaAntonio Ciucci di IrcopDonatella Lotti di Consorzio Cooperative CostruzioniFrancesca De Sanctis di De Sanctis CostruzioniGiovanni De Pra di Tecnis S.p.a. Roberto Mangifesta del Gruppo Mangifesta e Fabio Bolletti Censi di Consorzio Infratech.

I vini di Montefalco alla conquista dell’America

I vini di Montefalco alla conquista dell’America

Montefalco Dinner @ 54 MINT 2014-8

 

Il Consorzio Vini Montefalco in tour in Canada e Stati Uniti, il primo Paese al mondo per consumi di vino nel 2013. Protagonisti i gioielli Montefalco Sagrantino DOCG e Montefalco Rosso DOC

2,5 milioni circa di ettolitri esportati per un valore di oltre 1,3 miliardi di dollari. Questi i numeri del made in Italy vinicolo negli Stati Uniti (dati 2013 Oiv – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) che si confermano il primo mercato mondiale in termini di consumi enologici per l’Italia, nonostante la lieve inflessione delle  importazioni complessive (9,4% in quantità).

Il Belpaese resta, dunque, il primo fornitore per il mercato americano. Dato che fa ben sperare per il futuro delle cantine nostrane, pronte a valorizzare il proprio patrimonio all’estero. Si dirige in quest’ottica il tour del Consorzio Tutela Vini Montefalco che, con una rappresentanza di viticoltori provenienti da una tra le aree produttive più rinomate dell’Umbria, ha raccolto consensi in Canada e negli States presentando i propri gioielli vinicoli.

Menzione particolare per il Montefalco Sagrantino DOCG e il Montefalco Rosso DOC, coltivazioni che da oltre cinquecento anni caratterizzano la produzione vinicola di Montefalco e che nel 2013 hanno vissuto un’annata record.

“Per il Montefalco Sagrantino DOCG abbiamo registrato un aumento di 1.500 ettolitri imbottigliati rispetto al 2012, mentre per il Montefalco Rosso DOC abbiamo addirittura  superato i duemila – commenta Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – Con questi numeri possiamo guardare con grande fiducia al mercato americano, sensibile alla qualità e al valore dei prodotti made in Italy”.

La traversata a stelle e strisce del Consorzio umbro è iniziata martedì 3 giugno a Toronto, in Canada, e dopo le tappe di New York e San Francisco, si è conclusa mercoledì 11 a Los Angeles. Numerosi i giornalisti, i wine writers, gli operatori del settore e le associazioni di sommelier che hanno preso parte agli eventi.

“Questo è il nostro terzo wine tour negli Stati Uniti come Consorzio insieme alle nostre cantine – conclude il Presidente del Consorzio Pambuffetti – L’affetto e il consenso raccolti ci hanno incoraggiato a proseguire con la valorizzazione dei prodotti di Montefalco all’estero. È fondamentale, sia per l’Umbria sia per l’area di Montefalco, promuovere oltreoceano l’eccellenza della nostra terra e dei nostri prodotti”.

Ben dieci le cantine del Consorzio presenti – Antonelli, Arnaldo Caprai, Colle Ciocco, Fattoria Colsanto, Le Cimate, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Bellafonte, Tenuta Castelbuono – che, per la gioia dei partecipanti ai tasting in programma, hanno offerto in degustazione le varietà tipiche del loro territorio. Oltre al Montefalco Sagrantino DOCG, al Montefalco Rosso DOC e al Montefalco Rosso Riserva DOC, gli enofili americani hanno potuto gustare il Montefalco Bianco DOC, il Grechetto, il Trebbiano Spoletino e il Sagrantino Passito DOCG.

Art Life Boutique & Gallery: il primo esempio di temporary store condiviso della Capitale

Art Life Boutique & Gallery: il primo esempio di temporary store condiviso della Capitale

Martina FrappiARTE, MODA E CREATIVITÀ: IL FUTURO DEL MADE IN ITALY È IL TEMPORARY STORE CONDIVISO

 Le aziende fanno sistema per reagire agli effetti della crisi e si uniscono in spazi espositivi e d’acquisto pensati per promuovere le eccellenze produttive

Le esportazioni italiane del Made in Italy, marchio rappresentativo della qualità produttiva, della creatività e dello stile, continueranno a crescere, soprattutto nei nuovi mercati, passando da 115 miliardi di euro nel 2012 a 169 miliardi nel 2018. Un incremento del 47% in sei anni che da vita e coraggio ad un settore che, all’opposto, subisce gli effetti della crisi con il calo della domanda interna (Dati Confindustria e Prometeia – Esportare la dolce vita).

Nella prima parte del 2013, le imprese della moda (tessile, abbigliamento e filiera della pelle) hanno registrato una diminuzione del fatturato pari al 3,4% (stime Intesa Sanpaolo), dovuta in buona parte proprio al crollo delle vendite al dettaglio.

E se gli altri settori della filiera produttiva stanno conoscendo una timida ripresa, le aziende della modadell’arte e della creatività italiana fanno sistema per reagire agli effetti di questa crisi. Si sta pian piano concretizzando anche sul territorio, l’impulso ad unire le forze, come suggerito anche da Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia.

Ne è un esempio, Art Life Boutique & Gallery, in via della Frezza 51, a Roma: il primo temporary store condiviso “natalizio” della Capitale.  Uno spazio dedicato a designerartisti giovani imprenditori che fanno dell’arte e della creatività Made in Italy il loro punto di forza.

I dati diffusi da Assotemporary confermano che il futuro del made in Italy è, proprio, nel temporary shop: +55 milioni di euro nel 2013 per l’intero comparto produttivo e manifatturiero, un segnale che fa ben sperare anche il comparto moda, artigianato e arte.

Il trend dei Temporary Store Condivisi ha lo scopo di promuovere le eccellenze italiane – spiega Martina Frappi, ideatrice del progetto Art Life Boutique & Gallery – Questi spazi diventano una vetrina mercato dove vedere e acquistare prodotti di  abbigliamento, accessori, artigianato, oggettistica e arte realizzati da brand emergenti e non, in  collezioni originali, pezzi unici o a tiratura limitata. Un modo diverso di concepire e proporre l’Italian Luxury, più vicino alle nuove esigenze di shopping del cliente”.

L’offerta di Art Life Boutique & Gallery includerà non solo moda e accessori in pelle (Jenì,  Vic Navin, Hibourama e Impero Couture) ma anche gioielli e accessori lusso (con MOODY, 2ME Style e Conservatoire International De Lunettes), teatro (con ArtLine), fotografia (Lella Beretta), scultura (Alba Gonzales e Arteidea di Matteo Libanoro), pittura (Lucia Ferrara), arte e antiquariato (Daniele Frappi Antichità).

Situata tra le più note via del Corso e via di Ripetta, via della Frezza è, inoltre, un’affascinante percorso che attraversa il rione Campo Marzio. Proprio il 51 di via della Frezza, inoltre,  era la sede di una storica galleria d’arte fondata nel 1967 daAlberto Mondadori, Laura Mazza e Sandro Manzo, che oltre a organizzare mostre in collaborazione diretta con gli artisti, è stata luogo d’incontro di amici, collezionisti, studenti e protagonisti della cultura del nostro tempo (Morandi, Pirandello, Braque, Botero, Levi, Moravia, Pasolini, Gatto, Sciascia, Fellini, De Filippo etc.). Nel 2007 è stata totalmente rinnovata su progetto dell’architetto americano Stephen Rustow, che ha realizzato il Museum of Modern Art di New York (MoMA), e la direzione dei lavori dell’architetto Gloria Arditi.

 

Alla Spencer & Lewis la comunicazione di Isabelle Martine

Alla Spencer & Lewis la comunicazione di Isabelle Martine

L’Agenzia di Comunicazione curerà ufficio stampa, media relation, digital pr ed eventi per il giovane marchio di moda di Martina Frappi e Anaïs Isabelle Copini Castorani

Roma, 31 maggio 2011Isabelle Martine sceglie la Spencer & Lewis logoper le attività di media relation, l’ufficio stampa, digital pr ed eventi.

Il giovane marchio di moda creato da Martina Frappi (Designer) e Anaïs(Direttore Creativo) è specializzato nella realizzazione di borse. L’intera collazione di Isabelle Martine, disegnata a Milano e prodotta in Toscana, è un eccellente esempio di “Made in Italy” di qualità.

La sfida sarà quella di far conoscere il giovane marchio Isabelle Martine al grande pubblico – spiegano i responsabili della Spencer & Lewis – Per questo, ci serviremo sia della comunicazione più convenzionale, attraverso il supporto dell’ufficio stampa e le media relation, sia dell’unconventional avvalendoci dell’esperienza maturata nel settore delle digital pr e degli eventi”.

Le due fondatrici, poco più che ventenni, specializzate presso il prestigioso “Istituto Marangoni” di Milano, hanno realizzato con Isabelle Martine il sogno di lavorare nell’industria della moda con un proprio marchio.