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Consorzio Montefalco, Antonelli è il nuovo Presidente

Consorzio Montefalco Sagrantino, Antonelli è il nuovo Presidente

Consorzio Montefalco Sagrantino, eletto il nuovo Presidente

Filippo Antonelli, 58 anni, è il nuovo Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco. Alla guida dell’azienda Antonelli San Marco dal 1986, nel suo terzo mandato ai vertici consortili sarà affiancato dal Vice Presidente Peter Robert Heilbron dell’azienda Tenuta Bellafonte.

Il suo stile volto alla tipicità, all’equilibrio e all’eleganza lo ha condotto nel 2012 alla prima vendemmia biologica certificata da Valore Italia e alla conversione graduale degli oliveti (10 ettari) e dei vigneti (50 ettari) della tenuta, nella convinzione di ottenere uve più buone e più sane grazie a una produzione condotta nel modo più naturale possibile, senza l’uso di sostanze chimiche.

Il nuovo corso della denominazione sarà all’insegna della continuità. Ho guidato il Consorzio nella seconda metà degli anni Novanta, quando si accendevano i riflettori su questo vitigno. Il mio sforzo sarà quello di raccontarne, a venticinque anni di distanza, la maturità, l’eleganza frutto della sua evoluzione insieme alla consapevolezza raggiunta dal territorio e dai vigneti” dichiara Filippo Antonelli.

La denominazione Montefalco ha raggiunto una superficie totale di circa 1200 ettari (Montefalco DOC circa 430 ha; Montefalco Sagrantino DOCG circa 750 ha) che abbracciano l’intero territorio del Comune di Montefalco e parte dei territori di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria. Riunisce 231 soci di cui 60 cantine e costituisce il 16,7% della produzione di vino in Umbria (6,3% di Montefalco Sagrantino DOCG e 10,4% di Montefalco DOC) per un totale di oltre 3 milioni di bottiglie.

Dopo cinque secoli di storia e 26 anni da DOCG, il Sagrantino ha condotto la denominazione lungo un graduale percorso di crescita e arricchimento: “Montefalco non è più solo sinonimo di rossi, la produzione si è aperta a bianchi di grande qualità come il Grechetto e il Trebbiano Spoletino, entrato nell’uvaggio del Montefalco Bianco in sostituzione di quello toscano” conclude Antonelli.

Il neo Presidente succede nella massima carica consortile, per il prossimo triennio 2018-2021, ad Amilcare Pambuffetti rimasto ai vertici per 6 anni.  Al suo fianco i consiglieri Paolo Bartoloni, Corrado Dal Piaz, Antonio Donato, Liù Pambuffetti, Giampaolo Farchioni, Alessandro Mariani, Alessandro Meniconi, Giusy Moretti e Giampaolo Tabarrini.

CONSORZIO MONTEFALCO: CONFERMATO PAMBUFFETTI PRESIDENTE

CONSORZIO MONTEFALCO: CONFERMATO PAMBUFFETTI PRESIDENTE

Amilcare PambuffettiSi è riunita lo scorso 22 giugno l’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela Vini Montefalco. Nessun cambio al vertice. Resta salda la presidenza di Amilcare Pambuffetti, giunto con successo al suo secondo mandato, mentre dovremo attendere ancora qualche settimana per dare un volto al nuovo Vicepresidente.

Tra i 10 componenti del nuovo Consiglio di amministrazione, in carica fino al 2017, in ordine alfabetico: Filippo Antonelli, Paolo Bartoloni, Marco Caprai, Corrado Dal Piaz, Giampaolo Farchioni, Peter Robert Heilbron, Alessandro Meniconi, Lamberto Spacchetti, Giampaolo Tabarrini e Vincenzo Tassinari.

E se la composizione del board non riserva grosse sorprese, il nuovo corso del Consorzio Tutela Vini Montefalco punta all’unanimità a una determinante svolta approvando importanti modifiche al disciplinare su norme di imbottigliamento e uvaggi del Montefalco DOC e aprendo al “Grechetto”.

Imbottigliamento in zona. Insieme alle operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio, anche l’imbottigliamento dei vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” dovrà essere effettuata nell’ambito territoriale del Comune di Montefalco e in parte dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, in provincia di Perugia.

Modifica degli uvaggi. Subirà variazioni anche la composizione degli uvaggi del Montefalco DOC. Si passa da tre uvaggi (Sangiovese dal 60 al 70%, Sagrantino dal 10 al 15% e altre uve autorizzate 15-30%) a due uvaggi prevedendo la possibilità di non utilizzare un terzo vitigno in favore del solo utilizzo in prevalenza di Sangiovese (dal 60 all’ 80%) e in misura minore di Sagrantino (dal 10 al 25%) per rafforzarne struttura e intensità.

Lo scopo di questo intervento è dare una maggiore connotazione territoriale ai vini di Montefalco, come spiega il Presidente Pambuffetti: “L’unicità delle denominazioni montefalchesi è legata a doppio nodo al nostro territorio, un valore autoctono da difendere, per salvaguardarne qualità e reputazione, garantirne l’origine e assicurare l’efficacia dei relativi controlli”.

Montefalco Grechetto. Tra i vini di Montefalco, inoltre, fa il suo ingresso il “Grechetto”, la varietà bianca autoctona più diffusa dell’Umbria. Il “Montefalco Grechetto” sarà ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti prevalentemente dal vitigno “Grechetto” (maggiore dell’ 85%) e da uve a bacca bianca, non aromatiche, da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Umbria.