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A Spencer & Lewis la comunicazione di Wizz Air in Italia

wizz air

Milioni di passeggeri trasportati su oltre 900 rotte da una delle principali compagnie del mercato low cost internazionale. Da diciannove anni attraversa i cieli con i suoi colori inconfondibili e, da quest’anno, Wizz Air comunicherà in Italia con Spencer & Lewis. Il Gruppo di Comunicazione Indipendente associato a UNA (Aziende della Comunicazione Unite) ha vinto la gara indetta dalla ULCC (Ultra Low Cost Carrier) e si occuperà di raccontare ai media le novità, i valori e lo sviluppo di Wizz Air attraverso un piano di PR & Media Relations già entrato nel vivo.

“Con Wizz Air entriamo in un contesto da sempre vivace e dinamico come quello delle compagnie aeree low cost, dove gli stimoli e la concorrenza sono tutt’altro che ‘low’, soprattutto in questo periodo di grande fermento, dopo gli anni in cui la voglia di volare è stata messa da parte dall’emergenza sanitaria. Un mercato dove prevalgono creatività, originalità e interattività a tutti i livelli, elementi fondamentali della strategia messa a punto con la società, che ringraziamo per fiducia. Il nostro compito sarà quello di intrecciare una narrazione mediatica che includa non solo prodotti e servizi offerti dalla compagnia, ma valori e mission dell’azienda stessa, per avvicinare Wizz Air a una platea di interlocutori sempre più vasta ed eterogenea.” commenta Aurelio Calamuneri, PR & Media Director di Spencer & Lewis

Oltre a una rete in continua evoluzione, anche un grande impegno in termini di sostenibilità, già riconosciuto a livello globale, grazie al premio come compagnia aerea più sostenibile dal punto di vista ambientale a livello globale ai CAPA Awards for Excellence 2022. Tra le novità più recenti di Wizz Air, il lancio di WIZZ MultiPass, il primo piano di abbonamento europeo disponibile a tariffa fissa mensile (anche durante l’alta stagione estiva), una nuova rotta da Palermo a Tirana e l’inaugurazione della nuova rotta tra Roma e Castellon.

Il team Spencer & Lewis che si occuperà della comunicazione di Wizz Air è coordinato da Aurelio Calamuneri e gestito dal PR & Media Relations Manager Emanuele Pilloni, con compiti di operatività ongoing oltre che comunicazione di crisi, ottimizzazione della strategia e presidio degli eventi, appuntamenti con i media e incoming stampa.

EasyPol e CNEL: Open Banking per educazione e supporto alle PMI

EasyPol

Educazione, accessibilità, innovazione e consapevolezza nell’ambito della finanza per supportare le aziende italiane: sono stati questi i temi principali discussi oggi presso il CNEL in un incontro organizzato dalla startup EasyPol e l’Osservatorio Imprese e Consumatori, con il patrocinio dell’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, avente come filo conduttore l’Open Banking come strumento di supporto per startup e piccole e medie imprese.

Tra i relatori sono intervenuti il CEO e co-fondatore di EasyPol Matteo Preziotti, il Presidente Operativo di OIC Raffaella Grisafi, il Presidente di APSP prof. Maurizio Pimpinella e il Presidente di S.H.A.R.E. Giuseppe Gulino.

La discussione è stata moderata da Francesco Condoluci, caporedattore di Economy Magazine e consigliere per la comunicazione del Ministero delle Riforme istituzionali e la semplificazione normativa.

Partendo da uno studio condotto da Experian, si evince come il 39% delle aziende a livello internazionale abbia già deciso di investire nell’Open Banking e un complessivo 47% che è in procinto di farlo in un arco di tempo che va dai 12 mesi ai prossimi 5 anni.

Di tutte le imprese intervistate, il 52% sta notando uno sviluppo significativo nei rispettivi progetti di Open Banking che, principalmente, riguardano servizi di pagamento (66%) e personal finance management (61%).

Il dibattito si è protratto toccando vari aspetti della tecnologia applicata alla finanza: dall’impartire nozioni di base in ambito finanziario sotto forma educativa, fino all’accessibilità degli strumenti come app e simili. Ma anche innovazione, come le future metodologie di pagamento. In ultimo si è parlato anche di consapevolezza e di quanto sia importante oggi avere un quadro chiaro della propria situazione finanziaria, sia per le aziende che per i consumatori.

Matteo Preziotti, CEO e co-fondatore di EasyPol, afferma:

“Spesso nel fintech, durante un processo di sviluppo, siamo molto concentrati sull’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di produrre e rilasciare prodotti estremamente avanzati e sempre più innovativi. Ma, a mio parere, bisognerebbe concentrarsi allo stesso modo anche sull’accessibilità di queste tecnologie e a rendere i prodotti fintech intuitivi e facili da utilizzare per tutti.

Quando parliamo di fintech, tocchiamo due grandi temi, soprattutto qui in Italia: la tecnologia e la finanza. I dati ci dicono che noi italiani abbiamo un grande gap in entrambi rispetto all’Europa, sia in termini di educazione finanziaria che in tema di digitalizzazione, ed è proprio qui che dobbiamo intervenire.Dobbiamo ridurre questo gap, attraverso la semplificazione di concetti finanziari e la semplificazione dell’utilizzo delle tecnologie, offrendo all’utente un’esperienza intuitiva, facile e veloce”.

Raffaella Grisafi, Presidente Operativo OIC, aggiunge:

“Siamo convinti che nel processo di innovazione è importante tenere conto dello scenario reale di riferimento in cui un ruolo strategico lo giocano consumatori e imprese: si tratta di un capitale umano che, anche grazie sopratutto ad un costante stimolo  culturale, non consuma semplicemente servizi ma li puo’ rendere possibili partecipando proattivamente e consapevolmente. In tal senso un ruolo fondamentale lo gioca la diffusione di una cultura finanziaria da rendere sempre più familiare e vicina alla quotidianità di bisogni e possibilità. Ben vengano dunque per OIC iniziative in cui si mostra interesse per una riflessione a più voci su cui, il contributo che ciascuno può dare su temi stimolanti ma complessi come quelli legati al Fintech, non può che contribuire a rendere l’innovazione sostenibile, inclusiva e concretamente realizzabile”.

Il prof. Maurizio Pimpinella, presidente APSP, conclude:

La normativa PSD2 è una grande opportunità sia per i consumatori che per le imprese. La maggiore concorrenza e l’avvento massiccio della tecnologia nel settore finanziario ha portato evidenti vantaggi ad entrambi questi soggetti che oggi possono beneficiare di nuovi e sempre più efficienti servizi che semplificano notevolmente le attività quotidiane rendendo più immediato, familiare e conveniente il rapporto con gli strumenti finanziari e le procedure di incasso e pagamento evolute”.

 

Per maggiori informazioni: Spencer & Lewis

 

Cigierre: “Nel biennio 2022-2023 almeno 80 nuovi posti di lavoro in Friuli-Venezia Giulia su un totale di oltre 600 assunzioni”

cigierre

Oltre 600 assunzioni nel biennio 2022-2023, di cui almeno 80 nel Friuli Venezia-Giulia: sono queste le previsioni di Stefania Criveller, Direttore Generale Corporate di Cigierre, condivise oggi all’incontro con la stampa presso la sede dell’azienda a Tavagnacco, insieme all’Assessore Regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia Alessia Rosolen, al Group Head of HR di Cigierre Mario Perego, al Business Unit Manager di Wiener Haus Daniele Zero e al Responsabile Ricerca e Sviluppo Prodotto di Cigierre Riccardo Batesta.

“Noi di Cigierre abbiamo una ricetta vincente che ci ha permesso di crescere insieme ai territori in cui facciamo ristorazione – ha commentato il Direttore Generale Corporate di Cigierre, Stefania Crivellerche è basata su due ingredienti principali: l’attenzione alle persone e gli investimenti costanti. Non ci siamo mai fermati, infatti, nemmeno in questo periodo contraddistinto da alcuni momenti delicati. Il nostro obiettivo per il biennio 2022-2023 è infatti aprire 40 nuovi locali e intendiamo mantenerlo, oltre a investire 20 milioni di euro per il rinnovo di quelli esistenti. E questi impegni non possono prescindere dalla collaborazione anche di stakeholder pubblici, come quella di oggi con il Friuli-Venezia Giulia, della quale siamo particolarmente orgogliosi, essendo la Regione da cui tutto è nato e che tuttora resta centrale per il nostro business”.

“I recruiting day con le imprese si inseriscono nell’ambito delle azioni promosse in questi anni dall’Amministrazione regionale per dare risposte concrete al territorio e sono il frutto del grande lavoro che negli ultimi anni il servizio regionale per le imprese e i centri per l’impiego hanno svolto per dare risposte puntuali ai nostri settori produttivi”, ha invece dichiarato Alessia Rosolen, Assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia della Regione Friuli-Venezia Giulia. La collaborazione tra pubblico privato è fondamentale, in particolare in un momento che vede calare il numero di ingressi nel mondo del lavoro da parte dei giovani, a causa della crisi demografica. Stiamo rimodulando il settore della formazione con interventi legati sia alle politiche nazionali che europee. La strada intrapresa dà un segnale diverso rispetto al ruolo dei servizi pubblici sul tema del lavoro. Per noi i centri per l’impiego restano il fulcro di un servizio essenziale per la crescita del nostro territorio”.

Il Recruiting Day, nato in collaborazione con i Servizi per il lavoro della Regione Friuli-Venezia Giulia, ha visto l’invio di oltre 100 candidature.
L’obiettivo dell’azienda, infatti, è quello di selezionare un totale di 50 profili da impiegare all’interno dei locali Old Wild West, Shi’s, Pizzikotto e Wiener Haus presenti sul territorio regionale.

“Cigierre continua a crescere e a svilupparsi mettendo al centro le persone”, ha commentato Mario Perego, Group Head of HR di Cigierre. “Il che significa poter contare sulla possibilità di carriera e sulla valorizzazione delle competenze. Il 95% dei responsabili dei ristoranti, infatti, ha iniziato il proprio percorso e si è formato internamente e, a loro volta, i business unit manager, all’apice della rete operation, sono tutti ex direttori di ristoranti. Questo è possibile grazie alla formazione continua garantita dalla nostra academy, che nel solo biennio 2022-2023 formerà almeno 300 nuovi autentici specialisti della ristorazione”.

I profili ricercati durante il Recruiting Day sono sia figure manageriali (assistant restaurant manager), responsabili di cucina e di pizzeria, sia figure più operative di addetti alle cucine e alla sala, quali cuochi, pizzaioli, addetti alla cucina giapponese-sushi, camerieri di sala ma anche addetti alle consegne.

Oltre ai 50 profili che verranno selezionati, Cigierre ha recentemente assunto anche altre 30 figure professionali da impiegare nel nuovo ristorante Wiener Haus inaugurato proprio oggi a Tavagnacco: un locale di nuova concezione che, primo della catena di ristoranti birrerie specializzata nei piatti della cucina mitteleuropea, offrirà un servizio “all day long”, coprendo quindi tutti i pasti, dalla colazione alla cena.

Tra le novità nel menu del ristorante, oltre ai classici del format – su tutti la Wienerchnitzel, una cotoletta battuta, panata a mano e servita con diverse farciture – i croissant farciti al momento per l’offerta colazione, la “scrocchia”, un particolare tipo di focaccia così denominata per la sua croccantezza, e la pizza cucinata al tegamino. Il tutto accompagnato da un’esclusiva selezione di cocktail a base di birra e di piatti ad essi abbinati.

E’ proprio in provincia di Udine che i primi format Cigierre sono stati sviluppati, all’interno del centro commerciale “Città Fiera” di Torreano di Martignacco, banco di prova per lo sviluppo del progetto. Poi, a seguire, la crescita esponenziale grazie alla concentrazione del know-how e alla standardizzazione dei processi e della qualità dei prodotti da offrire nei diversi punti vendita, per poi replicarli con la formula del franchising.

Oggi possiamo vantare oltre 370 locali presenti sia in Italia sia all’estero, 6 format diversi, tra cui Old Wild West che quest’anno compie 20 anni e Temakinho che ne compie 10 – ha dichiarato Marco Di Giusto, Fondatore e Amministratore Delegato di Cigierre Il segreto della nostra crescita? un approccio basato su tre semplici parole: capacità di adattamento, flessibilità e creatività, che ci ha permesso di registrare un fatturato consolidato del Gruppo nel 2021 di 350 milioni di euro, con la previsione di far crescere le vendite a 500 milioni quest’anno e a 550 milioni nel 2023”.

Centrale resta la Regione Friuli-Venezia Giulia, dove Cigierre ha all’attivo 16 ristoranti e circa 400 dipendenti. Qui, infatti, si trova la sede centrale dell’azienda,  un vero e proprio centro di qualità: la selezione delle materie prime è centralizzata e studiata nei minimi dettagli. Partendo da questa, vengono poi analizzati tutti gli aspetti dei diversi piatti: i sapori, le consistenze, l’aspetto, le modalità di preparazione e di servizio, e non per ultimo il risultato.

“Tutto viene scelto e testato nell’headquarter di Tavagnacco, solo così è possibile mantenere gli altissimi standard che ci siamo imposti ed essere certi che in ogni ristorante l’offerta sia allineata. Il nostro cliente è sempre più esigente e, complice la pandemia e il periodo di incertezza, sta modificando repentinamente le sue abitudini. Ultimamente, infatti, si è registrato un ritorno “fisico” al ristorante per vivere la socialità e l’esperienza, non ci stupisce quindi che il numero di coperti mensile sia cresciuto, fino a toccare quota 2 milioni e 200.000 nel mese di ottobre”- conclude Di Giusto.

Per maggiori informazioni: Spencer & Lewis

Successo della quotazione delle azioni di Tatatu S.p.a su Euronext Growth Paris

TaTaTu

Tatatu S.p.A. (la “Società”), proprietaria di TaTaTu, la prima app di social media e intrattenimento che premia gli utenti per i risultati che contribuiscono a generare trascorrendo tempo sulla piattaforma, annuncia oggi di aver portato a termine con successo l’ammissione alla negoziazione su Euronext Growth Paris, segmento Private Placement (con il ticker: ALTTU).

TaTaTu è stata fondata nel 2020 dal noto produttore cinematografico Andrea Iervolino con l’obiettivo di diventare una delle piattaforme social e di intrattenimento di cui gli utenti di tutto il mondo non possono fare a meno. La Società è fermamente convinta che i risultati raggiunti debbano essere condivisi tra i diversi protagonisti della scena dei social media, quindi: (i) la piattaforma, (ii) i creatori di contenuti e (iii) gli utenti e ciò costituisce un approccio nuovo e più equo nei confronti di questo business, che la Società ritiene sarà riconosciuto e apprezzato dagli utenti e che è alla base della sua visione di “sharing economy“.

Il “direct listing” è stato completato in data odierna con l’ammissione alle negoziazioni di 814.265.232 azioni, ad un prezzo di riferimento pari a  € 2,00 per ciascuna azione, che corrisponde al prezzo di sottoscrizione di una recente operazione  di private placement effettuata nelle settimane che hanno preceduto la quotazione. Pertanto, la capitalizzazione azionaria della Società, alla data della quotazione, è di circa € 1,6 miliardi.

Andrea Iervolino, fondatore e amministratore delegato di Tatatu S.p.A., ha dichiarato: Oggi celebriamo il successo della nostra operazione di “direct listing” su Euronext Growth Paris. Questa rappresenta una tappa fondamentale di un percorso che porterà a un cambiamento irreversibile del rapporto tra gli utenti dei social media, i loro dati e il web. Ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi mentre iniziamo una fase cruciale del processo di sviluppo della nostra azienda. Vorrei ringraziare Euronext e i nostri stakeholder per l’entusiasmo con cui ci sostengono”.

 

Per maggiori informazioni: Spencer & Lewis

 

 

 

 

Kozel & BVA Doxa: Il 74% degli Italiani Trasforma la Vita di Città in Villaggio

Kozel-Olda

Il modo in cui gli italiani intendono la vita in città è cambiato. Niente più stress, traffico e routine da capogiro. Il 74% ha decisamente cambiato vita, si parla di circa 3 persone su 4, ripensando piccole abitudini (35%) o, addirittura, apportando cambiamenti più consistenti (39%) come trasferirsi in un’altra Regione o Paese o intraprendere un percorso professionale inaspettato. Al centro della rivoluzione le relazioni sociali e familiari: in città, sentirsi parte di una comunità, per il 65% degli italiani, ha assunto un significato diverso. A rivelarlo è una ricerca condotta da BVA Doxa insieme a Kozel, marchio brassicolo di Birra Peroni, che traccia un consistente cambio di sentiment nel Belpaese, aprendo nuovi scenari sulla socialità ritrovata.

Città quasi sempre più a misura d’uomo, come fossero un piccolo villaggio, animate da un inedito spirito di coesione. Ma cos’è che rende questi luoghi una comunità? La collaborazione tra le persone (47%), l’ospitalità (34%), la partecipazione (31%), l’appartenenza a un gruppo nel quale ciascuno è importante per l’altro (29%), tradizioni condivise (26%) oltre che luoghi fisici in cui poter tornare a incontrarsi di persona stabilmente (25%), dopo la distanza forzata imposta dalla pandemia.

“La città si è trasformata in un villaggio, assecondando le esigenze di chi la abita e arricchendosi di quelle piccole connessioni dimenticate che tornano a impreziosire la quotidianità: il bar come punto di ritrovo, la bottega di quartiere in cui soffermarsi tra una chiacchiera e un acquisto, il parco di zona – spiega Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director di Birra PeroniTante nuove abitudini che, seppur piccole e apparentemente insignificanti, sono entrate a far parte del nostro stile di vita e si riflettono sui consumi. È proprio osservando queste trasformazioni che abbiamo scelto di andare incontro ai nostri consumatori lanciando un brand che dà ai valori di collaborazione, ospitalità e tradizione e al senso del villaggio grande centralità”.

Se i cambiamenti sociali, economici e strutturali degli ultimi anni hanno portato a ripensare il modo di vivere ed intendere la routine, la popolazione italiana ha dimostrato di voler rielaborare convinzioni apparentemente anacronistiche e alimentare il bisogno di collaborare e sostenersi a vicenda. Come emerge dall’indagine, infatti, da una parte c’è chi ha rafforzato il legame con la famiglia e gli amici (37%), stretto amicizia coi vicini (20%) e ripensato molte occasioni di incontro (15%); dall’altra chi ha accresciuto la partecipazione alla vita della comunità (12%) magari prestando aiuto ai vicini meno giovani o anziani (15%) o facendo offerte anche economiche per sostenere iniziative solidali (12%).

Dall’analisi delle risposte emerge, inoltre, che vivere come una comunità influisce positivamente sull’esistenza delle persone, che si mostrano invogliate a cercare alternative migliori e di migliore qualità (42%), ad allargare i propri orizzonti e a sperimentare (40%). Senza dimenticare che per il 54% del campione il lavoro di squadra contribuisce a stimolare l’ambizione e l’autostima, consentendo di affrontare gli obiettivi più difficili con maggiore entusiasmo. Predomina, in ogni caso, una complessiva tendenza alla valorizzazione di questi valori: solo il 17% degli intervistati non riconosce giovamenti nella collaborazione e nelle dinamiche di gruppo.

Parlando di spirito di comunità e condivisione, infine, va ricordato che il Villaggio Kozel – evento tenutosi lo scorso 20 maggio a Milano in piazza Gae Aulenti – ha rappresentato un’occasione di solidarietà: parte dei proventi sarà devoluta all’associazione iBVA per sostenere “Solidando”, il primo social market milanese con casse, scaffali e carrelli, dove è possibile fare la spesa gratuitamente pagando con una tessera a punti, per assicurare il sostegno alimentare ai più bisognosi. Il progetto oggi fa parte del Dispositivo di Aiuto Alimentare del Comune, e conta 2 sedi nel capoluogo lombardo (una nello storico stabile di iBVA in via Santa Croce 15, l’altra in via Appennini 50).

 

Per maggiori informazioni: Spencer & Lewis

AssoContact: Contact Center settore strategico per Economia, Digitalizzazione e Servizi

telemarketing

Un settore vivace e in movimento, con importanti prospettive di crescita, fortemente innovativo, impegnato in una profonda azione di regolamentazione per contrastare abusivismo e telemarketing selvaggio, capace di essere driver di cambiamento in termini di risorse, formazione del personale e strumenti a tutela dei cittadini.

Ha un fatturato complessivo che supera i 2.8 miliardi di euro e fa registrare alti e costanti tassi di crescita con moltiplicatori importanti in tutta la filiera collegata. È stato resiliente alla crisi Covid, ha un’elevata occupazione giovanile (+17% rispetto alla media nazionale), femminile (+34% rispetto alla media nazionale) e a tempo indeterminato (+9% rispetto alla media nazionale), è presente in particolar modo al Sud dove genera ricchezza per i territori e per i dipendenti, sostenendo le competenze digitali e accompagnando la formazione professionale.

È la fotografia dei call e contact center in Italia scattata dallo Studio Ambrosetti per Assocontact, l’Associazione Nazionale dei Business Process Outsourcer che rappresenta e tutela le aziende e i valori occupazionali espressi dal settore.

Lo studio, primo nel suo genere in Italia, è stato presentato oggi a Roma nel corso dell’Assemblea annuale di Assocontact, alla presenza di esponenti del mondo delle istituzioni e delle imprese che hanno animato un articolato dibattito con il contributo dei Sottosegretari allo Sviluppo Economico Anna Ascani e alla Transizione digitale Assuntela Messina, nonché del Vice Ministro del Ministero dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin.

LO STUDIO AMBROSETTI: IL CONTRIBUTO E IL RUOLO DELL’OUTSOURCING IN ITALIA

Lo studio Ambrosetti individua un modello econometrico con cui valutare gli impatti diretti e indiretti dei Contact Center sulle dimensioni economiche, tecnologiche, occupazionali e socio-culturali del Paese e dei Territori. L’obiettivo è la valorizzazione di un settore in piena evoluzione che, nonostante i buoni indicatori, soffre a torto di una cattiva reputazione che ne limita il contributo alla crescita del Sistema Paese e alla sua inevitabile digitalizzazione. Processo in cui il Business Process Outsourcing potrebbe giocare un ruolo strategico e dirimente.

I risultati raccontano infatti di un settore estremamente vivace:

prevalentemente allocato nel Sud, con aziende sane e competitive non solo sul territorio nazionale ma in tutta l’area mediterranea – Campania (20%), Sicilia (8%) e Puglia (6%);

– in continua crescita dal 2014, riportando dei tassi di crescita superiori alla media di tutte le imprese italiane e al settore dei servizi sia pre che postpandemia;

estremamente resiliente, nel 2020 il fatturato è cresciuto del +7,7% (in controtendenza significativa rispetto al -7% del settore dei servizi e al -9,5% del fatturato di tutte le aziende italiane); l’occupazione è calata del 2.7% contro l’11% della media nazionale e il 10% di quella dei servizi;

– tra i principali investitori in tecnologia e innovazione nel settore dei servizi, facendo registrare dal 2002 la maggiore crescita degli investimenti (+8%) rispetto alla media italiana (+0,7%), per un totale cumulato di circa 1,2 miliardi di euro;

con un altissimo tasso di occupazione giovanile (56%) e femminile (69%), pari a +17 punti e +34 punti rispetto alle medie nazionali; con programmi di formazione continua consistenti;

capace di garantire e incrementare posti di lavoro in modo stabile, +1.4% nell’ultimo anno con un’incidenza dei contratti a tempo indeterminato del 94% contro l’85% della media nazionale

– capace di migliorare la propria produttività, inserendosi nel primo decile tra gli 873 settori censiti da ISTAT tra il 2014 e il 2020;

– di generare valore per tutti gli stakeholder: con un fatturato complessivo, diretto e indiretto, di circa 6 miliardi di euro e un valore aggiunto di 3.1 miliardi di euro.

BORGHERESE: “SERVE UNA LEGGE SERIA DI RIORDINO E RILANCIO DEL SETTORE”

A rafforzare gli esiti dell’indagine Ambrosetti è stato il Presidente di Assocontact, Lelio Borgherese che ha dichiarato: “Oggi è un giorno importante perché finalmente tutti gli attori della filiera – Istituzioni, authority, committenti, outsourcer, sindacati, associazioni dei consumatori, lavoratrici e lavoratori si sono riuniti insieme per discutere di un progetto comune: il riordino e il rilancio del Business Process Outsourcing. I Contact Center sono un settore in fragile equilibrio tra crisi di sistema e opportunità di rilancio. Per questo c’è bisogno di una legge seria che coniughi realismo e immaginazione per ricomporre gli interessi legittimi ma confliggenti che attraversano il settore senza dimenticarsi di disegnarne il futuro. Per tornare a credere nei Contact Center bisognava rispondere a una domanda sola: quanto vale un Contact Center? Grazie allo Studio Ambrosetti possiamo dirlo in numeri: fattura circa 3 miliardi e ne genera 6 lungo tutta la filiera. Sui territori ha abilitato 10 milioni di investimenti; alle casse dello Stato frutta oltre 607 milioni. Eroga 1 miliardo di salari l’anno favorendo l’occupazione femminile e giovanile, molta della quale al Sud. Fornisce lavoro a 185.000 persone grazie a un moltiplicatore occupazionale di 3.5. Sostiene la digitalizzazione del Paese, sia in termini di competenze sia di infrastrutture e servizi. Per l’80% dei committenti fa un eccellente lavoro. Per il Governo è un settore essenziale. Per noi Outsourcer può essere molto di più: può essere la chiave per far crescere la cittadinanza digitale e le economie data driven. Le trasformazioni che riguardano la società fondata sulla cittadinanza digitale e l’economia data driven hanno un comune punto di caduta: la capacità del sistema di gestire e valorizzare le informazioni. Attualmente i Contact Center sono le organizzazioni più mature”.

L’ASSEMBLEA 2022: IL CONTRIBUTO ALLA DIGITALIZZAZIONE DEL PAESE

Dedicata all’analisi del contributo che call e contact center possono offrire all’economia e alla digitalizzazione del Paese, l’Assemblea Assocontact 2022 ha visto un ricco e autorevole parterre di ospiti confrontarsi stamattina a Roma. Sono intervenuti l’onorevole Anna Ascani, Sottosegretaria al MISE, il senatore Gilberto Pichetto Fratin, Viceministro Ministero dello Sviluppo Economico, Guido Scorza Componente del Collegio del Garante per la Protezione dei Dati Personali, il senatore Antonio Misiani Componente della Commissione Bilancio Senato, il senatore Stefano Corti Componente Commissione Lavori Pubblici, Comunicazione del Senato, Roberto Maurizio Pellegrini, Responsabile Registro delle Opposizioni della Fondazione Ugo Bordoni l’onorevole Marco Lacarra Componente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera, l’onorevole Francesco D’Uva Questore della Camera dei Deputati, Riccardo Acciai Direttore Dipartimento Reti Telematiche e Marketing, Massimo Fazio Head of Phone Channel, Market Italia di Enel, Giorgio Gerardi Responsabile Assistenza Clienti del Gruppo Poste Italiane, Pier Paolo Barberini Commercial Operations Director – WINDTRE Spa, Michele Zunino AD Netalia, Raffaella Grisafi, Presidente Osservatorio Imprese Consumatori (OIC), Sergio Aracu Founder Area Legale e DPO Assocontact, Davide Natale Vice Presidente Assocontact e Andrea De Rossi National Key Account Manager Humangest.

LE REGOLE DEL GIOCO E IL CONTRASTASTO ALL’ILLEGALITA’: LE AZIONI DI ASSOCONTACT

Assocontact è impegnata da anni per aggiornare le regole del gioco in modo da contrastare l’illegalità, tutelare i diritti, garantire una leale competitività, investire in formazione e innovazione, dare credibilità al proprio settore e all’interpretazione sociale del BPO.

Allo scopo, negli ultimi anni, Assocontact ha:

– presentato un progetto di Codice di Condotta all’Autorità Garante dei Dati Personali in collaborazione con diversi attori della filiera quali Data Provider e Committenti

– redatto e presentato un Disegno di Legge per il Riordino del Settore

– creato un Bollino Blu della qualità, un certificato ottenibile tramite Audit per distinguere operatori virtuosi, legali e illegali

– istituito una Camera di Conciliazione per favorire la segnalazione di comportamenti illegali da parte dei cittadini all’autorità Garante

– dotata di un codice di autoregolamentazione per il Telemarketing al fine di tutelare i diritti dei consumatori

– pubblicato un Decalogo con cui il consumatore può orientarsi quando riceve una chiamata indesiderata

– indetto e finanziato la prima call 4 ideas di categoria, promuovendo l’ingresso nel mercato di due startup

– organizzato tavoli tecnici con gli stakeholder del settore (Committenti, Istituzioni, Sindacati, etc…)

– presidiato i canali di comunicazione e svolto attività di promozione e sensibilizzazione, ivi compresi importanti Webinar e Convegni sui temi privacy, telemarketing, infologistica, valorizzazione dei dati e trasformazione digitale, anche sfruttando i servizi di Web Radio Activa+.

Inoltre, dall’inizio della pandemia, ha messo in campo diverse iniziative per testimoniare in modo concreto il proprio impegno in favore di una collettività più informata, sicura e protetta. Tra queste segnaliamo:

– il mantenimento operativo delle proprie postazioni attraverso la remotizzazione veloce e completa delle risorse per garantire business continuity sui servizi essenziali e informazioni utili

– l’apertura di Hub Vaccinali per l’erogazione di migliaia di dosi a tutta la popolazione residente nei diversi hub

– la gestione dei numeri verdi regionali per l’erogazione delle informazioni legate al Covid

– le attività a sostegno dell’alfabetizzazione digitale e dell’accompagnamento delle categorie fragili per l’utilizzo di soluzioni digitali in ambito bancario e assicurativo.

DAL 27 LUGLIO OPERATIVO IL REGISTRO DELLE OPPOSIZIONI: LE PROPOSTE MIGLIORATIVE DI ASSOCONTACT

Il 27 luglio entra in vigore il ROP – Registro pubblico delle opposizioni, uno strumento dedicato ai cittadini che scelgono di non essere contattati da call e contact center ai propri numeri di rete fissa e mobile. Uno strumento ancora non del tutto efficace che Assocontact vuole rafforzare proponendo tre soluzioni:

  • Smart Contract: attraverso il protocollo blockchain è possibile stipulare uno smart contract tra telesseler e consumatore con l’obiettivo di tracciare il contratto e verificarne la compliance. Uno smart contract che non corrisponda ai requisiti non potrà essere riscattato dal brand che, rendendo vano il vantaggio economico acquisito illegalmente, spezza la catena di valore illegittimo.
  • Golden Number: associare ciascun brand ad un numero unico, come già accade per il Customer Care delle Telco ad esempio. Il Golden Number può essere ceduto dai brand agli Outsourcer regolarmente ingaggiati. Il riconoscimento immediato garantisce due effetti positivi: la correttezza dei teleseller sempre più connessi al brand di cui sono la voce; e soprattutto l’immediata individuazione degli operatori fraudolenti, smascherati dal numero chiamante che non corrisponde al Golden Number.
  • ID Authenticator: poiché alcuni strumenti tecnologici consentono di camuffare o modificare il numero di telefono chiamante, si suggerisce di adottare soluzioni tecnologiche in grado di neutralizzare tali pratiche. ID Authenicator è un esempio in voga negli Stati Uniti e in altri grandi mercati internazionali del BPO il cui utilizzo favorisce il riconoscimento certo del numero di telefono chiamante.

LE SFIDE DEL FUTURO: DIGITALIZZAZIONE E SERVIZI PER UN SETTORE CHE TRAINA L’ECONOMIA

Digitalizzazione e servizi sono i due concetti chiave per ricomporre in una strategia sistemica sfide che altrimenti rischiano di rimanere problemi distanti e irrisolvibili.

C’è una dimensione che riguarda gli aspetti specifici del settore: il contrasto al telemarketing illegale, la garanzia di tutela di tutti i diritti ivi compreso quello alla libera concorrenza, un quadro normativo restrittivo e punitivo che non ha mai guardato alla valorizzazione del settore e, all’opposto, la spinta verso una legge di riordino già presentata a tutte le Istituzioni.

C’è una dimensione che riguarda la transizione ai lavori del futuro e ai cambiamenti necessari: formazione, smart working, nuove piattaforme contrattuali, valorizzazione dei dati e servizi innovativi che si riflettono in un cambiamento dei modelli di business, ammodernamento del quadro normativo anche in relazione ai framework internazionali sulla gestione dei dati, la tutela della privacy e la concorrenza con player mondiali.
C’è una dimensione che riguarda l’economia del Sud: il Sud e il lavoro, l’occupazione femminile, lo spopolamento di interi territori e, di converso, il rilancio del Sud anche attraverso i Servizi, l’aspirazione a farne un hub innovativo e una piattaforma di raccordo del Mediterraneo allargato.

C’è, in sintesi, una pluralità di sfide che occorre affrontare.

La transizione verso economie e società data driven ha bisogno di:

  • accompagnare chi non è digitalmente alfabetizzato, chi non ha strumenti o vive nelle zone grigie;
  • semplificare per tutti la comunicazione PA / Cittadini e Brand / Consumatori
  • disegnare processi e soluzioni frictionless, per tutti e per ciascuno, favorendo l’adoption di tecnologie e applicativi;
  • conoscere, comprendere, condividere livelli di competenza, aspettative e comportamenti delle persone con Brand, Istituzioni, Università, ecosistema dell’innovazione, per realizzare servizi realmente essenziali;
  • migliorare la Customer Experience, formare i partner industriali verso le strategie data driven e supportarli nei progetti ICT adeguati, per aumentare la produttività dell’industria;
  • raccogliere, analizzare e condividere dati provenienti da tutte le fonti per migliorare conoscenza, interazioni e relazioni tra persone, imprese e istituzioni di regioni o nazioni diverse.

I BPO, che negli ultimi anni sono stati protagonisti di ingenti investimenti ICT e di una trasformazione digitale ampia e profonda, oggi possono andare oltre il Customer & Citizen Care e diventare motore di una società della conoscenza e delle informazioni.

 

Per ulteriori informazioni: Spencer & Lewis

Kozel porta il villaggio in città

Kozel_Olda

Una gigantesca installazione alta 14 metri e larga 12 metri che rimanda nell’immaginario collettivo al “cavallo” di Troia, torna a specchiarsi tra i grattacieli di piazza Gae Aulenti, a Milano, foriera di novità. Si tratta di Olda, il caprone simbolo vivente – da oltre 40 anni – del rispetto per la tradizione della birra e dei valori della comunità di Kozel, la birra ceca più venduta e apprezzata al mondo, con i suoi 4,5 milioni di ettolitri venduti in 48 Paesi.

Lanciata sul mercato per arricchire l’offerta premium di Birra Peroni, nei primi 12 mesi di permanenza sul nostro mercato ha ottenuto il consenso di più di due milioni di famiglie italiane, con un tasso di riacquisto del 36% (tanto da essere stata inserita da IRI tra i Top Lanci 2021 nel comparto Food & Beverage).

La prima apparizione di Olda, la scorsa primavera, ha accompagnato il lancio del marchio sul nostro mercato. Oggi segna la ripartenza delle esperienze dal vivo per Birra Peroni. Un’intensa attività teasing sui canali social IG e FB di Kozel e di Frank Matano, suo partner in crime dallo scorso anno, ha raccontato il progetto di riportare il caprone gigante a Gae Aulenti; Kozel ha peraltro coinvolto Nina Palmieri e Pierluigi Pardo, il quale racconterà live l’inaugurazione del Villaggio Kozel. La sua costruzione ha preso il via tra giovedì 12 maggio e martedì 17 maggio. L’installazione, realizzata con legno di abete marchiato FSC, proveniente da una filiera certificata e rispettosa dell’ambiente, contiene al suo interno uno speciale pub ricreato per l’occasione.

Da venerdì 20 a domenica 22 maggio, attorno al caprone totemico, in piazza Gae Aulenti, prende così vita il Villaggio Kozel. Su una superficie di 816 mq, sarà ricreata la suggestiva e ospitale atmosfera di Velké Popovice. Una tre giorni di degustazioni di birra, workshop e giochi. Un momento di celebrazione, condivisione e divertimento che vuole catapultare i consumatori nel mondo di Olda e del suo piccolo villaggio ceco.

Il “villaggio” di Milano, che si muoverà in tour nei mesi estivi, rappresenta il debutto europeo di questo format. Scelta giustificata dai segnali di positività riscontrati: “Dopo il successo della precedente campagna, abbiamo pensato di dare vita a un format ancora più divertente, festoso e spensierato che potesse restituire al pubblico la voglia di tornare a condividere esperienze dal vivo, oltre alla mission di Kozel e ai suoi valori di punta. Kozel è ‘la birra con un villaggio dentro’, questo vuol dire tradizione, ospitalità e collaborazione ma soprattutto ‘stare insieme’ e ‘sentirsi una comunità’. Ricreando il villaggio di Velké Popovice coinvolgeremo il consumatore, catapultando nel mondo di Olda, saranno tanti i momenti all’insegna di leggerezza e spensieratezza. Lavoreremo molto su questi concetti, per noi peculiari, sfruttando varie leve di comunicazione: dal digital alla strategia di PR e Media relations, dall’evento in piazza allo spot TV fino al tour estivo. Continueremo ad investire molto su questo brand, per rafforzare la sua presenza nel mercato italiano” – afferma Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director Birra Peroni.

Il Villaggio Kozel comprenderà diversi corner, tra cui un’area gioco (Forza 4, Giant Hammer, dadi, tiro del cerchio nelle corna del caprone, Jenga gigante), un’area fun pour costituita da ben 6 metri di bancone in legno per degustare l’autentica tecnica di spillatura Kozel, un’area barber shop per acconciarsi la barba e addirittura un’area dove poter realizzare delle trecce ai capelli in classico “villaggio”. E poi tre bar, un’area pic nic e beer garden, food pairing e corner foto. Un grande evento, dunque, pensato per coinvolgere e divertire i visitatori.

Kozel sarà, poi, presente in TV con uno spot oggetto di un investimento importante, on air dalla prima settimana di aprile fino a fine agosto: 11 settimane di programmazione sulle principali reti (Rai, Mediaset, La7), oltre che sui più importanti canali satellitari pay e digitali (Sky, Discovery).

Lo spot pubblicitario, realizzato con stile ironico e divertente, racconta i valori di Kozel. E ripercorre le molte delle esperienze che il consumatore troverà nel Villaggio di Milano. Protagonista indiscusso è l’immancabile Olda, insieme agli abitanti del suo villaggio che da generazioni si prendono cura del loro caprone. Tutti insieme, per raccontare la passione per la propria birra, lo spirito di comunità che li unisce e la spensieratezza che si nasconde dietro un semplice gesto: un bel brindisi in compagnia con un boccale di birra Kozel.

Negli ultimi 12 mesi la produzione di Kozel ha interessato in maniera più consistente il nostro Paese. È partita nella primavera dello scorso anno con Kozel Lager, nello stabilimento Peroni di Padova, nel pieno rispetto della ricetta originale che prevede un’attenta selezione delle materie prime e la doppia decozione. Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra i mastri birrai e agli alti standard di produzione. Ad oggi, per rispondere alla domanda del mercato italiano, interessa anche lo stabilimento di Roma ed include la variante Kozel Dark.

Tennis & Friends – Salute e Sport riparte dagli Internazionali BNL Al via il Tour per la prevenzione 2022 insieme a Croce Rossa Italiana per la campagna di raccolta fondi per l’emergenza in Ucraina

Tennis & Friends

La prevenzione torna al Foro Italico con una Special Edition di Tennis & Friends – Salute e Sport. Sabato 14 maggio, nel prestigioso ambito degli Internazionali BNL d’Italia, partirà ufficialmente il nuovo Tour 2022. La manifestazione da undici anni promuove e unisce salute e sport per la prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita.

 Mai come ora la prevenzione deve tornare ad essere al centro dell’attenzione di tutti. L’emergenza da Covid-19 ha infatti ridefinito, in maniera drastica, i programmi di screening, mettendo in luce un quadro decisamente sconfortante. Basti pensare ai pazienti cardiopatici e/o oncologici che hanno visto allungarsi ancora di più i tempi di attesa per screening e controlli. Del resto, i dati dell’Osservatorio Nazionale Screening hanno quantificato un salto negativo di oltre tre milioni di esami, senza i quali potrebbero essere ‘sfuggite’ oltre 3.500 diagnosi di tumore al seno, 3.000 lesioni precancerose alla cervice uterina e poco più di 9.000 lesioni del colon-retto (tra tumori veri e propri e adenomi avanzati, forme destinate ad evolvere in tumori).

 Confrontando il numero di esami effettuati tra gennaio 2020 e maggio 2021 con quelli relativi a un periodo precedente di eguale durata, i dati rispecchiano un quadro che deve far riflettere molto sull’importanza della prevenzione. Un ritardo di 6-8 mesi nella diagnosi può infatti influire sull’esito delle terapie. Per questo essere presenti ad una manifestazione come Tennis & Friends, dove la salute e il benessere delle persone è al “centro” di tutto, è un segnale importante dove, ancora una volta, il mondo dello sport si incontra con quello della prevenzione. Durante i nostri eventi i visitatori, in un clima divertente e rilassato, possono sottoporsi a viste e screening mirati gratuitamente. Perché la prevenzione deve essere un diritto accessibile a tutti.” dichiara il Professore Giorgio Meneschincheri, medico specialista in Medicina Preventiva, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“Alimentazione, Cuore e Sport” sarà il tema dei percorsi sanitari – pensati e organizzati in collaborazione con l’Istituto Medicina dello Sport – che sabato 14 maggio saranno allestiti nell’area adiacente i campi 7 e 8 del Foro Italico. A partire dalle ore 10 fino alle 18, i visitatori potranno effettuare screening e visite gratuite, grazie anche al supporto del Comitato della Croce Rossa di Roma che metterà a disposizione, anche quest’anno, personale e strutture.

 In particolare, saranno organizzati due percorsi diagnostici ed informativi che comprenderanno check-up cardiovascolari (visite specialistiche ed esami diagnostici) e nutrizionali (valutazione delle abitudini alimentari, delle eventuali intolleranze, per passare poi alla misura della composizione corporea e della massa grassa, per uno stile di vita all’insegna del benessere e della prevenzione. Grazie agli operatori della Medicina dello Sport dell’Acqua Acetosa di Roma.

 Quest’anno, un’attenzione particolare sarà dedicata alla solidarietà. Tennis & Friends – Salute e Sport, infatti, oltre ad aver partecipato, lo scorso 8 maggio alle celebrazioni per la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, supporterà, nel corso dell’evento al Foro Italico, la campagna di raccolta fondi della CRI per l’emergenza Ucraina.

 Anche quest’anno, a conferma dell’impegno costante di Tennis & Friends nella promozione della prevenzione, nel corso della Special Edition saranno presenti: il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore allo Sport, Turismo, Eventi e Moda, Alessandro Onorato che, insieme al Prof Giorgio Meneschincheri, esporrà alla stampa, il nuovo progetto di Tennis & Friends. Progetto che prevederà l’inclusione di un programma mirato a promuovere nelle scuole di I° e II° grado di Roma e Torino, lo Sport, in tutte le sue sfaccettature con attività focalizzate anche sulla salute e il benessere dei giovani studenti.

 Presente anche il Direttore delle Operazioni, Emergenze e Soccorsi della Croce Rossa Italiana, Ignazio Schintu che racconterà la sua esperienza e l’operato vissuto in prima linea, sui territori attualmente colpiti dal conflitto Russo-Ucraino da cui è appena ritornato.

“Sono molto lieto di poter portare, in un contesto di sport e solidarietà quale è Tennis & Friends, una testimonianza del lavoro incessante che la Croce Rossa Italiana sta conducendo, sin dalle prime fasi del conflitto, in Ucraina. – sottolinea Ignazio Schintu, Direttore delle Operazioni, Emergenze e Soccorsi della Croce Rossa Italiana – ad oggi siamo attestati sulla partenza di due convogli a settimana per l’invio di aiuti umanitari con oltre 1000 tonnellate di beni già consegnati. Tutto quello che mandiamo è richiesto dalla Croce Rossa Ucraina in base alle reali necessità della popolazione colpita. – prosegue Schintu – Abbiamo da poco attivato anche un hub logistico a Suceava (Romania), al confine con l’Ucraina, al fine di ottimizzare lo smistamento degli aiuti. E continua la nostra attività di evacuazione, di supporto sanitario e di accoglienza degli ucraini su tutto il territorio nazionale.”

 A rappresentare il mondo dello sport, il sottosegretario allo Sport e Politiche Giovanili, Valentina Vezzali, il Presidente di Sport e Salute S.p.A., Vito Cozzoli, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, il Presidente della FIT – Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, e il Presidente onorario della manifestazione e ambasciatore nel mondo del tennis, Nicola Pietrangeli.

 L’evento inoltre sarà associato alla organizzazione di uno speaker corner: “INCONTRA I MEDICI”. Una tribuna aperta al pubblico in cui Eleonora Daniele modererà incontri e dibattiti tra giornalisti, medici e personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. Gli esperti sulle loro esperienze e indicazioni daranno consigli e indicazioni utili a tradurre nella pratica le raccomandazioni mediche per migliorare il proprio stile di vita.

 “Siamo felici di ospitare al Parco del Foro Italico, durante gli Internazionali BNL d’Italia, la straordinaria campagna per la prevenzione sanitaria “Tennis & Friends” che da diversi anni ormai ottiene ottimi risultati, sensibilizzando la popolazione ad adottare corretti stili di vita attraverso la promozione dello sport nel senso del benessere, della salute, della prevenzione e di una vita più sana – ha dichiarato il Presidente e amministratore delegato di Sport e Salute S.p.A., Vito CozzoliGrazie alla collaborazione con Tennis & Friends, attraverso l’Istituto di Medicina dello Sport, centro di eccellenza sanitaria di Sport e Salute, riusciremo a far passare ancora meglio il messaggio che lo sport è salute.”

 La manifestazione, sostenuta dalle massime istituzioni, è stata realizzata con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport, con il patrocinio di Ministero della Salute, MIUR, Ministero della Difesa, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Regione Lazio, Comune di Roma Capitale, Sport e Salute S.p.A., CONI, Croce Rossa Italiana e in collaborazione con le maggiori Federazioni Sportive. La manifestazione inoltre gode del Patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

 Anche stavolta la manifestazione vedrà scendere in campo numerosi personaggi dello sport, della solidarietà e dello spettacolo, a sostengo del progetto nato 10 anni dall’intuizione del suo fondatore Giorgio Meneschincheri.

 Sono stati invitati a partecipare e a scendere in campo: Veronica Maya, madrina dell’evento, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Edoardo Leo, Jimmy Ghione, Paolo Calabresi, Max Giusti, Filippo Volandri, Diego Nargiso, Marco Tardelli, Vincent Candela,, Paolo Borghetto, Carmen Russo, Dolcenera, Beppe Convertini, Stefano Meloccaro,  Roberto Ciufoli, Marzia Roncacci, Milly, Marina Rei. Beppe Fiorello, Angelo Mangiante, Anna Pettinelli, Filippo Bisceglie, Lallo Circosta, Pamela Camassa, Mara Santangelo, Salvo Sottile.

 L’impegno di Tennis & Friends proseguirà a Torino, dal 16 al 18 settembre, dove Tennis & Friends sarà presente in veste di Official Charity delle Nitto ATP Finals, e a Roma, dal 7 al 9 ottobre, con la sua 12^ edizione, dove si terranno le giornate di chiusura dell’evento. Dove anche qui le scuole torneranno ad essere protagoniste con delle giornate pensate ad hoc per i più giovani, tra informazione, intrattenimento, salute e sport.

Tennis & Friends ringrazia tutti i suoi partner, in particolare: Internazionali BNL d’Italia, Sport e Salute S.p.A., Croce Rossa Italiana, Fondazione Ania, Joule Eni, Valmora, Head, Robe di Kappa, Vim, Famiglia Cottarella per sostenere la salute e la prevenzione al nostro fianco.

Media Partner: Corriere Salute, Il Messaggero, Corriere dello Sport, RDS

I dati del Registro.it fotografano l’andamento dei domini a targa italiana: 2021 anno “resiliente” del .it: oltre 550mila nuovi domini registrati. Il picco durante la terza ondata COVID in Italia

Nell’anno del next normal si contano 550.257 nuovi nomi a dominio .it. A renderlo noto è il Registro .it, organo tecnico dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr e anagrafe dei domini a targa italiana, che rileva un altro anno incredibile per il .it: la rete nostrana cresce del 2,24% e arriva a contare, in totale, 3.450.337 nomi .it presenti online al 31 dicembre 2021. Un risultato ottimo soprattutto se rapportato a un biennio monopolizzato dalla crisi sanitaria e dalle evidenti conseguenze su tutto il tessuto sociale e imprenditoriale in Italia.

In questi anni più che in quelli passati, analizzare questi numeri ci sta restituendo una panoramica piuttosto puntuale e attendibile di quello che avviene in generale in un Paese fortemente provato da due anni di pandemia – commenta Marco Conti, Responsabile del Registro .it Direttore dell’IIT-Cnr Se il 2020 è stato l’anno dell’approdo provvidenziale e necessariamente improvvisato alla rete, di chi correva ai ripari per salvare il proprio business dalle chiusure o per avviarne di nuovi, il 2021 è senz’altro l’anno della consapevolezza e della resilienza, in cui nonostante le incertezze e le false partenze, moltissime persone non si sono perse d’animo e hanno continuato a credere nel digitale come strumento di ripresa e rilancio, o anche solo per rivendicare la presenza in rete.”   

IL TREND SULLE NUOVE REGISTRAZIONI: MENO IMPRESE E LIBERI PROFESSIONISTI

A supportare questa ipotesi di connessione tra ingaggio della rete e andamento della pandemia c’è un dato, quello di marzo 2021, che collegherebbe idealmente il record mensile di registrazioni (+60.537) al picco della terza ondata di Coronavirus in Italia e al varo del nuovo Dpcm, con relative restrizioni in tutto il Paese.

Ma non solo: a far la conta dei domini registrati tra gennaio e ottobre 2021 mancano all’appello più di 5.300 domini .it di liberi professionisti: il 18,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020, un dato in linea con i rapporti delle associazioni di categoria, che parlano di circa 40.000 liberi professionisti in meno nel 2020 [fonte: IV Rapporto Osservatorio Confprofessioni, dicembre 2021]. Giù anche le imprese, -6,3% di registrazioni rispetto al 2020. L’unica categoria che fa registrare il segno più è quella attribuibile alle persone fisiche, +12,3% rispetto al 2020 e, in generale, più della metà (53,7%) rispetto al totale delle nuove registrazioni.

“La rete italiana vive una fase di fermento tipica di quei momenti di riorganizzazione dettata da una crisi: per fare un paragone indicativo, con le dovute specifiche di contesto e periodo, abbiamo visto lo stesso movimento negli anni della crisi economica del 2008, con le registrazioni di nuovi .it cresciute di oltre il 70% in un triennio (2008-2011) – continua ContiOra potremmo essere nuovamente di fronte a una importante scommessa, un’opportunità preziosa i cui ingredienti principali sono, da un lato il profondo cambiamento sull’utilizzo del web e sulla sua stessa percezione in Italia, dall’altro lato le manovre di investimenti miliardari previsti dal PNRR per la cosiddetta ‘Missione Digitalizzazione’. Sommando queste considerazioni, il 2022 è il candidato ideale a rappresentare un nuovo inizio anche per l’Italia digitale.”

LO STATO DEL .IT: LA MAPPA DELL’ITALIA ONLINE

Lo studio dell’IIT-CNR prende in esame l’intera anagrafica del Registro .it e calcola l’indice della diffusione di Internet in Italia sulla base del tasso di penetrazione per ogni regione e provincia, ovvero quanti domini .it ogni 10mila abitanti.

Guardando sempre al periodo che va da gennaio a ottobre 2021, è il Trentino Alto Adige la Regione con il tasso di penetrazione più alto in Italia, davanti a Lombardia, Valle d’Aosta, Toscana, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. Più giù invece le regioni del Meridione, con Basilicata, Sicilia e Calabria nelle ultime tre posizioni.

Sul fronte delle province, Milano conquista il primato per tasso di penetrazione, con quasi 555 domini (554,8) ogni 10mila abitanti maggiorenni, seguita da Bolzano (493,8), Firenze (466,7) e Rimini (452,7). Ultime in classifica, anche qui, le province del Sud e delle Isole: tutte le ultime dieci posizioni, con in coda Crotone (164,3), Caltanissetta (149,9) ed Enna (145,7).

 

 

 

Lotta al telemarketing illegale: dopo il registro delle opposizioni, ecco il codice di condotta

telemarketing

Dopo il “Bollino blu” e il “Registro delle opposizioni” ecco il “Codice di condotta”, ulteriore strumento nella lotta al telemarketing illegale.

In continuità con il lavoro svolto  a tutela dei diritti dei cittadini e in contrasto alle pratiche del telemarketing Illegale, la proposta è stata avanzata oggi a Roma da Assocontact (Associazione Nazionale dei Business Process Outsourcer) e OIC (Osservatorio Imprese e Consumatori) nell’ambito di un incontro alla presenza delle massime Autorità regolatorie del settore.

L’iniziativa, dal titolo “La spinta normativa all’autoregolamentazione nel telemarketing. Per un nuovo rapporto tra imprese e consumatori” ha visto la partecipazione di Lelio Borgherese (Presidente Assocontact), Gianluca Di Ascenzo (Presidente OIC), Guido Scorza (Componente Autorità Garante protezione dai personali), Giovanni Calabrò (Direttore generale AGCM), Enrico Maria Cotugno (Ufficio garanzie e tutele direzione consumatori AGCM), Roberto Malaman (Segretario generale ARERA), Raffaella Grisafi (Vice Presidente OIC), Davide Natale (Presidente Assocontact) e Sergio Aracu (DPO Assocontact).

Il Codice di Condotta è un sistema di regole di comportamento e gestione che si integra con le raccomandazioni del Legislatore Europeo, del Legislatore Nazionale e delle Autorità di Vigilanza quali il Garante per la Protezione dei Dati Personali, il Garante della Concorrenza e del Mercato e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché delle istituzioni regolatorie di settore.

Con il Codice di Condotta, Assocontact e OIC vogliono disciplinare l’operato degli Outsourcer a garanzia della pluralità dei diritti delle parti coinvolte. Anche per i Committenti sarà possibile aderire al Codice con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di distinguere e contrastare gli operatori illegali.

Il Codice, basato sui principi di formazione continua degli operatori, dialogo aperto tra le parti e sensibilizzazione e informazione per i consumatori, comprenderà norme e principi, comportamenti vietati, attività di monitoraggio e gestione dei reclami per tutti i contatti, siano telefonici o elettronici, al fine di essere uno strumento efficace e integrato con gli istituti e le azioni già realizzati da Assocontact e OIC.

Il suo obiettivo è quello di colmare alcune lacune normative, divenendo uno strumento di responsabilizzazione utile ad aiutare il settore a conformarsi efficacemente alla normativa in materia di protezione dei dati personali.

 “La nostra natura di Osservatorio che racchiude diverse entità ci permette di avere un quadro di insieme di un fenomeno complesso che – come tutto il mercato – soffre la concorrenza di soggetti che operano illegalmente danneggiando l’intera filiera ed in particolare i consumatori – commenta Raffaella Grisafi, Vice Presidente OIC –  I numeri delle segnalazioni che l’OIC riceve su questo tema conferma le macro dimensioni del fenomeno su cui siamo convinti occorra continuare a fare squadra su iniziative comuni di informazione ed assistenza ai cittadini, autoregolamentazione, coinvolgimento delle committenze e partecipazione all’attività istituzionale come OIC sta facendo con Assocontact dal 2016.”

Durante l’incontro di oggi sono stati presentati anche i primi risultati collegati all’iniziativa del Bollino Blu della Qualità in materia di Telemarketing e il Bollino Blu della Qualità in materia di Outbound Caring.

Le aziende associate ad Assocontact possono ottenere la certificazione del Bollino Blu a seguito di un Audit che ne verifica l’adesione a un modello organizzativo ed operativo che garantisce la tutela dei consumatori finali. Il Bollino Blu punta a certificare che i contraenti abbiano adottato il codice procedurale in materia di telemarketing (un insieme di regole di comportamento ispirate alla data protection, alla trasparenza, al rispetto della legalità), che abbiano adempiuto agli obblighi formativi in materia di Privacy e sicurezza sul lavoro e che non siano stati destinatari – nel biennio precedente il rilascio del rating – di sanzioni definitive inflitte dall’Autorità di vigilanza e/o dall’Autorità giudiziaria per condotte inerenti alla violazione dei dati e altre comportamenti dannosi per la clientela finale nonché che abbiano adottato tutta una serie di misure rafforzate di assistenza e tutela dei consumatori.

Assegnato a seguito del completamento di un audit interno studiato insieme dal mondo dei consumatori di OIC e dei Contact Center di Assocontact il rating, tradotto nel Bollino Blu che ne riconosce lo status di “Azienda Qualificata”, nasce anche per permettere ai consumatori di identificare un operatore che adotta un modello virtuoso seguendo regole – di comportamento e professionalità – certe e contribuendo così a creare un clima di fiducia .

“Bollino Blu e Registro delle opposizioni innalzano il presidio del rischio sistematicamente legato a questo settore, anche alla luce della forte spinta digitale in atto nel Paese, ma c’è bisogno di renderli più integrati e cogenti rispetto al mercato, soprattutto in chiave di contrasto all’illegalità. Ecco perché dobbiamo andare oltre e sostenere modelli di regolazione del settore che siano di massima garanzia per i cittadini. In questa direzione abbiamo avanzato la proposta del Codice di condotta, uno strumento che aiuterebbe a ridare valore e credibilità al settore” commenta Lelio Borgherese, Presidente Assocontact.

 

Per ulteriori informazioni: Spencer & Lewis

Kozel arriva in Italia: “La birra con un villaggio dentro”

Tradizione, ospitalità e collaborazione i valori di Kozel

La birra ceca più venduta e apprezzata al mondo è arrivata in Italia. Kozel con i suoi 4,5 milioni di HL venduti a livello globale, è già presente in 48 Paesi. Già dal lancio, sarà disponibile nella versione Premium Lager e Dark Lager, riconosciute universalmente per la piacevole bevibilità, tanto da aver ricevuto oltre 200 premi (fra cui il primo posto all’International Brewing Awards e al World Beer Award) per la loro qualità.

Kozel si unisce al portafoglio dei prodotti premium di Birra Peroni e mira a diventarne uno dei principali brand. Sarà prodotta in Italia, nello stabilimento di Padova, nel pieno rispetto della ricetta originale che prevede un’attenta selezione delle materie prime e la doppia decozione. Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra i mastri birrai e agli alti standard di produzione. 

Kozel Lager è una birra dal gusto ricco e morbido, con un delicato aroma di malto e luppolo, mentre Kozel Dark è una lager scura e corposa, sorprendentemente rinfrescante. Come tutte le lager premium ceche, anche Kozel ha un gusto ricco ma si beve piacevolmente; caratteristiche che le distinguono dalle altre birre europee.

La storia di Kozel, iniziata circa 150 anni fa in Repubblica Ceca, nel piccolo villaggio di Velké Popovice, continua oggi nel nostro Paese, portando i suoi valori di tradizione, ospitalità e collaborazione.

“Gli ultimi trend del mercato birrario raccontano come la birra sia sempre più sinonimo di convivialità. Più di 8 italiani su 10 non hanno dubbi: la birra è adatta a qualsiasi occasione (86%) e favorisce la socializzazione (86%). Il gusto rimane il principale driver di scelta (38%), seguito dal legame della birra con la tradizione (22%)[1]. La scelta di portare Kozel in Italia risponde ai bisogni e alle scelte dei consumatori che sempre di più sono alla ricerca di un approccio spensierato e divertente, di un’esperienza di consumo nuova e di altissima qualità ma soprattutto fedele ai valori di collaborazione e ospitalità. Il payoff “C’è un villaggio dentro” riassume l’anima più autentica di Kozel fatta proprio di questi valori – afferma Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director Birra PeroniDiamo dunque il benvenuto non a una birra qualunque ma alla birra ceca più venduta al mondo, apprezzata a livello internazionale perché unisce il suo carattere innovativo alla lunga tradizione nella produzione della birra”.

Per il lancio di Kozel è stata ideata una campagna di comunicazione senza precedenti. Al centro della narrativa, Olda, il caprone simbolo vivente – da oltre 40 anni – del rispetto per la tradizione della birra e dei valori della comunità e il suo partner in crime Frank Matano. I due sono stati complici dell’attività di lancio iniziata sui loro canali social IG e FB. Dal web sono arrivati in TV con la partecipazione di Olda e Frank alla finale di IGT. Fino allo spettacolare coinvolgimento della città di Milano con la comparsa di orme e strani cartelli, attività culminata nell’installazione in piazza Gae Aulenti di un caprone in legno gigante alto oltre 14 metri e che è stato poi teatro di un digital live show di reveal unico nel suo genere.

L’obiettivo era raccontare agli italiani i valori del villaggio in cui è nata Kozel: “C’è un villaggio dentro” è il payoff del nuovo brand che riassume l’anima più autentica di Kozel che la rende un prodotto unico sul panorama delle lager premium internazionali. La campagna continuerà in TV con uno spot pubblicitario dedicato che sarà on air a partire dal 2 maggio fino alla metà di luglio:10 settimane di programmazione continuativa sulle principali reti oltre che sui più importanti canali satellitari pay e digitali.

Kozel Lager e Kozel Dark saranno disponibili su tutto il territorio nazionale grazie ad una distribuzione capillare nei più importanti punti di consumo, bar e ristoranti e nelle più grandi insegne di supermercati della grande distribuzione.

 

[1]  Fonte: Centro Informazione Birra – CIB di AssoBirra.

A SPENCER & LEWIS LE MEDIA RELATIONS PER I BRAND CELLULARLINE E AQL SALLYLEE SI OCCUPERÀ DELL’INFLUENCER MANAGEMENT

Il brand reggiano sceglie la Creative PR House per rafforzare la presenza sui media tradizionali online e offline, mentre SallyLee, Hub di Spencer & Lewis, curerà strategia e operatività lato Digital PR e Influencer Management

 

 

Spencer & Lewis, la Creative PR House associata a PRHUB di UNA (Aziende della Comunicazione Unite) e a UNINDUSTRIA, si aggiudica le attività di PR & Media Relations per i marchi Cellularline e AQL del Gruppo Cellularline, l’azienda leader in Europa nel mercato degli accessori per smartphone e tablet, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento come punto di riferimento tecnologico e creativo nel proprio settore.

“Nel corso del 2020 abbiamo iniziato un percorso di rinnovamento della brand identity del nostro brand principale, per essere sempre più allineati alle esigenze degli utilizzatori – spiega Alessio Lasagni, Marketing & Digital Director di Cellularline – Parallelamente continua il percorso di sviluppo e di posizionamento di Audio Quality Lab (il marchio del gruppo specializzato nel mondo dell’audio/musica). La scelta di cooperare con Spencer&Lewis e SallyLee si basa proprio sulla volontà di modernizzare e amplificare il potenziale dei nostri brand e quindi di individuare partner in grado di interpretare correttamente questi percorsi e di supportarci”.

Spencer & Lewis curerà l’attività di PR per Cellularline e AQL, mentre SallyLee – lo spinoff specializzato nella Digital Governance – si occuperà delle Digital PR e dell’influencer management, gestendo il rapporto con i creator in modo da garantire qualità e originalità dei contenuti in un’ottica di medio-lungo periodo.

Da sempre siamo al fianco delle eccellenze italiane per promuoverne l’ingegno e l’originalità – commenta Massimo Romano, CEO di Spencer & Lewis – La sfida, per Cellularline, sarà rendere un brand già da tempo leader nel campo dell’elettronica di consumo sempre più appetibile anche in ambito lifestyle, integrando le media relations con un innovativo approccio agli influencer incentrato sulla qualità dei contenuti. Per AQL, invece, il challenge è sostenere il posizionamento e l’aumento della notorietà di un marchio giovane e dal grande potenziale”.

ARRIVA IN ITALIA VIVID, LA PIATTAFORMA DI BANKING E INVESTIMENTI CHE INSEGNA A FAR CRESCERE I PROPRI RISPARMI

Già presente in Germania, Francia e Spagna, la start up nata a Berlino ha superato la quota di 100mila clienti in appena 8 mesi dal lancio

 

 

Vivid Money, start-up che unisce banking e investimenti in un’unica app, sbarca oggi in Italia. La fintech nata a Berlino punta a convincere gli italiani dell’importanza di far crescere i propri risparmi, offrendo loro un modo sicuro e senza rischi di approcciarsi per la prima volta agli investimenti.

Secondo le ultime stime dell’Abi, nei conti correnti dei risparmiatori italiani sono depositati oggi oltre 1.746 miliardi di euro: una cifra che dimostra la storica propensione al risparmio del nostro paese, ma anche la scarsa dimestichezza con gli investimenti che porta molti cittadini a tenere fermi i soldi sul proprio conto. Tendenza ulteriormente accentuata dal clima di incertezza causato dalla pandemia.

La soluzione di Vivid? Introdurre le persone agli investimenti tramite il cashback, con un meccanismo che permette di approfittare dei rialzi del mercato senza alcun rischio di perdere la cifra investita. Tutto ciò all’interno un’app che offre una gamma completa di servizi per gestire, monitorare e far crescere i propri risparmi. 

L’iscrizione è gratuita con il conto Standard, ma per i primi tre mesi si hanno anche tutti i vantaggi aggiuntivi del conto Prime, attivabile in seguito per 9,90€ al mese.

SERVIZI BANCARI INNOVATIVI A PORTATA DI SMARTPHONE

Iscrivendosi a Vivid Money si ottengono subito gratuitamente un conto bancario tedesco e una carta di debito Visa in metallo. La carta – disponibile anche in forma virtuale – non riporta al suo esterno alcun dato e può essere bloccata e sbloccata con un solo click; l’integrazione con Google Pay e le altre principali piattaforme di pagamento è nei piani di Vivid per il prossimo futuro.

Una delle principali comodità che Vivid offre in ambito banking è quella di poter creare dei conti secondari – le “Pocket” – ognuna con un proprio IBAN. Le Pocket possono essere utili per dedicare un budget specifico a un determinato scopo, ma hanno anche il vantaggio di poter essere condivise con altri utenti, semplificando così la gestione tra più persone di spese, affitti e bollette. La possibilità di aggiungere anche valute diverse dall’euro (oltre 100 quelle disponibili, senza alcuna commissione per il cambio) risulta invece particolarmente utile soprattutto in caso di viaggio all’estero.

L’app permette inoltre di svolgere con un semplice drag-and-drop una moltitudine di operazioni, dal trasferire liquidità tra i vari conti all’inviare o richiedere denaro a un altro utente. Gli smart analytics, infine, consentono di monitorare le proprie spese quotidiane e i pagamenti ricorrenti, tracciando tutti gli abbonamenti attivi a servizi come YouTube o Netflix.

IMPARARE A INVESTIRE GRAZIE AL CASHBACK

Una delle proposte più innovative di Vivid Money, come detto, riguarda il cashback. Innanzitutto per la varietà dei programmi attivi: dal “Champion”, con cui viene premiato l’utente che spende di più in un certo bar o ristorante, alle “Super Offerte” con i più importanti brand italiani e stranieri, attivabili invitando con successo un amico ad entrare in Vivid. 

Ma la vera peculiarità del cahsback di Vivid sta nel modo in cui viene erogato: non in forma monetaria, ma come frazioni di titoli azionari delle maggiori aziende al mondo. Scelte le proprie aziende preferite, l’utente potrà quindi veder crescere i propri risparmi insieme alla performance dei titoli. E se questi scendono? Nessun problema: la Pocket dedicata tornerà a consistere soltanto delle somme ottenute col cashback, senza possibilità di perdere la cifra accumulata.

“L’idea è di incentivare le persone a investire, iniziando da piccole somme e senza rischi,” spiega Alexander Emeshev, co-fondatore di Vivid Money, “Oggi tenendo i soldi in banca si hanno tassi di interesse nulli o addirittura negativi, ossia si perde denaro. Trasformando le spese in investimenti, educhiamo i nostri utenti a far crescere i loro risparmi in maniera automatica.”

INVESTIMENTI CON UN CLICK, CRIPTO COMPRESE

Ma l’investimento senza rischi tramite il cashback è solo un primo passo: a breve Vivid lancerà anche in Italia Vivid Invest, la sezione specifica dedicata proprio agli investimenti. Si potranno acquistare – con pochi click e a partire da appena 0,01€ – un’ampia gamma di 1.000 titoli azionari quotati sui listini americani ed europei, nella maggior parte dei casi senza pagare alcuna commissione.

Contemporaneamente, verranno attivate sull’app le Cripto Pocket, con cui si potranno acquistare anche le 10 principali criptovalute sul mercato, da Bitcoin ad Ethereum, sempre a partire da 0,01€. Trattandosi di un asset più rischioso, il servizio verrà personalizzato sulla base delle competenze dell’utente, verificate attraverso un test da svolgere all’apertura di una Cripto Pocket.

Centrale nelle intenzioni di Vivid Money è infatti l’aspetto formativo, soprattutto in una nazione come l’Italia che nella classifica OCSE 2020 sull’alfabetizzazione finanziaria risulta 25esima su 26 paesi. Per questo, oltre a fornire ai propri clienti assistenza personalizzata in lingua italiana 24/7, Vivid punta a includere tra i propri servizi anche una quantità crescente di materiale educativo sui principali temi del mondo del risparmio e degli investimenti.

“Milioni di persone,” dichiara Artem Yamanov, cofondatore di Vivid Money, “non riescono a trovare una soluzione semplice ed efficiente per risparmiare e investire il proprio denaro. Con Vivid Money vogliamo permettere ai nostri clienti di organizzare la loro vita finanziaria in modo facile e trasparente, attraverso un’unica app fatta su misura per le loro esigenze.”

Vivid Money offre servizi finanziari conformi alle normative europee tramite Solarisbank, che fornisce una piattaforma Banking-as-a-Service completamente autorizzata, e collabora con Visa come partner tecnologico esclusivo per l’Europa per i pagamenti. Per i servizi di investimento in azioni e criptovalute, Vivid Invest GmbH agisce come agente collegato di CM-Equity AG. Vivid Invest GMBBH offre il servizio di intermediazione delle transazioni di strumenti finanziari per conto e sotto la responsabilità di CM-Equity AG.

I 3 ELEMENTI PER LA CITTÀ SOSTENIBILE DEL DOMANI: ECONOMIA RISPETTOSA, SPAZI PUBBLICI E GESTIONE DEI RIFIUTI

 Save The Planet e JTI Italia presentano lo studio sulla Città Sostenibile “Quanto sono sostenibili le nostre città?”, un piano per il futuro per certificare la sostenibilità dei centri urbani e avviare una trasformazione culturale che passi da cittadini, aziende e amministrazioni locali

Roma, 12 febbraio 2021 – Nel 2030 saranno 5 miliardi le persone che vivranno in agglomerati urbani, il 60% della popolazione mondiale: per questo “città sostenibili e comunità” è stato inserito al punto 11 degli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’ONU. È in questo contesto che si inserisce lo studio – presentato durante l’appuntamento del Forum ANSA 2030Quanto sono sostenibili le nostre città? – realizzato da Save The Planet Onlus e JTI Italia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che punta a sottolineare l’importanza di una riflessione congiunta sull’aspetto che dovranno assumere le città del futuro.

Lo studio prende avvio dall’esigenza di trovare un metro di misura riconosciuto da applicare ad ogni stadio dello sviluppo urbano, un progetto a lungo termine fondamentale per fronteggiare le sfide ecologiche, economiche e sociali di questo millennio. Oggetto della ricerca sono le 14 città metropolitane italiane comparate secondo tre indicatori rilevanti appartenenti alla normativa ISO 37120:2018: la pressione dei flussi turistici, la presenza di aree verdi e il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Tre indicatori chiave intorno ai quali costruire le città sostenibili e responsabili del domani.

Rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili” è la priorità del nuovo modello di sviluppo dal momento che le città sono il principale motore del PIL globale e affrontano diverse difficoltà nella gestione della vita urbana fra cui la produzione incontrollata di rifiuti. Il report mette in luce lo storico divario fra nord e sud del Paese. Venezia, Milano e Bologna distanziano le colleghe città metropolitane del sud per percentuale di rifiuti solidi urbani riciclati; fra queste Bologna converte l’85% dei rifiuti in energia destinando in discarica poco meno del 10%. La maglia nera va alla Sicilia sul cui territorio non esistono impianti di produzione di energia da rifiuti, tanto che circa il 70% di questi viene semplicemente smaltito in discariche[1].

Roma, Venezia e Milano si classificano sul podio per numero di presenze turistiche[2]. La città lagunare svetta al primo posto se si considerano le presenze turistiche in relazione al numero di abitanti. Emerge chiaramente quindi che le città che sono anche hotspot turistici hanno il dovere più di altre di sviluppare strategie efficaci per un’economia rispettosa dell’ambiente, soprattutto in ottica di sensibilizzazione dei visitatori che frequentano occasionalmente il territorio comunale.

La qualità della vita nella città del futuro dipenderà anche dalla quantità di aree verdi. Il tema pone al centro l’esigenza da parte delle amministrazioni locali di tutelare e implementare il verde urbano tenendo conto del fenomeno del littering. I veri protagonisti di questo processo di cambiamento sono i cittadini stessi generando in modo sistematico un nuovo approccio alla cura urbana sostenibile. Non a caso, le aree verdi sono quelle in cui si osserva la percentuale più elevata di comportamenti corretti rispetto alla gestione dei piccoli rifiuti. Al primo posto l’area metropolitana di Reggio Calabria per quantità di verde urbano ogni 100.000 abitanti con circa 1063 ettari, seguita da Cagliari e Venezia[3].

Lo studio conclude la campagna #IoLaButtoLì contro l’abbandono dei piccoli rifiuti – promossa da Save The Planet e JTI Italia insieme alla collaborazione dell’agenzia cooperativa sociale Pensieri & Colori e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“L’esperienza della campagna #iolabuttolì è il punto di partenza per mettere a sistema collaborazione, responsabilità e crescita intelligente in quanto direttrici da seguire per concretizzare la transizione verso un’economia che possa dirsi davvero sostenibile. La crisi internazionale che viviamo ha mostrato come i sistemi naturali, economici e sociali siano fortemente interconnessi, le aree urbane sono il laboratorio ideale per mettere in pratica questa nuova visione” afferma Gian Luigi Cervesato, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia. “Una sfida culturale prioritaria per raccordare le azioni dei singoli in piani strategici e stabilire interventi funzionali in modo da rendere questi strumenti la base per una maggiore partecipazione di cittadini e imprese e Istituzioni e strutturare insieme uno sviluppo solido delle nostre comunità” conclude Cervesato.

L’appuntamento è stato anche occasione per annunciare il primo Manifesto Anti Littering interattivo rivolto a cittadini, imprese e amministrazioni locali per sottoscrivere l’impegno congiunto per un futuro sostenibile.

Elena Stoppioni, Presidente di Save The Planet: “Il progetto #iolabuttolì è nato come iniziativa di sensibilizzazione su un tema reale come il littering ma ben presto è diventata qualcosa di più ambizioso. Grazie alla collaborazione di JTI Italia abbiamo realizzato un report che fotografasse alcune delle più grandi città italiane secondo parametri legati alla sostenibilità. Partendo da una campagna dove sono stati coinvolti, con grande successo, anche i ragazzi di Casa Surace, abbiamo stilato un rapporto che potrà diventare il vademecum delle città sostenibili del domani. A questo si aggiunge il manifesto che ogni cittadino, impresa ed amministrazione può sottoscrivere e impegnarsi per un futuro più sostenibile per la propria città. Questo rappresenta solo l’avvio di un progetto di misurazione che, siamo convinti, dovrà avere un respiro sempre più ampio ed arrivare a coinvolgere tutto il Paese, con l’obiettivo di definire il percorso da compiere per città responsabili ed inclusive”.

Il punto di arrivo sono i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 il cui raggiungimento potrà essere ottenuto con ’effettivo coinvolgimento e il coordinamento delle Istituzioni centrali e i governi locali in vista di un impegno integrato per la definizione di obiettivi quantificabili, misurabili, monitorabili.

In un importante documento lavorato in Commissione, ho recentemente inserito delle osservazioni fondamentali per la tutela del nostro ambiente e della resilienza delle nostre città. L’Europa ci chiede di fare uno sforzo ulteriore e ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 55% entro il 2030; per questo la risoluzione impegna il governo a promuovere i principi dell’Agenda 2030 e del programma dei 17 Sustainable Development Goals anche favorendo la promozione di “Comuni Sostenibili” ha sottolineato la Senatrice Pasqua L’Abbate, membro della Commissione Ambiente. “Fra le opportunità da cogliere, anche quella di stanziare incentivi per le aziende che decidono di certificare la propria carbon footprint e di ridurre responsabilmente le proprie emissioni di almeno il 30%. Rimangono centrali l’educazione, l’istruzione e la formazione come vettori per la transizione ecologica: ecco perché il Governo deve destinare importanti investimenti alle scuole, università e corsi di formazione professionale al fine di evitare un gap fra innovazione tecnologica e competenze. L’obiettivo sono città del futuro resilienti e inclusive, dunque, in un contesto globale attento alle leggi della vita e alla tutela della nostra casa comune” ha concluso la Senatrice.

 

[1] ISPRA, Catasto Nazionale dei Rifiuti

[2]ISTAT (2018), Movimenti turistici in Italia

[3] ISTAT (2019), Rapporto Ambiente Urbano

 

JTI È TOP EMPLOYER ITALIA, EUROPA E GLOBAL ANCHE NEL 2021

L’azienda ha ottenuto il tris di certificazioni Top Employer grazie alle strategie e le politiche attuate allo sviluppo del capitale umano basate su valorizzazione delle diversità e inclusione

 

Milano, 25 gennaio 2021 –  Una cultura aziendale aperta, un ambiente di lavoro collaborativo e stimolante, opportunità di mobilità e sviluppo internazionali, piani di carriera costruiti sulle proprie competenze e processi organizzativi innovativi: sono queste le eccellenze che hanno consentito a JTI di ottenere il tris di certificazioni Top Employer anche per il 2021.

L’azienda, per l’undicesimo anno consecutivo, ha ricevuto la certificazione in Italia e celebra il decimo anno consecutivo da Top Employer in Europa. Il riconoscimento è stato anche assegnato all’intero gruppo internazionale che rientra ancora una volta fra una selezionata cerchia di 16 realtà aziendali certificate per l’eccellente attenzione al capitale umano a livello globale.

Il riconoscimento di quest’anno assume ancora più valore alla luce dell’attuale  momento storico complesso in cui le persone JTI costituiscono il punto focale dell’azienda. Continuare a investire sui dipendenti nei momenti più critici significa dimostrare loro di essere parte di un sistema aziendale che li tutela e li pone al centro delle proprie scelte di business.

L’obiettivo è uno: essere dalla parte dei dipendenti durante tutta la loro vita professionale. Questo è il percorso intrapreso da JTI per la creazione di un ambiente di lavoro in grado di promuovere la cultura del cambiamento e governare con successo la grande trasformazione che JTI sta vivendo su più livelli, organizzativi e di digitalizzazione ma soprattutto di approccio alla popolazione aziendale. Il principio ispiratore è la libertà e la fiducia reciproca che caratterizza il contesto aziendale: libertà di scegliere il percorso di carriera che si preferisce grazie ai programmi di mobilità internazionale, libertà di raggiungere gli obiettivi nel modo in cui si ritiene più opportuno, dare libera espressione al proprio essere per  sviluppare il proprio potenziale.

“L’idea che ci muove è la consapevolezza di avere un ruolo importante presso le realtà in cui operiamo e questo si accompagna alla volontà di fare davvero la differenza. Lasciare il segno: è quello che cerchiamo di fare e verso cui stimoliamo i nostri dipendenti con la precisa volontà di pensare al futuro e prepararci ad affrontarlo, ecco perché prioritaria è l’attenzione non solo alle risorse interne ma anche esterne: attrarre i giovani talenti strizzando l’occhio alle nuove generazioni è per noi fondamentale perché vogliamo essere interpreti, anzi anticipatori del futuro e dell’innovazione” afferma Gian Luigi Cervesato, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia.

Un impegno che si traduce in tutti gli aspetti della realtà JTI: a partire dalla diffusione di buone pratiche, ai progetti di inclusione sociale e anche alla precisa volontà di costruire un ambiente di lavoro di cui le nostre persone possano andare orgogliose. Gli obiettivi per il 2021 riguarderanno il raggiungimento della parità di genere nelle posizioni di leadership, l’impegno per la costruzione di un cultura meritocratica e inclusiva delle diversità, l’apertura verso nuovi modi di lavorare agili, flessibili che diano la possibilità a chiunque di esprimere sé stesso e il proprio potenziale.

“In JTI lavoriamo tutti i giorni per valorizzare la diversità, favorire l’apprendimento continuo, creare un network di scambio trasparente e collaborativo che risponda sempre più alle esigenze professionali e personali. I risultati ottenuti, non solo in Italia, ma anche a livello europeo e ancora di più a livello globale confermano che siamo sulla strada giusta. JTI, per il settimo anno consecutivo, si conferma fra le pochissime aziende internazionali a essere certificate Top Employer Global, un riconoscimento che ci riempie di orgoglio ma anche di responsabilità perché sappiamo di avere un ruolo fondamentale nel disegnare le politiche di welfare aziendale che saranno il futuro del mondo del lavoro” conclude Cervesato.

Mkers entra nella storia dell’eSport italiano, divenendo il primo team nostrano di Rainbow Six Siege a qualificarsi al Six Invitational

Un successo storico quello consumatosi nella giornata di ieri: il team di Rainbow Six Siege di Mkers è riuscito nella straordinaria impresa di guadagnarsi un meritato posto al Six Invitational, la massima competizione mondiale del titolo targato Ubisoft, scrivendo una nuova pagina dell’eSport italiano

Roma, 21 dicembre 2020 – Un evento storico quello accaduto nel corso del weekend appena trascorso; una nuova, fondamentale, pagina dell’eSport italiano è stata scritta: il team Mkers di Rainbow Six Siege – per la prima volta in assoluto nel nostro paese – raggiunge il Six Invitational, la competizione mondiale più importante del Tactical Shooter firmato Ubisoft, a cui parteciperanno le venti squadre più forti del globo.

Un successo epocale per l’Italia e non solo, anche – e soprattutto – per le modalità con cui è avvenuto: mai nella storia della manifestazione, infatti, una squadra proveniente dalla tier 3 è riuscita a compiere una simile impresa, battendo, nel corso dell’incredibile scalata, top team internazionali. I Mkers, infatti, una volta arrivati ai quarti di finale – raggiunti a suon di vittorie nette – sono stati in grado di sconfiggere i Rogue, i Chaos, i Na’Vi e il team Tempra Esport, tutte squadre di caratura mondiale abituate a compere a questi livelli.

L’impresa, seguita con passione, trasporto e grande affetto da oltre 25.000 utenti, è stata possibile grazie ad un team fenomenale composto da cinque player tutti italiani, in grado di far sognare un settore intero, ovvero: Sasha “Sasha” Michelizzi, Luigi “Gemini” Ferrigno, Alessio “Aqui” Aquilano, Pietro “Scatto” Scattolin e Lorenzo “Lollo” Masuccio, a cui si aggiungono il team manager Alexander “Jaxa” Ramirez, il coach Matteo “Torok” Belotti e l’analyst Leonardo “Ablanz” Testa. Un vero dream team, che ora si giocherà le sue chance nel Six Invitational di febbraio: un torneo capace di catalizzare l’attenzione degli appassionati – con oltre 400.000 spettatori nell’ultima manifestazione – e di mettere a disposizione un faraonico montepremi di ben tre milioni di dollari. La loro partecipazione, inoltre, potrebbe concedere l’opportunità a Mkers di creare la propria skin personalizzata in game, la quale vestirà gli operatori che si sfideranno nella competizione.

Malgrado l’eccezionale traguardo ottenuto dalla squadra di Rainbow Six Siege, Mkers non è di certo nuova al raggiungimento delle massime competizioni dei titoli in cui compete: in passato, infatti, l’azienda ha presenziato ai mondiali di FIFA, MotoGP, StarCraft II e Tennis World Tour, segno che la società è sempre riuscita a calcare i più grandi palcoscenici internazionali. Proprio per questo, nel 2021 l’obiettivo sarà quello di proseguire su questa scia, colonizzando abitualmente le maggiori competizioni mondiali.

Un successo che ci riempie di orgoglio, ha dichiarato Diego Hicham Aazi, eSport Manager di MkersI ragazzi sono stati straordinari, hanno scritto, con grande merito, una bellissima pagina della storia dell’eSport italiano. Il traguardo ottenuto, però, non è di certo causale, ma frutto del duro lavoro iniziato più di tre anni fa, dove decidemmo di puntare tutto sull’integrità del gruppo, arrivando a creare una squadra forte, coesa e in grado di amalgamarsi perfettamente. Ma non solo: l’accesso al Six Invitational è stato possibile anche grazie a tutta la struttura che orbita intorno al gruppo squadra, composta dal team manager, il coach e l’analyst, i quali hanno fornito un contributo fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivoOra non dobbiamo di certo fermarci qui, ha concluso Aazi, ci aspetta un duro allenamento in previsione del Six Invitational di febbraio che giocheremo dal vivoprobabilmente in unimportante capitale europea.

Mkers sceglie Marco Fresta come Direttore Creativo

L’azienda amplia la propria divisione identificando Marco Fresta come nuovo Direttore Creativo. Annunciata la collaborazione con i Van Orton Design per la produzione del materiale tecnico che vestirà i pro player della società

Roma, 17 dicembre 2020 – Mkers, nell’ottica di accrescere, sviluppare ed espandere il proprio organigramma, ha identificato una figura, con esperienza ventennale nel settore, per ricoprire il ruolo di Direttore CreativoMarco Fresta. Nel corso della sua longeva carriera, ha avuto l’opportunità di collaborare sia con grandi agenzie internazionali – come Publicis e Saatchi & Saatchi, giusto per citarne alcune – che con realtà indipendenti come il Gruppo Roncaglia. Tra gli innumerevoli lavori portati a termine durante il proprio percorso, è importante citare il primo e-commerce di autoveicoli al mondo realizzato per la casa automobilistica smart e il “4matic Adaptive book”, un progetto per Mercedes-Benz in partnership con Google in cui è stato ideato il primo libro in grado di adattarsi alle condizioni climatiche e ambientali nelle quali si trova il lettore.

Mkers, proseguendo la strategia di consolidamento della propria agenzia digital, sceglie un Direttore Creativo di caratura internazionale – tra i riconoscimenti, un argento a Cannes Lions, vari oro all’ADCI Awards, Eurobest, NC Awards per “Best Holistic Campaign” – con l’imprescindibile obiettivo di curare da un lato la comunicazione dei pro players, e dall’altro di costruire progetti creativi soprattutto performanti e misurabili per i brand. Questo grazie ad una strutturazione che contraddistingue la divisione interna della società romana, caratterizzata – oltre che dal Direttore Creativo al vertice – da varie figure professionali come Account Executive e Commerciali, Art Director, Project Manager, Social Media Strategist, Community Manager, Producer e Content Creator. Un vero unicum nel panorama eSportivo, che fa di Mkers la realtà maggiormente stratificata del settore nostrano.

Una delle prime partnership di livello internazionale curate da Marco Fresta riguarda l’accordo con i Van Orton Design, una delle realtà creative più rinomate nel design, – capace di collaborare con i top brand mondiali – per la produzione sia del materiale tecnico che vestirà i giocatori professionisti di Mkers in tutte le competizioni, che per la realizzazione di una capsule collection.

Ho scelto Mkers per la sua visione, ha dichiarato Marco Fresta, Neodirettore Creativo di MkersUna visione alla costante ricerca del “never before seen”, da veri precursori, attraverso cui innovare ed eccellere. Stiamo assistendo al tentativo di alcune agenzie di creare modelli per inserire la comunicazione degli eSport nei propri networkanche se ad oggi in maniera ancora acerba e marginaleMkers vuole essere la risposta: una realtà di professionisti con il background e le competenze necessarie per proporre progetti di comunicazione a 360 gradiLe prime due joint venture su cui abbiamo lavorato – ha concluso Fresta – riguardano non a caso due brand di rilevanza internazionale: l’AS Roma, per la quale è stata curata per prima cosa la creatività, produzione e post-produzione del video di presentazione del rinnovato team eSport, e la collaborazione con i Van Orton Design, con cui abbiamo un progetto che inizierà dalla jersey dei pro player per poi svilupparsi in una capsule formata da vari items.

Poter avere una persona del calibro di Marco Fresta a capo del team creativo è motivo di grande orgoglio, ha dichiarato Thomas De Gasperi, Presidente di MkersL’obiettivo di Mkers è quello di imporsi nel settore come una realtà polivalente, in grado di presidiare il mondo degli eSport nella sua totalità. Poterci presentare ai brand con una struttura consolidata, capace di rispondere alle esigenze creative e comunicative mediante soluzioni avveniristiche, rappresenta un plus fondamentale per lavorare con serietà e professionalità. Marco, grazie alla sua vasta e variegata esperienza, è l’uomo giusto per far compiere alla nostra divisione creativa un fondamentale step evolutivo.

PlayStation 5 Title Sponsor della Supercoppa italiana 2020

Sony Interactive Entertainment Italia annuncia di aver raggiunto un importante accordo di partnership con Lega Serie A in occasione della Supercoppa italiana 2020, che vedrà sfidarsi il 20 gennaio 2021 al “Mapei Stadium – Città del Tricolore” di Reggio Emilia, la Juventus, prima nella scorsa stagione in Serie A TIM, e il Napoli, vincitore dell’ultima edizione della Coppa Italia Coca-Cola. PlayStation®5 sarà Title Sponsor della competizione, che assume quindi la denominazione di PS5Supercup.

Grazie a questa partnership si consolida il legame tra il mondo del calcio e PlayStation, brand simbolo di intrattenimento e innovazione. Un percorso di partnership iniziato con la nascita della nuova competizione eSports eSerie A TIM, di cui PlayStation®4 è main partner e console esclusiva, e che si rafforza con la PS5 Supercup. Saranno svelate nelle prossime settimane le iniziative per coinvolgere il pubblico a casa attraverso le piattaforme gaming, social e digital, così da garantire un’esperienza a tutto tondo per i tifosi prima, durante e dopo la gara di PS5 Supercup.

PlayStation 5 Title Sponsor della Supercoppa italiana 2020“Siamo orgogliosi di poter collaborare con un partner d’eccezione come Lega Serie A. – Ha dichiarato Marco Saletta, General Manager di SIE Italia – La crescita del medium videoludico in Italia è in costante aumento, e crediamo fortemente che collaborazioni di questo calibro possano contribuire concretamente ad alimentarne la conoscenza e lo sviluppo. Il calcio infatti è senza alcun dubbio lo sport più seguito nel nostro Paese e la Supercoppa Italiana simboleggia uno dei trofei più ambiti della stagione. Per questo riteniamo che la PS5 Supercup rappresenti un’occasione unica per celebrare PlayStation 5, la nostra console di nuova generazione”.

Esprimiamo grande soddisfazione per aver raggiunto questo accordo con Sony Interactive Entertainment Italia. – ha dichiarato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato di Lega Serie A – Il brand PlayStation è sinonimo d’innovazione e la nostra partnership è frutto di una visione condivisa, rivolta al futuro e alle nuove generazioni. L’accordo con PlayStation 5 conferma il percorso di crescita internazionale del brand Serie A. La PS5 Supercup sarà un grande evento in grado di creare entusiasmo, emozioni ed engagement non solo nel corso della partita, ma anche nei giorni precedenti l’incontro grazie alle tante iniziative di comunicazione e marketing che ci permetteranno di coinvolgere i tifosi da casa”.

JTI e TTI: CONTINUA L’IMPEGNO PER IL SOSTEGNO ALLA FILIERA UMBRA DEL TABACCO

SPENCER & LEWIS SI AGGIUDICA LA GARA PER LA COMUNICAZIONE  DI JTI ITALIA 1

Rinnovato l’investimento di 28 milioni di euro per l’anno 2021. Semplificazione normativa e programmazione necessarie per supportare sostenibilità ambientale, energetica e strutturale 

 

Milano, 9 dicembre 2020 – Un impegno che va avanti dal 2012 quello fra JTI Italia e TTI per il sostegno alla filiera tabacchicola italiana e la sua valorizzazione. L’investimento, confermato già per il 2020 con l’acquisto di 8 mila tonnellate di tabacco lavorato da parte di JTI, si rinnova con un ulteriore accordo per il 2021 di 28 milioni di euro. Lo ha annunciato ufficialmente il Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia Gian Luigi Cervesato durante l’incontro “La filiera del tabacco, quale futuro?”. All’evento sono intervenuti Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, Dino Scanavino, Presidente CIA – Agricoltori Italiani, Fabio Rossi, Presidente TTI (Trasformatore Tabacco Italia) e anche le Istituzioni nella figura di Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali.

Almeno 7 mila tonnellate di tabacco italiano provenienti dal distretto di eccellenza dell’Alta Valle del Tevere e delle zone vocate della Bassa Veronese verranno acquistate dal Gruppo con l’obiettivo di contribuire alla stabilità del comparto a conferma della rilevanza che assume per il settore agricolo nazionale e per l’economia del territorio.

“Il momento storico senza precedenti che stiamo vivendo ha costretto tutti gli operatori della filiera tabacchicola a ricalibrare le proprie attività. All’emergenza si unisce anche la difficoltà derivante da una struttura fiscale inefficiente e da un mercato profondamente cambiato non solo dal punto di vista dei consumi ma anche dal lato della produzione nazionale di tabacco” sottolinea Gian Luigi Cervesato. “L’impegno che portiamo avanti nei confronti della filiera e che, con senso di responsabilità, rinnoviamo per il prossimo anno è volto a combattere l’incertezza e valorizzare il Made in Italy”.

Eccellenza e innovazione sono i punti chiave del dialogo fra JTI e il territorio umbro e veneto che si è consolidato grazie a importanti accordi di natura commerciale dedicati al sostentamento della produzione di tabacco Made in Italy per un totale investito nel biennio 2020 – 2021 di 60 milioni di euro. Un sostegno che non si è esaurito solo con accordi economici ma che ha visto, grazie al supporto alla ricerca e all’innovazione, lo sviluppo di nuove pratiche agricole sempre più sostenibili, in linea con l’impegno dell’azienda in questa direzione e che ha portato a migliorie su tutti i livelli di produzione, rendendo il distretto umbro una vera eccellenza declinata dalla coltivazione del tabacco fino alla sua lavorazione.

La produzione di tabacco Made in Italy ha raggiunto un livello di specializzazione straordinario, volano economico per tutto l’indotto dell’Alta Valle del Tevere, che impiega circa 2mila lavoratori, una produzione d’eccellenza certificata dall’Agricoltural Labour Practices e sostenibile che guarda al rispetto dell’ambiente e alle fonti di energia rinnovabili.
“In questi nove anni di produzione e trasformazione, con il TTI primo acquirente italiano di bright, in collaborazione con JTI si è creata una richiesta di manodopera molto importante che ha assorbito maestranze anche da altri settori in crisi, in perfetta sinergia e collaborazione con i sindacati dei lavoratori” dichiara Fabio Rossi, Presidente Trasformatori Tabacco Italia.

“Sia gli agricoltori che le maestranze hanno acquisito una altissima professionalità arrivando a un livello di qualità elevatissimo del prodotto, con le migliori perfomance mondiali per uniformità dei lotti, assenza di sostanze estranee e residui nella norma. Un patrimonio di professionalità che non può essere disperso. L’assistenza tecnica – prosegue Rossi – e la continua ricerca hanno portato ad una elevata attenzione per l’ambiente con investimenti sulle rinnovabili che hanno coperto oltre il 40% dei fabbisogni energetici di essicazione e trasformazione”.

In più di 15 anni JTI ha investito nel territorio italiano oltre 680 milioni di euro per rispondere ai bisogni crescenti di tutto il comparto. Nonostante il momento di difficoltà vogliamo continuare a stare al fianco della filiera e in questo senso la collaborazione con le Istituzioni è fondamentale” ha continuato Cervesato. “Siamo disponibili a confrontarci in nome di una semplificazione generale del fisco del settore per agevolare gli accordi tra operatori e produttori: questa è l’unica via per poter programmare con successo gli investimenti sui territori e tutelare così tutti gli operatori”.

L’AS Roma investe nel settore degli eSport in partnership con Mkers

L’AS Roma investe nel settore degli eSport in partnership con Mkers

L’accordo permetterà alla squadra capitolina di sviluppare ed espandere la propria divisione eSport con l’ambizioso obiettivo di partecipare a tutti gli eventi più rilevanti del gaming competitivo

L’AS Roma, una delle società calcistiche più importanti in Italia, ha deciso di espandere la divisione eSport in collaborazione con Mkers, la più rilevante realtà nostrana dedicata al mondo del gaming competitivo, la quale vanta tra gli investitori principali proprio due romani, romanisti d’eccezione: l’ex calciatore della nazionale e della Roma Daniele De Rossi e l’attuale centrocampista del Paris Saint-Germain Alessandro Florenzi.

L’unione delle parti nasce dall’importante obiettivo di sviluppare ed espandere la divisione eSport della squadra capitolina per il prossimo anno, costruendo un team di Pro Evolution Soccer dall’ottimo potenziale e in grado non soltanto di partecipare ai prossimi tornei di eFootball Pro ed eSerie A Championship, ma soprattutto di rappresentare il club romano in tutti gli eventi ufficiali targati Konami.

L’accordo tra l’AS Roma e Mkers, però, non si concretizzerà esclusivamente nell’edificazione di una squadra di alto tasso tecnico, ma si allargherà anche all’identificazione di un percorso strategico nel mondo del gaming competitivo, per studiare i migliori giochi da presidiare e colonizzare. A tutto ciò, si aggiungeranno anche le attività di organizzazione e gestione degli eventi sia fisici che online. Inoltre, la divisione creativa di Mkers, che opera come una vera digital agency focalizzata nel settore Gaming, si occuperà della creazione dei contenuti digitali.

“Il rapido sviluppo del mondo del gaming competitivo non ci ha mai lasciati indifferenti. Già nel 2017 – spiega Francesco Calvo, COO di AS Roma – il Club ha iniziato a investire in questo mercato e ora, grazie anche a questa partnership, puntiamo a espandere la nostra divisione eSports nell’ottica di rafforzamento ed espansione del brand attraverso la partecipazione agli eventi più importanti del settore.”

“L’accordo con una società del calibro dell’AS Roma ci permette di consolidare la nostra posizione nel settore degli eSport”, ha dichiarato Paolo Cisaria, co-founder di Mkers. “Il progetto nasce con l’intento reciproco di far bene sia in campo nazionale che internazionale, grazie alla partecipazione all’efootball Pro di PES e ad altre manifestazioni esportive su diversi titoli di gioco. È raro trovare un club che abbia il coraggio di investire concretamente nel settore e che vada oltre dei semplici scambi merce o partnership di sola visibilità”.

Per ulteriori informazioni: Spencer & Lewis